Biomeccanica e ciclismo – L’intervista a Giorgio

Sono tornate le interviste di Bikecafe e continuiamo la nostra chiacchierata con Giorgio Favaretto. Questa settimana ci racconterà che cos’é la biomeccanica ed in quale maniera i suoi studi su questa maniera possono aiutare a migliorare le prestazioni in bicicletta. La biomeccanica é infatti un approccio scientifico che prende in considerazione l’interazione – statica o dinamica – tra corpo e bicicletta, alla ricerca della fusione perfetta. In particolare, grazie a questo approccio, è possibile lavorare in maniera molto efficace in materia di prevenzione degli infortuni, così da migliorare la sicurezza e il benessere in bicicletta.

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L'intervista

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In che modo un analisi posturale e chinesiologica può migliorare le prestazioni e il comfort in bicicletta?

Giorgio

A mio modo di vedere, dovrebbe essere sempre buona norma iniziare un programma di allenamento e soprattutto una valutazione biomeccanica della pedalata partendo da una valutazione posturale e chinesiologica, essendo la chinesiologia la scienza che studia il movimento umano. Poter ottenere una determinazione chinesiologica da un tecnico con esperienza e con un adeguato percorso di studi e formazione è sicuramente uno step fondamentale e ben ponderato.
Affidarsi a persone senza un bagaglio tecnico e culturale nel campo delle scienze motorie che utilizzano programmi di rilevazione antropometrica e biomeccanica pre-impostati, e molto ben commercializzati, è sicuramente una via molto facile e ben percorribile, ma che non porta molto lontano.

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Quali sono i tipici infortuni con cui hanno a che fare i ciclisti?

Giorgio
Se tralasciamo gli infortuni traumatici provocati dalle cadute, i ciclisti possono spesso incorrere in infortuni cosiddetti “da sovraccarico” , inteso sia a livello muscolare che articolare. Si notano molti casi di infiammazioni del tendine rotuleo, causate per esempio da un errato avanzamento/arretramento della sella, così come si notano tanti ciclisti, anche di buon livello, lamentare dolori nella parte bassa della schiena, più specificatamente ai muscoli facenti parte del quadrato dei lombi; questo genere di tecnopatia è spesso causata da un errato posizionamento del manubrio, sia in altezza che in lunghezza. Fastidi, bruciori, dolori che insorgono in una determinata zona del corpo sono spesso causati da problemi legati a parti ben più lontane, anatomicamente parlando, dal punto dolente.
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Che tipo di infortuni si possono prevenire con un accurato test chinesiologico e biomeccanico?

Giorgio

– Gli infortuni da errato posizionamento in bicicletta possono essere molteplici. Innanzitutto, a mio modo di vedere, è importante saper valutare in maniera accurata la postura dell’atleta, prima di farlo pedalare sui rulli. Una prima valutazione “a secco” permettono di trarre degli accorgimenti e delle soluzioni da applicare in bici.
Gli infortuni più noti vanno dalle tendiniti più diffuse (rotulea, achillea, bandelletta ileo-tibiale, per esempio), passando per diversi stadi di lombalgia e cervicalgia, arrivando alle varie forme di condropatia. Ognuno di questi argomenti meriterebbe un capitolo dedicato!

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Dove hai acquisito le competenze per poter essere un tecnico in ambito ciclistico?

Giorgio

Sono laureato in Scienze delle attività motorie e sportive e laureato magistrale in Scienze e tecniche avanzate dello sport. Entrambe le mie tesi di laurea hanno riguardato la biomeccanica della pedalata, sviscerando l’argomento in diversi ambiti. La tesi per la laurea triennale (titolo: Studio della biomeccanica applicata al ciclismo e analisi posturale su un ciclista a livello professionistico) riguardò l’analisi della pedalata avendo come soggetto Joaquim “Purito” Rodriguez, con il grande aiuto e supporto del noto biomeccanico Alessandro Mariano e alla Mariano Engineering. La tesi per il conseguimento della laurea magistrale (titolo: Allestimento e realizzazione di una analisi EMG e cinematica durante test incrementale in 10 triatleti) invece è stata realizzata in collaborazione con la Facoltà di Fisica e con la Facoltà di Informatica dell’università degli studi di Torino.

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Cosa hai imparato da Alessandro Mariano?

Giorgio

Nonostante io abbia deciso di concentrarmi su questi argomenti per entrambe le mie tesi di laurea, sono sincero nel dire che da Mariano ho imparato la maggior parte delle cose che so applicare riguardo all’analisi della biomeccanica. Non ho timore nell’affermare che è probabilmente il migliore in Italia ed un punto di riferimento mondiale. La differenza rispetto a tanti altri è che lui si mantiene sempre aggiornato e ha imparato a utilizzare la tecnologia e gli strumenti più avanzati per applicarli all’analisi posturale e dinamica. Grazie a lui ho capito che è un mondo in continua e velocissima evoluzione e solo con lo studio e l’applicazione giornaliera si può rimanere al passo con il progresso.

Giorgio Favaretto

GIORGIO FAVARETTO

Nato ad Asti nel 1991, Giorgio è appassionato di tutto ciò che riguarda lo sport. Ciclista a 360°, aspirante rugbista e podista per divertimento. Nel tempo libero – in cui non è impegnato con lo sport – ama assaggiare birre artigianali ed è un accanito mangiatore di pizza. Dal punto di vista professionale è laureato in Scienze delle attività motorie e sportive così come è laureato magistrale in Scienze e tecniche avanzate dello sport, Giorgio é tecnico istruttore delle categorie giovanili FCI, tecnico allenatore delle categorie agonistiche giovanili FCI, tecnico allenatore delle categorie agonistiche internazionali FCI, oltre ad essere stato ciclista Elite nelle specialità strada, ciclocross e criterium scatto fisso.

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