ORTLIEB BIKEPACKING…di ritorno dal Volterra Trail

E’ stato un week end eccezionale quello trascorso a pedalare nello spettacolare scenario delle colline toscane intorno a Volterra.

Il nostro Bikecafe Adventure Club si è buttato a capofitto in quest’avventura, per molti la prima in modalità “unsupported”, spinti dai consigli del nostro Andrea e dai suoi racconti della passata edizione. Quando si sentono parole come “avventura, spirito di libertà, paesaggi mozzafiato, colline toscane, cibo-birra-vino toscani e ottima compagnia di amici” ci si convince in fretta, anche se alla fine si tratta pur sempre di percorrere 220 km con quasi 6000 m di dislivello in mtb e senza assistenza alcuna.

Il tempo è stato perfetto, fresco al mattino e non eccessivamente caldo nelle ore centrali, il percorso molto duro e vario, fatto di strappi al limite della pedalata quanto di ascese morbide e regolari, discese tecniche ed altre veloci di terra battuta.

Nella prima giornata le verdissime e dolci colline si alternavano con i bellissimi borghi medioevali, primo su tutti San Gimignano, con le sue famosissime torri e con uno dei gelati più buoni del mondo, soprattutto se mangiato alle 4 del pomeriggio dopo aver pedalato per 6 ore sotto il sole.

Ognuno ha preso il suo passo, come succede di solito in questi trail, si sono formati dei gruppetti e tutti ci siamo ritrovati al km 122 in un bellissimo agriturismo in cui ci siamo seduti a tavola per la cena innaffiata con tantissima birra e dell’ottimo vino e a seguire un gran bella dormita ristoratrice.

La mattina seguente dopo l’abbondante colazione via a guadare un fiume dall’acqua gelida, così da dare il buongiorno a quest’altra giornata di fatica e di ammirazione del paesaggio.

Le salite si susseguono, più regolari del giorno precedente, fino ad arrivare ai piedi dell’ultima fatica di giornata, l’ascesa a Volterra…10 km sotto il sole e senza un goccio d’acqua…forse la fatica più grande della giornata è stata resistere alle crisi di sete dovute alla mancanza di strutture e fontane incontrate lungo il percorso…l’unica che c’era negli ultimi 50 km l’abbiamo volata senza vederla.

Chi più, chi meno stanco, siamo arrivati all’arrivo con il sorriso sulle labbra, la meraviglia negli occhi e la soddisfazione di avercela fatta.

I complimenti vanno agli organizzatori di questo bellissimo trail, in primis l’amico Gianni Gazzarri!

Per l’occasione il nostro Andrea ha testato l’ultima delle novità in tema di bikepacking, la borsa sottosella della famosissima ditta tedesca, leader mondiale nel settore borse da viaggio, ORTLIEB, precisamente il modello  SEAT-PACK BIKEPACKING.

ortlieb seat packQueste le sue impressioni:

La borsa si presenta molto bene, con un tessuto impermeabile ma al tempo stesso “morbido“, mi aspettavo un tessuto più “rigido”…sicuramente meglio così.

Il montaggio riprende l’ormai classico “2 cinghie sul reggisella e 2 passanti sotto il carrello della sella”, in questo caso le cinghie si sono rivelate molto robuste e “ben rivestite”, sono di un materiale gommoso che non rovina il telaio ed il reggisella…in genere le cinghie sono in materiali ruvidi e resistenti che però, purtroppo, tendo a grattare il materiale su cui sono legate, queste invece sono meno aggressive…unico appunto sulla lunghezza delle cinghie…vanno benissimo per reggisella tondi ma meno per quelli ovali, tipici delle bici da corsa di alta gamma, in cui arrivano proprio al limite del velcro…per le mtb nessun problema, per le bdc con reggisella a sezione ovale bisogna misurare bene la circonferenza…al max si fa fare una “prolunga” sulla cinghia ;-).

La borsa ha una “struttura interna” nella parte anteriore, per intenderci quella che sta a contatto con il reggisella, che la mantiene bella ferma in pedalata, situazione superata a pieni voti…non l’ho mai sentita muoversi pedalando fuori sella ed anche nelle discese più tecniche non ho avvertito la sua presenza.

Ma forse la qualità che ho preferito è stata la possibilità di “buttare tutto dentro”, anche con la borsa montata sulla bici, e di richiudere la sacca semplicemente aprendo la valvola del sottovuoto, facendo uscire tutta l’aria arrotolando la sacca e richiudendo la valvola stessa una volta compressa la sacca.

Semplice, veloce ed efficace.

Capienza? Per me persino troppo capiente…io non la riempirei mai tutta per evitare di avere ingombri troppo importanti…l’importante è l’essenziale no?! …e l’essenziale è poco 😉

Ottimo prodotto 😉

 

 

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