Moots Routt ESC - La review di Luca Bettinsoli

Premetto che sono un amante del titanio. Possiedo un paio di bici in questo materiale e ritengo che la semplicità e la pulizia di questi telai abbiano un fascino che, negli anni, non stanca mai.

La premessa era necessaria, prima di parlare della nuova Moots Routt ESC, l’ultima creatura del mitico Brand di Steamboat Springs. Una bici che la casa americana colloca nel Gravel, anche se a tutti gli effetti si tratta di una mtb (il telaio ospita ruote fino a 29”x2,40”) adatta per viaggiare in lungo e in largo per il mondo, ma anche per qualche giorno in giro non lontano da casa.

moots routt esc - luca bettinsoli 07Rispetto agli altri telai Moots, questo è equipaggiato con forcella in Titanio, mentre le possibilità di personalizzazione sono le solite proposte.

Nella configurazione neo retro che sto usando, di cui trovate le specifiche sul sito, spiccano le parti cromate, fra cui i freni meccanici Paul Components e la guarnitura White Industries che meriterebbero un capitolo a sè.

E’ una bici che non si può non notare e nei primi giri, sono stato fermato spesso da ciclisti curiosi che mi chiedevano info su questo “bolide”. L’eleganza delle proporzioni e la qualità delle saldature lasciano senza fiato.

Per meglio adattarla alle mie abitudini, ho sostituito la sella brooks VìB17 con una Cambium ed ho tubelessizzato le gomme. Il cerchio, forse per il trattamento di cromatura necessita di qualche accortezza in più, come l’uso di un nastro telato prima di montare il classico rim tape.

In queste tre settimane ho pedalato su vari percorsi, con fondi il più possibile diversi, in modo da metterla il più possibile alla prova.

Comodità

E’ una bici comoda (nasce per viaggiare) e le geometrie esaltano le caratteristiche del titanio.

Il manubrio drop offre la possibilità di variare la presa per non stancare troppo braccia e schiena, per cui le ore in sella volano senza particolari problemi sia su asfalto che su sterrato.

La trasmissione con la corona da 38T e la cassetta shimano XT da 12 pignoni offre un range di rapporti che permettono di viaggiare veloci e, all’occorrenza, non affaticarsi troppo in salita.

Precisione di guida

E chi l’ha detto che una bici comoda non possa essere precisa?

Il dubbio principale mi veniva dalla forcella in titanio, che sebbene sia realizzata con tubazioni di diametro generoso, temevo potesse flettere un po’.

I dubbi sono spariti alla prima discesa, in cui si è dimostrata veramente stabile e precisa.

Sul veloce scorrevole la sensazione di sicurezza, anche grazie ai freni (mai provato un sistema meccanico che fosse all’altezza di un idraulico, prima d’ora) che permettono di regolare la velocità senza affaticare le mani, è incredibile.

Ma è sul tecnico che questa bici mi ha stupito.

Amo fare mountain bike e nei miei giri intorno a casa, un po’ di single track non può mai mancare. Le gomme da 2,4 tubeless portate alla giusta pressione aiutano ad ammortizzare gli ostacoli e la stabilità e la precisione della forcella, aiutano a mantenere la traiettoria ottimale senza rischiare troppo.

C’è sempre un buon margine di sicurezza senza rinunciare al divertimento.

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In sintesi

Una bici polivalente, ideale da caricare come un mulo e farsi il viaggio della vita, ma anche per il giro in pausa pranzo o di fine giornata, quel giro che ti raddrizza anche la più storta delle giornate.Ok, il prezzo è importante, ma non costa più di altre top bike che a mio avviso hanno molto meno fascino.

Con ruote più leggere non sfigura nemmeno nel Gravel, ma, ricordate, LA BICI TOTALE NON ESISTE.


Chi è Luca Bettinsoli

Usiamo le sue parole: "Nel 2006, durante un'escursione con degli amici, nasce il mio amore per il ciclismo e la MTB e da allora non sono più sceso dalla bici, con cui ho viaggiato dalle nostre Alpi ai deserti del Sahara e del Gobi, da Santiago de Compostela all'Atlante Marocchino, fino alle terre selvagge della Lapponia e dell'Alaska."

Sito ufficiale: www.lucabettinsoli.com

Leggi la nostra intervista a Luca Bettinsoli ed a Davide Travelli, altro grande viaggiatore a due ruote!


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e-Bike Santa Cruz - La nuova gamma di ebike Top 2022

Santa Cruz è uno dei marchi storici della mtb californiana e tra quelli che rimane sempre al vertice delle prestazioni e della tecnologia, dal DownHill all’Enduro al Trail e Xc, fino alla novità, per la casa americana delle E-Bike, che quest’anno diventano ben 3 modelli, tutti biammortizzati che utilizzano il sistema VPP, al top come prestazioni.

Santa Cruz Heckler

santa cruz ebike heckler

Il primo modello E.Bike della casa californiana, uno degli ultimi arrivati sul mercato lo scorso anno, è stato aggiornato a livello di motorizzazione con il nuovo Shimano EP8, più leggero, più compatto, più potente, con una maggiore coppia soprattutto in modalità Trail. La Heckler ha adesso le ruote da 29 (tranne la taglia Small che è 27,5) per la massima stabilità e escursione da 150 al posteriore e 160 all’anteriore. L’ultima versione ha anche aumentato la capacità della batteria portandola da 504Wh a 720 Wh.
Il telaio è disponibile in due livelli di carbonio, CC più leggero e C più abbordabile.

Le geometrie sono contemporanee, e sono state aggiornate leggermente aprendo l’angolo sterzo a 64,5 e piantone molto verticale per aiutare nelle salite molto tecniche, affrontate con maneggevolezza anche le curve strette grazie al carro tra i più corti sul mercato (445 mm).

Una vera Santa Cruz, pronta ad affrontare i percorsi più impegnativi, da vera mtb, con una serie di dettagli studiati alla perfezione, dalla verniciatura, ai cuscinetti radiali e perni di alta qualità, resistenti nel tempo e garantiti a vita.

Disponibile in 5 allestimenti diversi, è diventata una delle best sellers per i biker più esigenti che vogliono una ebike divertente e molto agile. Molto adatta anche alle persone basse la taglia Small con ruote da 27,5, più proporzionate.

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Santa Cruz Heckler MX

santa cruz ebike heckler mx

la MX è una nuova versione 2022 della Heckler, che utilizza una ruota anteriore da 29 abbinata alla posteriore da 27,5, per affrontare percorsi ancora più tecnici, con grande maneggevolezza.

La Heckler MX con ruote miste offre ai rider la sicurezza di una ruota da 29 pollici nella parte anteriore per una maggiore trazione ed evitare il ribaltamento quando si è colti di sorpresa dalle caratteristiche tecniche dei sentieri.

Ma mantenere la ruota posteriore da 27,5 ha permesso di contenere la lunghezza del fodero orizzontale della Heckler (445 mm), che rende la bici scattante e facile da maneggiare su sentieri stretti e impegnativi. una scelta fatta per non compromettere la geometria della Heckler standard, quindi il carattere della bici è ancora più agile e preciso nella guida tecnica e nei passaggi trialistici.

La Heckler MX è disponibile nelle stesse versioni della Heckler 29.

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Santa Cruz Bullit

santa cruz ebike bullit

La Bullit è la Enduro elettrica di Santa Cruz, con ben 170 mm di escursione ad entrambe le estremità, per affrontare i sentieri più tecnici e ripidi sia in discesa che in salita.

Bullit è la full ideale per le gare di E-Enduro, che ormai sono una realtà consolidata e a cui partecipano molti bikers. Grazie alle forcelle con steli da 38 mm e alle gomme con carcassa DoubleDown da Gravity su tutte le versioni, si possono affrontare Bike Park e anche percorsi da Downhill senza problemi.

Le caratteristiche principali della Bullit sono: batteria da 630Wh integrata, angolo sterzo da 64° aperto, carro allungato di 4 mm a 449 per aumentare la stabilità in discesa, ruote da 29 per mangiare gli ostacoli e scendere alla massima velocità

Sulla Bullit non è disponibile la taglia Small e quindi esistono solo M, L, XL, XXL. Sono disponibili 6 versioni, tutte con il telaio in carbonio più pregiato il CC, alcune anche con ammortizzatore a molla, come molti preferiscono questo genere di Full dall’escursione generosa per affrontare i percorsi più impegnativi.

Una E-Bike pronto gara, che non necessita dei soliti upgrade per poter affrontare le Speciali enduristiche, basta aggiungere i vostri inserti tubeless preferiti e sarete pronti a gareggiare.

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Santa Cruz - l'iconico marchio MTB torna al Bikecafe

Santa Cruz è sicuramente uno dei marchi più iconici della Mountain Bike, e dopo una parentesi di alcuni anni nel 2021 siamo tornati a trattare queste fantastiche biciclette dai contenuti tecnici e qualità tra i migliori in assoluto.

Se volete la Mtb definitiva tra le Santa troverete la vostra bici ideale.

Santa Cruz - Storia e nuova organizzazione

Santa Cruz è uno dei marchi storici della Mtb, fondata nel 1993 dallo skater Rob Roskopp ha fin da subito creduto nelle biammortizzate, con il primo modello la Tazmon da 80mm di escursione, seguita l’anno dopo dalla mitica Heckler da 100 mm (ora resuscitata in forma di E-Bike).

La Santa Cruz Tazmon del 1994

Santa Cruz Tazmon 1994 - la prima biommartizzata di Santa Cruz

Dopo i primi anni di modelli che utilizzavano lo schema di ammortizzazione Single Pivot, Santa ha acquisito i diritti del sistema VPP (Virtual Pivot Point) nel 1999, sviluppandone tecnicamente le potenzialità. Il VPP fin dall’inizio è stato condiviso con un altro brand californiano, Intense, che in seguito ha sviluppato il concetto in modo autonomo.

Santa Cruz da alcuni anni è entrata a far parte del Gruppo Pon Holdings, uno dei maggiori produttori di biciclette al mondo che è proprietario di altri marchi, tra cui Focus, Cervelo, Cannondale e GT.

Questa nuova proprietà ha contribuito all’ulteriore sviluppo del marchio, finanziando il rinnovamento a livello di prodotti e di capacità produttiva e logistica. Infatti Santa Cruz ha ora una base operativa in europa che permette di smistare i prodotti in modo più efficiente.

Le tecnologie di Santa Cruz

Fin dal primissimo modello prodotto Santa Cruz ha promosso l’utilizzo delle mtb full suspension, e con il sistema di sospensione VPP continuano questa tradizione ottimizzando i cinematismi per ogni diverso modello.

Full Suspension

santa cruz tallboy v4 test 200

Santa Cruz Tallboy

Il VPP utilizza due link che ruotano in senso opposto uno rispetto all’altro ed entrambi collegano il triangolo frontale con il doppio triangolo del carro posteriore. Questo schema di sospensione è caratterizzato da una buona pedalabilità in salita, un’ottima trazione in curva e la sensazione di non arrivare mai a fine corsa in discesa.

Telai e ruote

Tutte le Santa Cruz sono quindi Mtb moderne (tranne la Stigmata che è una Gravel) con telai in alluminio e/o carbonio.

I telai in carbonio sono declinati in due livelli qualitativi, il CC per i modelli di punta che è più leggero (e costoso) e il C più abbordabile e leggermente più pesante. La stessa tecnologia è stata trasferita anche alle ruote in carbonio, le Reserve, disponibili per tutti i modelli come upgrade, con cerchi di larghezza diversa, che sono garantite a vita contro le rotture.

Si tratta di ruote estremamente robuste e durature che possono essere allestite con diversi mozzi DT Swiss in funzione dell’utilizzo e del prezzo. Recentemente Reserve ha presentato una nuova valvola tubeless, che elimina il core svitabile ed utilizza un tappo interno che si chiude avvitando il tappino esterno.

Santa Cruz Bronson 2022

Questo sistema geniale permette di avere il passaggio aria molto più libero, che quindi permette di tallonare la gomma usando una normale pompa e non si può sporcare il liquido sigillante secco.

Alcuni modelli Santa Cruz hanno anche una versione con telaio in alluminio, che costa sensibilmente meno, e addirittura la nuova Chamaleon, la front da Trail esiste solo con telaio in alluminio.
I telai e i componenti in carbonio (ruote, manubrio, portaborraccia) prodotti da Santa Cruz sono garantiti a vita contro eventuali difetti dei materiali e della produzione.

Le ruote in particolare sono garantite contro ogni tipo di rottura anche durante l’uso e anche i cuscinetti delle sospensioni sono garantiti a vita. Se necessitate di un nuovo kit di cuscinetti vi saranno forniti senza alcun costo (escluso smontaggio e montaggio) un'ottima opportunità per mantenere sempre al top la vostra bicicletta.

Questo servizio di garanzia permette al primo proprietario di tenere la bicicletta alcuni anni senza avere grandi preoccupazioni per la sua durata nel tempo, e anche la rivendibilità risulta migliorata.

Le finiture, verniciatura compresa, sono tra le migliori in assoluto sul mercato e contribuiscono a creare un prodotto estremamente gratificante per chi lo utilizza.

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Modelli per tutti gli utilizzi

La gamma di modelli Santa Cruz si compone di ben 10 modelli biammortizzati e di 2 modelli Front e una Gravel, ci sono modelli con ruote da 29, altri da 27,5 e anche Mullet, ovvero 29 all’anteriore e 27,5 al posteriore.

Ogni disciplina dal Gravel al Downhill è coperta da almeno un modello e ciascun biker può trovare la Mtb più congeniale al tipo di utilizzo che ha in mente.

Le escursioni vanno dai 100 mm della Blur che corre nel Cross Country ai 215 mm della V10 che ha vinto la Coppa del Mondo di DH nel 2021 con Greg Minnaar.

Le nostre Santa preferite

Bellissima la nuova Blur da Cross Country, estremamente performante e leggera, come la sorella più cattiva, la Tallboy che è una vera e propria Downcontry aggressiva.

Molto interessanti anche le Trail Hightower e Megatower, sempre con ruote da 29 pollici per chi vuole più escursione o addirittura sconfinare nell’Enduro.

La Bullit in versione MX, ovvero con ruota posteriore da 27,5 è una delle migliori E-Bike che vi possiamo consigliare, mentre la Front Chameleon è una vera Trail bike semplice e facile da utilizzare sia per escursioni tecniche che per Bikepacking di più giorni.

Per finire la Stigmata è una delle più belle Gravel in carbonio disponibili sul mercato, dalle linee pulitissime e capace di ospitare gomme fino a 45 mm di larghezza.

 

Cannondale Scalpel HT - La nuova MTB front da gara e non solo

La Cannondale Scalpel HT è la nuova front Cross Country che strizza l’occhio al Downcountry.

Disponibile con ruote da 29, con sospensione anteriore da 100 o 110 mm, il solo telaio in carbonio Hi-Mod pesa solo 985 grammi.

Hardtail XC

Il nome Scalpel è nella gamma Cannondale da quasi 20 anni, risalendo a quando le bici da Cross Country full suspension erano l'eccezione, in un mare di Front. Ma oggi Cannondale introduce una nuova hardtail Scalpel, da abbinare alla Scalpel full-suspension, con una geometria piuttosto innovativa per una bici da gara XC.

Cannondale offre il telaio Scalpel HT solo in carbonio, ma sono disponibili due diversi layup. Lo Scalpel HT Hi-Mod 1 di fascia alta ha il telaio Hi-Mod più elegante e leggero, mentre gli altri tre modelli hanno un layup di carbonio più standard che riduce i costi ma aggiunge alcuni grammi (ma non si sa di preciso quanti).

Il taglio del peso ove possibile era una chiara priorità per Cannondale con lo Scalpel HT. Ci sono punti di montaggio all'interno del triangolo anteriore per due borracce, passaggio dei cavi completamente interno e un forcellino del deragliatore posteriore Sram UDH.

La scatola del movimento centrale è un PF30 ma è incluso un guidacatena integrato ultra-minimo. Cannondale è persino arrivata al punto di rendere convertibili i fermacavi: si può utilizzare una guaina continua per affidabilità e manutenzione più semplice o una guaina interrotta per risparmiare qualche grammo di peso.

E sebbene nessuno dei modelli completi sia dotato di un reggisella telescopico, è comunque previsto il passaggio dei cavi.

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Geometrie contemporanee per la Cannondale Scalpel HT

Cannondale offre lo Scalpel HT in quattro taglie, da Small a XL, con un Reach che va da 410 a 470 mm con incrementi netti di 20 mm. Tutte le taglie hanno un angolo del tubo sterzo di 67° e un angolo effettivo del tubo sella di 75° (con l'angolo effettivo del tubo sella che aumenta leggermente man mano che si aumenta la taglia).

E come molti altri marchi stanno facendo recentemente, Cannondale cambia la lunghezza del fodero orizzontale sullo Scalpel HT in base alle dimensioni del telaio. Il telaio Small ha foderi orizzontali da 430 mm, che crescono di 5 mm per taglia, fino a 445 mm sulla XL per garantire un maggiore bilanciamento del comportamento.

Vale anche la pena notare che Cannondale pubblica due grafici delle geometrie per lo Scalpel HT, a seconda della lunghezza della forcella con cui è specificata la bici. L'effettiva geometria del telaio è la stessa, con le differenze derivanti dalla modifica della lunghezza della forcella.

I numeri con forcella da 100 mm (come da specifiche su Scalpel HT 2, 3 e 4) vanno ridotti di 0,5° per la forcella con escursione di 110 mm dello Scalpel HT Hi-Mod 1 e si riduce il Reach di alcuni millimetri.

Una sola versione senza compromessi

I due numeri che spiccano davvero sono le lunghezze del fodero orizzontale e gli angoli del tubo sterzo.

I foderi sono particolarmente lunghi per una bici da gara XC e, insieme all'angolo del tubo sterzo piuttosto aperto, dovrebbero creare una bici particolarmente stabile e composta (almeno per gli standard delle hardtail da gara XC).

Per fare un confronto, la più tradizionale hardtail da gara XC di Cannondale, l'F-Si (che per ora rimane in linea insieme allo Scalpel HT) ha un angolo del tubo sterzo di 69° su tutta la linea e foderi orizzontali di 427 mm in tutte le taglie tranne l'XS (che è ancora più corto, a 423 mm).

Questa è una grande differenza e siamo molto curiosi di vedere come ci si sente guidandola sui sentieri.

La Scalpel HT è offerta solo come bici completa, con quattro modelli che vanno da € 2.499 sorprendentemente modesti a € 6.999. E precisamente:

Cannondale non offre una modello ultra-high-end senza limiti, ma la Scalpel Hi-Mod 1 è già una ottima bici da gara XC davvero competitiva a un prezzo ragionevole, e gli altri tre modelli hanno un buon rapporto qualità prezzo.

Tutti i modelli oltre allo Scalpel HT Carbon 4 includono anche il sensore ruota di Cannondale per registrare informazioni su velocità e distanza, tramite l'app del telefono Cannondale o alcuni dispositivi Garmin.

Conclusioni

La nuova Scalpel HT ha una geometria particolarmente progressiva per una hardtail da gara XC, con 4 modelli molto interessanti, ma è anche ovviamente progettata pensando all'efficienza in salita. Siamo curiosi di provare questo nuovo modello e confrontarlo con l’attuale F-Si per vedere come si comporta dal vivo.

Appena qualcuno dei nostri atleti avrà fatto una buona esperienza sul campo pubblicheremo una recensione completa. Stay Tuned!

 

Scott Patron ERide - La nuova Trail EBike Scott

Scott introduce anche nel settore E-Bike la nuova struttura del telaio in carbonio con ammortizzatore nascosto alla vista e integrato all’interno del tubo orizzontale, come ha già fatto sulla nuova Spark muscolare.

La nuova Sc0tt Patron ERide è una bicicletta dalle linee molto pulite e futuristiche, che innova e segna un nuovo punto di partenza per tutto il settore.

Scelte tecniche specifiche

Nel progettare la nuova Patron gli ingegneri Scott hanno individuato 3 elementi fondamentali su cui si sono concentrati: motore, batteria e ammortizzatore.

Per abbassare al massimo il baricentro della bicicletta il motore Bosch di ultima generazione è stato ruotato di 46 gradi in verticale, liberando spazio davanti al movimento centrale per abbassare al massimo la batteria da 750 Wh.

In questo modo la parte più consistente del peso di motore/batteria sono nella parte più bassa del telaio. L’ammortizzatore, che è l’elemento più leggero è stato posizionato in alto, all’interno del tubo orizzontale, subito davanti al reggisella.

Rimuovendo uno sportello si può accedere ai comandi dell’ammortizzatore ad Aria (Fox) per regolarlo e gonfiarlo comodamente.
Anche la batteria è completamente estraibile da uno sportello nella parte inferiore del telaio, per la carica in casa.

Con questo telaio Scott fa un uso ancora più estremo del carbonio, integrando la sospensione all’interno della sua struttura, è un concetto molto innovativo e realizzato in modo eccellente.

[display-linked-products title="La Scott Patron eRide nel nostro Shop"]

 

Scott Patron ERide: caratteristiche

La Patron ERide è una Trail Bike con entrambe le ruote da 29 pollici e 160mm di escursione anteriore e posteriore.

 

5 versioni con telaio in alluminio e carbonio

La nuova Scott Patron è disponibile in 5 versioni,  2 i modelli con telaio in alluminio, le due 920 e la 910, e 3 con telaio in carbonio, 900, 900 Tuned, 900 Ultimate che hanno anche il carro in carbonio. Disponibili inoltre due versioni “femminili” Contessa.

Tutti i modelli hanno la serie sterzo maggiorata da 1/8 che, abbinata a forcelle con steli da 38 mm garantisce una precisione impeccabile anche nelle discese più tecniche ad alta velocità.

Altri particolari sono i parafanghi integrati, sia anteriore che posteriore, il posteriore ha due led rossi integrati,anche davanti si può montare un potente faretto incorporato all’attacco manubrio e collegato alla batteria.

I freni sono a doppio pistone in tutti i modelli e con dischi da 203 mm sia davanti che dietro. Le guaine sono tutte con passaggio interno direttamente all’interno della serie sterzo, per mantenere pulito un cockpit molto affollato di comandi.

A chi consigliamo la Scott Patron ERide?

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La Scott Patron ERide è una Trail Bike assistita a tutto tondo

Questa bici permette di fare qualunque sentiero, anche molto tecnico, sia in salita che in discesa senza problemi grazie all'ottimo bilanciamento dei pesi che la rende molto stabile.

Per chi cerca qualcosa di veramente innovativo e speciale, questa Scott può essere la e-bike da tenere per i prossimi anni, senza aver paura che possa invecchiare precocemente come è successo in passato per altri modelli.

La disponibilità nel 2022 sarà molto limitata, contattaci al più presto per prenotare la tua Scott Patron!

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Santa Cruz Tallboy V4 - La vera Downcountry!

Sulla carta l’ultima versione della Santa Cruz Tallboy è una full fuori dagli schemi:

A prima vista sembrerebbe una Cross Country Marathon, ma analizzando le geometrie notiamo una somiglianza con i modelli più cattivi, come la Nomad e la Hightower.

Quindi che tipo di mtb abbiamo di fronte?

L'efficienza che diverte in discesa

La Santa Cruz Tallboy V4 è in realtà una via di mezzo tra una full XC e una mini Enduro, con sterzo aperto, reggisella molto in piedi e due tipi di regolazioni diverse sul telaio.

santa cruz tallboy v4 test 200La prima è un chip che alza il movimento centrale e chiude lo sterzo per ottimizzare la geometria, e rende la sospensione più lineare, per un “fine tuning” della posizione.

La seconda è la possibilità di allungare il carro di 1 cm da 436 a 446 mm per rendere la bici più stabile in velocità o lasciarla più maneggevole.

Questo permette di trovare l’assetto migliore per le condizioni di terreno che ciascuno si trova di fronte, e ottimizzare le prestazioni.

Santa Cruz definisce la Tallboy: “la mtb Cross Country per il Downhiller”.

[display-linked-products title="Tutte le versioni della Tallboy"]

La Tallboy V4 è disponibile con ben 3 telai diversi, la versione base è in alluminio, seguita dalla versione C in carbonio e dalla CC con un telaio più leggero, che usa un carbonio più pregiato e con i montaggi più esclusivi.

Per tutti i modelli è possibile avere l’upgrade delle ruote acquistando le Reserve in carbonio, leggere e super resistenti (ricordate il video di Danny McCaskil che cerca di romperle? Eccolo qui sotto!).

I prezzi quindi sono variabili e possono soddisfare tutte le esigenze. Si parte da un listino di 3.499 € per la versione con telaio in alluminio A D  fino a superare gli 11.000 € della XX1 AXS Reserve.

Mini test Tallboy

santa cruz tallboy v4 test 201Abbiamo avuto modo di testare la Tallboy V4 per diverse uscite su terreni tecnici, sia in salita che in discesa e questa Downcountry ci è piaciuta molto. Non è una XC pura scattante e nervosa, e non è neanche la più leggera delle full.

Pedalando con ammo in posizione Firm rimane molto composta negli scatti e assorbe il giusto nelle salite scorrevoli.

Se si vuole il massimo grip anche in salita basta aprire le sospensioni in posizione intermedia e si guadagna trazione e comfort di guida, cosa che vale anche nei tratti in discesa.

Nelle discese più tecniche e verticali, con ostacoli impegnativi, aprendo completamente entrambe le unità ammortizzanti si guadagna in sicurezza, e anche nel ripido estremo la bici non si scompone mai, seppur nei limiti dell’escursione che rimane molto sfruttabile.

Attenzione alle taglie, perchè il Reach è adeguato, ma avendo un piantone molto verticale la bici può risultare un po’ “giusta” nella taglia che si è soliti utilizzare. Fortunatamente grazie alle dimensioni è possibile scalare sulla taglia successiva senza compromessi.

A chi consigliamo la Tallboy?

santa cruz tallboy v4 test 204La Tallboy è la full ideale per il biker che vuole una bicicletta efficiente in salita, capace di arrampicarsi anche sui sentieri più tecnici, ai limiti del pedalabile, e allo stesso tempo vuole divertirsi in discesa, su tutte le discese, anche quelle più tecniche e impegnative, grazie ad una geometria derivata dalle sorelle maggiori.

Un paio di trucchi che vi consigliamo possono essere di cambiare le gomme, in funzione del tipo di utilizzo che cercate. Le Minion di serie sono aggressive senza essere eccessivamente pesanti, ma si potrebbero usare gomme più scorrevoli, soprattutto su terreni asciutti nella bella stagione, per guadagnare qualcosa sia come peso che come velocità.

Il secondo consiglio è di sfruttare il tubo sella molto corto per installare un reggisella più lungo, da 170 o da 200 mm di escursione, rendendo così le discese ancora più divertenti e controllabili.

La nostra Tallboy tester è stata personalizzata con grafiche diverse (realizzabili su richiesta) installando una forcella più rigida e con escursione da 140 mm, ruote in carbonio con canale da 30 mm per renderla più performante soprattutto in discesa, dove non ha mai incertezze e affronta ogni asperità con grande disinvoltura.

Flyer Uproc6: 3 ottime ragioni per sceglierla

Il produttore svizzero FLYER, pioniere della pedalata assistita sin dal 1995, ha presentato un nuovo interessantissimo progetto la UPROC6 una E-bike full suspended con telaio interamente in carbonio ad escursione di 160mm al posteriore.

La nuova Uproc 6 si presenta come l’Endurona del produttore svizzero, grazie anche alla massiccia struttura del rocker link in carbonio con snodi over size.

La FLYER Uproc6 punta sul concetto di mixed-wheels: con i diametri ruote differenziati (29” anteriore e 27,5” posteriore), angolo sterzo 64.5° e piantone sella verticalizzato.

[display-linked-products title="La Flyer Uproc6 nel nostro store:"]

1 - La Uproc6 integra in modo fantastico il motore Bosch Performance Line CX

Il motore Bosch Performance Line CX fornisce fino al 340% di assistenza, una coppia di 85 Nm e i suoi sensori high-end assicurano un supporto estremamente dinamico.

La batteria PowerTube da 625 Wh completamente integrata è fissata in modo particolarmente sicuro grazie a un bullone avvitato nel telaio. L’intelligente integrazione garantisce una posizione salda e senza vibrazioni della batteria, che può essere sostituita utilizzando la chiave a brugola da 6 inserita nell’asse quick release sul perno ruota posteriore.

L’assistenza della drive unit Bosch Performance Cx con software aggiornato al 2021 è quanto di meglio si possa chiedere per superare qualsiasi ostacolo. Le impressioni sono risultate unanimi: Siamo rimasti tutti impressionati per la facilità con cui la Uproc6 ti porta fuori dai guai e ti fa superare scalini, grosse radici e improponibili pietraie che in un primo momento potrebbero sembrare invalicabili.

Ci si ritrova letteralmente catapultati al di là degli ostacoli, assistiti da una costante quanto affidabile trazione e mai traditi da improvvise impennate.

Oltre che alla bontà del progetto telaio, parte del merito va sicuramente all’aggiornamento del software Bosch che porta la coppia massima a 85Nm e, nella modalità e-Mtb, aggiunge uno spunto in più del motore proprio nel momento in cui si deve superare l’ostacolo.

2 - Posizione in sella e comportamento in salita

In salita la posizione in sella risulta subito congeniale grazie anche all’angolo sella di 75,5°. Il supporto della sospensione posteriore nella parte centrale della corsa non fa sentire la necessità di chiudere l’ammortizzatore, in particolar modo quando si affrontano le salite più ripide e tecniche.

Anche quando la salita raggiunge pendenze proibitive la FLYER Uproc6 resta incollata al terreno e arrampica senza richiedere eccessivi spostamenti anteriori/posteriori del rider.

Prestazioni così elevate in salita, sinceramente inaspettate da una e-bike progettata per andar forte in discesa, risultano ancor più sorprendenti se rapportate alla misura piuttosto contenuta (per una e-bike) del carro posteriore (445mm).

Le e-bike aprono possibilità inarrivabili per le “semplici” mtb muscolari…e certi sentieri sono oggettivamente impercorribili senza un e-bike così evoluta…qui si parla di godersi la montagna da veri amanti della mountain bike e dell’avventura, soddisfare la voglia di esplorazione, raggiungere luoghi impervi mescolando tecnica ad un gran lavoro muscolare

Queste doti da arrampicatrice ne mettono in risalto il grande bilanciamento geometrico e ripagano i progettisti per gli oltre due anni di lavoro richiesti per lo sviluppo

3 - Uproc6: Progettata per andare forte in discesa!

In discesa la Uproc6 è nata per andar forte, In effetti..ma la combinazione del carro corto e della ruota da 27.5 al posteriore con l’angolo sterzo di 64.5° e la ruota anteriore da 29”, crea un mix calibrato tra maneggevolezza, tenuta in curva e stabilità che si traduce in una grande piacevolezza di guida.

Gli steli da 38mm conferiscono rigidità e precisione all’anteriore mentre l’idraulica Charger 2 tiene incollata la ruota al terreno per un naturale feeling all’anteriore, che infonde sicurezza e invita a piegare senza esitazione in ogni tipo di curva.

Anche quando il sentiero diventa ripido e scassato, la Uproc6 non mette mai in difficoltà il rider, nonostante i suoi 23 kg (pesata la taglia L). La ruota da 29”, l’angolo sterzo aperto e l’adeguato spazio pilota consentono il superamento di grandi ostacoli senza dover necessariamente arretrare in esagerati fuorisella,

Conclusioni

la Uproc6 è stabile e sicura, grazie all’ottimo bilanciamento ed all'ottimo lavoro sulla sospensione posteriore. Disegnare traiettorie perfette e raddrizzare linee problematiche diventa semplice, senza troppe preoccupazioni circa le asperità su cui si passa.

L’ottimo bilanciamento dei pesi la rende facile ed impostata anche nei salti.

Abbiamo apprezzato infine la buona accelerazione in uscita dalle curve pompate e la stabilità in frenata.

Anno per anno le e-Mountainbike hanno avuto un innegabile sviluppo tecnico/telaistico che ha accompagnato il loro straordinario successo di mercato.

Ad oggi siamo giunti ad un livello tale da far impallidire anche le migliori enduro muscolari in fatto di prestazioni in discesa (tempi alla mano!).

Flyer è ormai un'autorità nel campo delle e-bike e con la Uproc6 ha migliorato ancora l’aspetto prestazioni/piacere di guida rispetto ai modelli precedenti. Dopo averla provata a fondo possiamo essere sicuri di trovarci davanti ad una sicura protagonista in questa area di mercato sempre più competitiva: una e-bike con cui anche la concorrenza più blasonata dovrà fare i conti.

 

Scott Spark Team Issue - La prova di Luca Bettinsoli

luca bettinsoliGrazie all’invito di uno sponsor (Gefran), negli ultimi 4 anni ho partecipato alle ultime 3 edizioni della GF Gimondibike. Non avendo una bici, ogni anno, corro ai ripari recuperandone una in prestito. Quest’anno i ragazzi di Bikecafe hanno esagerato e mi hanno prestato la nuovissima Scott Spark Team Issue, forse la full da xc/marathon più innovativa e desiderata del momento.

Per le specifiche tecniche e i dettagli del montaggio vi rimando al sito bikecafe.org, dove troverete tutte le info.

La bici si presenta con una linea super pulita, grazie ai passaggi cavi interni e all’ammortizzatore nel telaio (facilmente raggiungibile per il gonfiaggio tramite uno sportello sotto l’obliquo) ed il peso è davvero contenuto per una full.

Prima Prova

Una volta sistemata la messa in sella e regolate correttamente le sospensioni l’ho provata su un percorso ben conosciuto per prenderci le misure.

SCOTT Spark RC Team Issue AXS 2022 2

SCOTT Spark RC Team Issue AXS 2022 2

In salita su asfalto, con le sospensioni bloccate, la bici è rigida e scattante e permette di non sprecare energia nemmeno quando ci si alza in piedi sui pedali.

Si passa poi allo sterrato e con un piccolo click tutto cambia. In posizione semiaperta le sospensioni copiano perfettamente ogni asperità del terreno e le ruote restano incollate al terreno.

Anche nei tratti più smossi e ripidi, riesco a salire senza troppi problemi. La posizione in sella evita anche di perdere aderenza all’anteriore nei tratti in cui la pendenza supera il 25%.

Menzione speciale per il cambio Sram GX AXS che risulta sempre preciso e silenzioso. Non sono un fan degli elettronici, ma è veramente una chicca.

Finalmente sono in cima. Ora comincia il divertimento.

Ancora un click e le sospensioni sono completamente aperte. Si parte con una mulattiera scassata e qui la stabilità della Spark è disarmante.

Basta scegliere la giusta linea, mollare i freni e via! Uno schiacciasassi. La sensazione è di avere qualcosa in più dei 120mm di escursione e, dopo la prima parte di “convenevoli” provo a spingerla ancora un po’.

La velocità aumenta insieme all’ampiezza del mio sorriso.

Prima di arrivare sull’asfalto che mi ricondurrà a casa c’ è un bel tratto di singletrack con passaggi tecnici che con la bici da XC ho sempre affrontato molto lentamente.

Ecco, con questa bici bisogna avere fiducia e farla correre perché permette davvero di superare in scioltezza anche gli ostacoli più impegnativi, quasi come una full da AM/enduro (a patto di avere un po’ di manico).

Torno a casa felice come un bimbo che ha un giocattolo nuovo (peccato doverla restituire).

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In Gara

Non sono un biker da gare tirate come la Gimondibike, una granfondo mtb di 53km con circa 1600m di dislivello, piuttosto nervosa, ma ci provo.

Piove parecchio, il che mi mette un po’ di apprensione per la prima discesa, ma intanto si parte e si sale su asfalto per 7km.

Le sensazioni sono quelle della prima prova, con una bici super reattiva e scattante.

Lasciato l’asfalto proseguo per un paio di km con le sospensioni semiaperte fino alla discesa che faccio a tutta superando un po’ di concorrenti.Il resto della gara, con l’esclusione delle discese più lunghe, lo percorro sempre con le sospensioni in modalità intermedia.

All’arrivo sono 81esimo e 10mo di categoria, ma sono soprattutto super riposato a livello di braccia e schiena.

In Conclusione

La Spark Team Issue è sicuramente un missile da gara, ma a mio avviso può anche essere, grazie alla maneggevolezza, alla leggerezza e la grande confidenza che si lascia dare in discesa, la bici ideale per il ciclescursionista medio. Nella versione con reggisella telescopico ed escursione 130/130 si può considerare davvero una bici tutto fare che strizza l’occhio a percorsi più impegnativi.

Come già detto, peccato doverla restituire.