Test Ritchey Outback

Ritchey è un marchio che mi è sempre piaciuto, fin dalle P20 e P21 che sognavo negli anni 90, ed è uno dei pochi tra quelli storici ad essere sopravvissuto e ad aver mantenuto la barra dritta progettando telai e componenti basandosi su un'esperienza di 50 anni di attività.

ritchey outback

La Ritchey Outback taglia M che utilizzo solitamente

Ho già testato in passato le altre Gravel del marchio californiano, tra cui la Swiss Cross e il precedente modello di Outback, che ho avuto la fortuna di provare in Germania insieme al mitico Tom in persona durante una fiera.

Questa Ritchey Outback in taglia M, che è quella che utilizzo solitamente, è arrivata già allestita direttamente da Ritchey Europa e fa parte della loro flotta di bici demo che viaggiano tra negozi ed eventi. Il modello testato è il classico colore verde mango, che in origine non mi faceva impazzire, invece è molto gradevole ed elegante dal vivo ed è montata con un gruppo Shimano GRX 800 2 x 11 e tutti componenti Ritchey WCS, dalla serie sterzo alle ruote fino alle gomme Speedmax 700C x 40.

I preparativi per il test

Come sempre prima di usare una bici ho messo i miei pedali, regolato l'altezza sella e sistemato l'inclinazione delle leve e del manubrio, non ho fatto altre modifiche alla configurazione fornita, che mi sembrava praticamente perfetta e molto simile alla Gravel che uso di solito.

Come prima uscita ho voluto testare un nuovo percorso che avevo in testa da tempo, approfittando del tempo ottimo e del terreno asciutto ho fatto circa 100 km e 2.000 metri di dislivello su tutti i tipi di terreno, alcuni al limite del Gravel.

Venendo dalla Mtb mi piace usare la Gravel come se fosse una Mtb da largo raggio, partendo da casa, e se c'è un sentiero un po' più tecnico basta ridurre la velocità e stare un po' attenti nella guida.

Inizia il test della Ritchey Outback

ritchey outback in salita

In salita...

La Ritchey Outback condivide con le altre bici del marchio un paio di caratteristiche che trovo uniche e difficili da trovare in altri modelli. Prima cosa, sembra una vecchia amica, una bici che hai sempre avuto, semplicemente perfetta e comodissima. La comodità è una caratteristica di molti telai in acciaio di alto livello, ma qui siamo veramente all'eccellenza.

Seconda cosa , le scelte tecniche precise e volute regalano una Gravel che ha un bilanciamento perfetto tra retrotreno e avantreno, e questa è una cosa ancora più rara, soprattutto con i moderni standard di serie sterzo maggiorate e forcelle in carbonio con tubi sterzo conici, che sono sempre troppo rigidi e affaticano mani e braccia dopo alcune ore di pedalate.

Qui la serie sterzo, con coppe integrate nel tubo sterzo è da 1 1/8 e il tubo sterzo in carbonio della forcella è dritto, in questo modo mantiene un certo grado di flessibilità, che si sposa perfettamente con la rigidità complessiva del telaio e del retrotreno, garantendo un comfort assoluto, anche dopo 7 ore in sella.

A livello di guidabilità, grazie a delle geometrie leggermente più rilassate, la Ritchey Outback è reattiva il giusto, molto stabile soprattutto in discesa e molto efficace anche nelle salite al limite per fondo e pendenze. Queste caratteristiche derivano soprattutto dal carro leggermente più lungo e al movimento centrale qualche mm più basso, rispetto, ad esempio alla Swiss Cross Disc attuale.

Sono differenze minime, per il carro parliamo di 16mm di allungamento, mentre per il movimento centrale sono solo 5mm, ma, insieme ad altre quote (angolo sterzo più aperto di 1,5 gradi e tubo sterzo di 10mm più alto) fanno una certa differenza, che si sente sicuramente ancora di più in caso di viaggio in assetto Bikepacking con le borse a fare da peso aggiuntivo.

test ritchey outback sul sentiero

Un attimo di riposo per la Outback

Salita e discesa con la Ritchey Outback

In salita mi sono sempre trovato bene, nonostante il gruppo con guarnitura doppia standard da Gravel, quindi con corone da xx xx e cassetta 11/34, che non sono proprio più abituato ad utilizzare dopo anni di monocorona su tutte le bici che possiedo (Mtb e Gravel).

La Outback si pedala bene, e nonostante le gomme molto scorrevoli, solo in un paio di punti ho avuto qualche slittamento su foglie secche o terreno umido.

In compenso su una salita veramente ripida su sentiero con fondo difficile, tra erba e canaline in terra ho sempre trovato la giusta trazione per salire senza problemi.

Negli sterrati di pianura sicuramente la trasmissione doppia ha un'ottimo rendimento, permette di usare un rapporto più duro e spingere anche forte, anche su sterrati o carrarecce, mantenendo forse una velocità più alta, almeno questa è la sensazione.

Quando la strada va in discesa la Ritchey Outback va decisamente bene, precisa nelle traiettorie, composta sugli ostacoli come radici e pietre, non va mai in crisi e mantiene direzionalità e velocità, permettendo anche dei rilanci, dove il terreno lo permette.

I componenti

Qui entrano in gioco anche i componenti, due su tutti che ho trovato veramente ottimi.

I freni Shimano GRX sono veramente ottimi, potenti e modulabili, più degli Sram o dei meccanici TRP che uso di solito, davvero molto apprezzabili in ogni condizione, solo la gomma delle impugnature con delle righe in rilievo, senza guanti non sono proprio il massimo, ma è un particolare marginale.

Ho finalmente potuto provare il manubrio Ritchey Beacon WCS, l'ultimo introdotto nella gamma Gravel e devo dire che mi è piaciuto moltissimo, sia in discesa che in salita.

La curva veramente stretta mette le mani in una posizione alta, praticamente come essere sulle leve, ma con la sicurezza di essere dentro il Drop, che in caso di urti è una bella cosa per mantenere una presa salda. Poi la parte terminale molto aperta offre delle posizioni diverse per rilassare le mani e la parte superiore del corpo.

Il Beacon mi è piaciuto a tal punto che sarà il prossimo upgrade che farò anche sulla mia gravel, ma in versione più larga da 46 cm.

manubrio ritchey outback

Ottimo il manubrio!

Parlando dei componenti, la serie WCS di Ritchey è una delle migliori disponibili, costa il giusto, pesa poco e ti dimentichi di avere montato questi componenti, oltre ad essere perfettamente coordinati tra di loro, contribuendo al look generale della bici.

Le nuove ruote Zeta Gravel hanno dei mozzi diversi e hanno guadagnato qualche grammo rispetto alla vecchi aversione, sono tubeless, i cerchi asimmetrici sono larghi il giusto e robusti, perfetti per l'uso Gravel o cicloviaggio.

La forcella in carbonio ha anche i tripli attacchi per portare due piccoli carichi oppure due portaborraccia in più, e ha gli attacchi per il portapacchi e paranfanghi, come anche la parte posteriore del telaio. Quindi una Garvel bike che strizza l'occhio al viaggio, magari anche solo un paio di volte l'anno, con un paio di accessori in più, per fare qualche evento di quelli che stanno nascendo quasi tutti i fine settimana.

La conclusione

 

In conclusione una Gravel matura, con geometrie veramente perfette, stabile ma maneggevole, leggera e non stancante, anche dopo molte ore in sella, adatta a chi vuole fare tanti chilometri, magari un evento stile Tuscany Trail, senza spendere esageratamente, ma avendo un mezzo in grado di affrontare qualunque percorso Gravel, anche quelli più tecnici.

Aggiornamento

 

Ho avuto una seconda occasione di testare la Ritchey Outback durante un lungo evento Gravel tra Francia e Belgio, caratterizzato da una varietà di fondi stradali unica, dal fango al pavè, dallo sterrato leggero alle stradine di campagna e ai singletrack nei boschi e per l'occasione ho montato due gomme più tassellate, delle Pirelli Cinturato M da 40mm x 700C con liquido tubeless.

In questo giro veramente molto impegnativo ho avuto solo conferme della bontà delle geometrie della Ritchey Outback, sempre precisa, anche nel fango o sulle pietre, non si scompone mai mostrando una stabilità notevole anche nei tratti in pavè più duri, come la terribile Foresta di Aremberg o sui muri come il Pattemberg o il Koppenberg. Ho particolarmente apprezzato i freni GRX sempre prontissimi e molto modulabili, come da tradizione Shimano, ma in generale ogni componente Ritchey, dal reggisella in carbonio alle ruote, tutti si sono comportati in maniera egregia. Dopo quasi 14 ore in sella, a parte la stanchezza muscolare, nessun problema o dolore si è manifestato, grazie all'elasticità del telaio e della forcella che assorbono in maniera egregia le asperità e le vibrazioni del terreno.

[display-linked-products title="Ritchey Outback nel nostro shop"]

Bici Ritchey 2021/2022: qual è il modello giusto per te?

Aggiornamento Aprile 2022

Tra gli attuali marchi di biciclette statunitensi, Ritchey, fondata in California da Tom Ritchey nel 1972, spicca per qualità e innovazione. Tubi a parete sottile progettati su misura, forcelle unicrown rinforzate e battistrada specifico per pneumatici anteriori e posteriori sono tutte invenzioni Ritchey.

Tom Ritchey ha iniziato come ciclista su strada professionista, ha corso nella squadra nazionale degli Stati Uniti ed ha sfruttato le conoscenze acquisite per far progredire il design della bicicletta. Ha costruito il suo primo telaio acciaio in nel 1972 e nel 1979 ne aveva costruiti oltre 1000.

I suoi giri in bicicletta negli anni '70 e nei primi anni '80 con Jobst Brandt, autore del libro fondamentale "The Bicycle Wheel", lo hanno ulteriormente ispirato. Queste esperienze hanno contribuito a determinare i principi fondamentali per la progettazione di Ritchey: leggerezza, velocità, resistenza e affidabilità nel tempo.

I prodotti Ritchey nascono ancora oggi dalle tante ore trascorse in sella. Lo stesso Ritchey, tuttora capo designer del marchio, percorre oltre 15.000 chilometri all'anno.

Ritchey - Bici da strada e frameset

Ritchey continua ad essere all'avanguardia nel design delle biciclette in acciaio: un marchio leader riconosciuto nella categoria "all-road".

La produzione di biciclette con drop bar che eccellono su una vasta gamma di terreni è stata caratterizzata, negli ultimi anni, da un continuo aggiornamento e ampliamento della gamma, che oggi include la rinnovata Logic Road, la Outback e la Swiss Cross per l'acciaio, oltre ad un paio di interessanti proposte in carbonio.

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Lanciato per la prima volta alla fine degli anni '80, il Road Logic non è un telaio da corsa ma invece un telaio da strada costruito per lunghe distanze e varie tipologie di terreno. Il modello attuale mantiene le linee classiche dell'originale, ma con qualche adattamento del mondo moderno. Un classico moderno, per così dire.

La Road Logic utilizza il set di tubi Logic a triplo spessore proprietario del marchio. Ciò significa costruzione con saldatura TIG e sezioni a spessore ridotto che aiutano a risparmiare peso. Inoltre, è presente un design del tubo sterzo forgiato e lavorato che integra le calotte della serie sterzo direttamente nel telaio, risparmiando 80 g su un design standard del tubo termico.

Tra gli altri componenti da notare il tubo sterzo dritto da 11/8" e un movimento centrale filettato da 68 mm. Il passaggio dei cavi è esterno e anche la geometria è rimasta tradizionale.

Nonostante sia un telaio con freno a cerchione, l'ultima Road Logic può ospitare pneumatici larghi fino a 30 mm. La forcella in carbonio, inoltre, riduce il peso e libera spazio per le gomme.

Road Logic - versione "Disc"

Il Road Logic "Disc" unisce la stessa qualità di guida del Road Logic con in più la predisposizione per i freni a disco. Ritchey ha ridisegnato il chain stay e la forcella in carbonio per accogliere i freni flat mount.

Altrove ci sono perni passanti anteriori e posteriori da 12 mm e le distanze dei pneumatici sono aumentate per consentire la gomma da 32 mm. e 59 cm.

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Una bici multiforme, che puoi configurare in modo estremo per ottenere il comportamento preferito. Il telaio saldato a tig con trattamento termico, tubi in acciaio Ritchey Logic a triplo spessore dotati di supporti per portaborracce, portapacchi, parafango e multiuso sotto il tubo obliquo, tutto l'essenziale è già lì pronto per la customizzazione più spinta.

Ritchey Ascent - Leggi il nostro articolo in cui la analizziamo nel dettaglio.

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Il ritorno della leggendaria Mountain Bike Ritchey! Tom Ritchey ha applicato e distillato nella Ultra decenni di esperienza nel disegno e nella costruzione di questo frameset, degno erede del mitico modello di 30 anni fa.

Velocità, comfort e durata nel tempo sono le caratteristiche principali. Tubi a triplo spessore Ritchey Logic II trattati termicamente, trafilati in profili unici per ottenere un telaio che bilancia perfettamente comodità in fuoristrada e rigidità nello sprint in gara.

Break-Away è un concetto affascinante, ispirato dal signor Ritchey che viaggia in tutto il mondo e che è stufo delle esorbitanti tariffe per i bagagli. Così, nel 2002, ha progettato il suo ultimo giocattolo, un telaio da strada in acciaio che si divide in due e si ripone nella sua custodia appositamente progettata.

L'attuale modello Break-Away utilizza tubi in acciaio a spessore CrMo e presenta una forcella in carbonio. Utilizza un tubo obliquo diviso che si fissa insieme vicino al movimento centrale con un anello di bloccaggio, mentre il telaio si divide anche nella parte superiore del tubo verticale. Un doppio morsetto reggisella lo fissa.

Secondo Ritchey questo sistema di bloccaggio e compressione aggiunge solo 100 grammi al peso della bici. Ritchey afferma che smontare e riporre richiede non più di  20 minuti.

Una volta assemblato, sembra proprio una normale bici da strada Ritchey in acciaio. Compatibile con i freni a cerchione, accoglie pneumatici da 30 m. Inoltre, è dotato di un tubo sterzo dritto da 1-1/8 "e un movimento centrale filettato da 68 mm, proprio come il Road Logic. Custodia, imbottitura, cavi scollegati e accoppiatori sono anche inclusi.

Sebbene Ritchey sia meglio conosciuto per i suoi prodotti in acciaio, si occupa anche di altri materiali. Qualche anno fa offriva il Break-Away in titanio. Ora ha aggiunto una versione full carbon alla sua collezione.

Il telaio presenta i tubi in carbonio "Right-Sized" del marchio, che secondo Ritchey bilanciano rigidità e comodità. Come altri telai Ritchey si attacca con un movimento centrale filettato e un tubo sterzo dritto. Il peso dichiarato del carbonio Break-Away per un telaio e una forcella grandi è di 1,75 kg, rispetto ai 2,35 kg della versione in acciaio. Per il ciclista attento al peso è un risparmio significativo.

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L'Outback è un telaio in acciaio pronto a gestire ogni sfumatura del mondo gravel. Utilizzando i tubi Logic a triplo spessore del marchio, mira ad essere reattivo e tollerante su una varietà di superfici. Se stai cercando un telaio pronto per il bikepacking, l'Outback è dotato di supporti per portapacchi e parafango (parafanghi negli Stati Uniti) insieme alla forcella Adventure in carbonio aggiornata che fornisce ancora più supporti.

C'è più rastrello della forcella e il tubo sterzo è più lento nell'ultima versione, mentre anche il passo è più lungo per favorire una guida più stabile. La distanza dei pneumatici consente 700c x 48 mm e 650b x 2.0". Altre caratteristiche includono perni passanti, passaggio cavi esterno e movimento centrale filettato da 68 mm.

L'Outback è disponibile anche come modello Break-Away sia in acciaio che in carbonio. Quest'ultimo pesa meno di 2,0 kg, il che lo rende un'opzione interessante se prevedi di gareggiare in eventi gravel in tutto il mondo.

[display-linked-products title="Ritchey Swiss Cross" modello="swiss"]

Come la Road Logic, la Swiss Cross fa parte della flotta di Ritchey da decenni.

Il modello attuale mescola il collaudato con alcune novità. Ci sono, come sempre, i tubi in acciaio Logic, il movimento centrale filettato e il passaggio dei cavi esterno. A questi si aggiungono ora perni passanti da 12 mm, freni a montaggio piatto e spazio per pneumatici più voluminoso: fino a 40 mm. Queste aggiunte la rendono una bici per gare cross più che adeguata, ma anche la Swiss Cross più adattabile al gravel e alle attività più avventurose.

 

Ritchey 50 anni di storia , Bikecafe CERTIFIED ASSEMBLERS

Ritchey 50 anni di storia per Bikecafe

 

Sin dai suoi umili inizi da adolescente riparando pneumatici tubolari e riparando telai di biciclette rotti nel garage dei suoi genitori in California 50 anni fa, Tom Ritchey ha continuato a lavorare, ricercare, progettare e costruire leggendari telai e componenti di biciclette che hanno ispirato generazioni di ciclisti ,  che hanno vinto innumerevoli competizioni: Ritchey 50 anni di storia e non sentirli !

Mentre il 2022 ci vedrà celebrare l'anniversario di quandoTom ha toccato per la prima volta una saldatrice, la festa va più in profondità di se stesso e dell'azienda che ha fondato: è una celebrazione della bicicletta stessa.

Come dice Tom, "Per me, la bicicletta semplice rappresenta un dono tramandato di qualcosa per lo più immutato , nel corso della mia intera vita.

Che si tratti di una bicicletta di legno o di una vincitrice del Tour de France, le persone in tutto il mondo sorridono ancora quando vedono e si connettono con un'altra persona su una bicicletta! È uno strumento di libertà e una macchina del sorriso!"

E proprio in occasione di questo incredibile appuntamento , noi di Bikecafe abbiamo ricevuto un riconoscimento inaspettato

Siamo uno dei pochissimi CERTIFIED RITCHEY ASSEMBLERS  a livello europeo , che significa che da noi potrai trovare , vedere, provare e montare come meglio vorrai, tutti i telai di Tom, con la consulenza e la passione della nostra officina

Da sempre puntiamo su brand alternativi ed esclusivi e sicuramente Ritchey è uno di questi!

Abbiamo in casa praticamente tutta la gamma dei telai , passa a trovarci o vedi sul nostro sito

 

https://testnew.bikecafe.org/product/ritchey-ultra-frameset-2022/

https://testnew.bikecafe.org/product/ritchey-outback-frameset-sunset-fade-2022/

Arriva Ritchey Ascent: L'avventura by Tom

Ecco a voi la nuova Ritchey Ascent

Ritchey Ascent è l’ultimo telaio presentato in gamma da Ritchey per il 2022.
Ispirato all’avventura, invita a inseguire le proprie esperienze di vita su strade alternative
L’anima dell’originale Ritchey Ascent rimane, elevando la sua trasversalità con caratteristiche moderne e dettagli molto richiesti.

 


Tom Ritchey ama vivere ogni tipo di avventura in bicicletta: andare alla ricerca di strade diverse,  singletrack impegnativi,  o pedalando per molti chilometri su asfalto.
Per questo ha progettato l’ultima versione della Ritchey Ascent per essere una bici da avventura tuttofare, in maniera che tutti possano godersi in leggerezza una nuova esperienza

 

La nuova Ritchey Ascent è flessibile e configurabile.

Pui montarla con diversi tipi di Gruppi e diversi modelli di di manubrio per avere ogni genere di attitudine

Si richiama ai grandi classici del settore , Salsa Fargo in primis
Il telaio è saldato a tig con trattamento termico, i tubi sono in acciaio Ritchey Logic a triplo spessore e sono dotati di supporti per portaborracce, portapacchi, parafango e multiuso sotto il tubo obliquo, insomma tutto ciò che è necessario per questo tipo di bici

Anche la forcella in acciaio con tubo sterzo da 1-1/8”, è stata studiata per essere in grado di montare supporti multiuso e parafango.
Altre caratteristiche degne di nota del nuovo Ritchey Ascent il Boost di 148 mm ed il collarino reggisella classico.

E’ compatibile sia con ruote e pneumatici da 29″ che 27,5″. larghezza sino a 2.6 in base al tipo di pneumatico

Vedi sul nostro shop tutte le info -------->>>>>>

ALTRE SPECIFICHE


• Serie sterzo WCS inclusa
• Perni passanti da 12mm in alluminio inclusi
• Dimensioni reggisella compatibili 27,2 mm
• Può ospitare trasmissioni 1X o 2X
• Scatola movimento central: 73 mm – passo inglese
• Taglie telaio: S / M / L / XL
• Peso telaio: 2.400 grammi (in taglia L)
• Peso forcella: 1.125 grammi
• Colori: Sierra Red
• Prezzo: 1.299 euro

Moots Womble vs Ritchey Ultra - Una sfida tra titani

Al Bikecafe da sempre siamo appassionati di biciclette in metallo, soprattutto in acciaio e titanio. Le troviamo più classiche e semplici, il loro look più tradizionale rimane più fresco per anni, e sia l’acciaio che il titanio hanno una risposta elastica agli urti che le rende più comode nei giri lunghi rispetto al più rigido carbonio. Vi proponiamo quindi un confronto impossibile tra due delle più recenti Hardtail da XC / Trail disponibili in in prenotazione sia in negozio che sul sito Bikecafe.

moots womble

Moots Womble

Consideriamo Moots il miglior produttore di telai in titanio al mondo per molti motivi. I loro telai, rigorosamente saldati da tecnici esperti in Colorado, sono costantemente aggiornati dal punto di vista tecnico, come le loro geometrie, sempre al passo con i tempi. Con la Womble, nuovo modello di quest’anno, hanno voluto aggiornare la classica hardtail rendendola più capace, più trail, o come qualcuno le chiama adesso “Downcountry”, ovvero una xc votata al divertimento in discesa. In questo caso l’abbinamento tra tubi in titanio oversize, carro corto, forcella da 140 mm di escursione e un reggisella telescopico fa capire che siamo di fronte all’evoluzione della specie. La nuova Moots è una mtb pedalabile in salita ma che non si tira indietro davanti ai percorsi tecnici e, per il biker che ha un po’ di manico in discesa diventa uno strumento per divertirsi su ogni sentiero.

Ritchey Ultra

La Ritchey Ultra riprende il nome di un modello storico Ritchey di 30 anni fa e anche in questo caso abbiamo una versione aggiornata di un grande classico apprezzato da molti nostri amici, la mitica P29, la prima Ritchey del nuovo corso. Questa Ritchey Ultra, naturalmente con telaio in tubi in acciaio a triplo spessore abbandona la serie sterzo da 1 ⅛ per una ss conica compatibile con tutte le forcelle ammortizzate da 120/130 mm (perfetta la nuova SID con steli da 35 mm da 120). Il carro posteriore è Boost e naturalmente, come ogni mtb moderna è compatibile con gomme generose e reggisella telescopico. Ben tre colorazioni disponibili, la team Edition è la nostra preferita, ma anche azzurra o nera è molto accattivante. Come tutte le Ritchey è comodissima anche nelle uscite lunghe e la naturale elasticità dell’acciaio la rende molto efficace nel fuoristrada più tecnico, complice una geometria classica rivista in chiave moderna.

RITCHEY Ultra Frameset - Alpine

Il confronto

La Moots Womble è sicuramente più esclusiva, anche nel prezzo, che per il solo telaio è circa 4 volte quello della Ritchey Ultra, oltre che per le numerose opzioni di finitura e anodizzazione del titanio che la rende un pezzo unico. Dal punto di vista delle geometrie la Ritchey è leggermente più tradizionale, con angoli di sterzo e piantone più dritti di 1/1,5 gradi per favorire una maggiore maneggevolezza e capacità di affrontare lunghe salite montane. Anche il reggisella da 27,2 è più tradizionale, per un look molto classico ma compatibile con tutti i componenti di ultima generazione. La Moots Womble è più aggressiva, senza arrivare ad essere una Enduro, però il carro più compatto, il Reach più allungato e gli angoli più aperti la rendono ideale per chi voglia affrontare discese tecniche lasciando andare i freni e godendosi la pastosità del telaio in titanio. Una front divertente per chi non vuole le complicazioni di una full. Due interpretazioni che partono da presupposti simili ma che risultano differenti e dedicate a due diversi tipi di biker esperti che vogliano privilegiare in un caso l'efficienza in salita e nei rilanci e i giri da molte ore, nell’altro il divertimento e la tecnicità in discesa, senza sacrificare la comodità nei giri lunghi e nei Trail più impegnativi.

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Ritchey Swiss Cross e Outback - Dal mitico Tom due gravel in acciaio di livello superiore

Tom Ritchey è uno dei padri della mountain bike californiana, e nella sua gamma di telai e componenti sono presenti diversi prodotti specifici per il mondo gravel.

In particolare due telai sono stati recentemente rinnovati completamente, lo sportivo Swiss Cross Disc e il modello bikepacking Outback.

Ritchey Swiss Cross vista dall'alto

Tom Ritchey una vita per la bicicletta

Tom è un personaggio incredibile, passato dal saldare i suoi telai in acciaio da quando aveva 16 anni, a produrre i primissimi telai in acciaio specifici da mtb per Gary Fisher, a produrre i componenti tra i più usati al mondo. Sempre coerente con le sue scelte tecniche basate sull’enorme esperienza e fedele all’utilizzo dell’acciaio per realizzare i suoi telai. Un progettista a tutto tondo, che pedala tutti i giorni (oltre 15.000 km all’anno, molti in fuoristrada), salda i prototipi dei telai, li testa personalmente con un’attenzione maniacale per ogni dettaglio, dai passacavi alle geometrie. Ricordiamo che ha realizzato telai che hanno vinto tutte le competizioni mtb e ciclocross a livello mondiale per molti anni con numerosi titoli iridati. Un’esperienza unica, che viene distillata in telai in acciaio estremamente bilanciati e dalle prestazioni uniche. Basta salirci in sella per capirlo immediatamente.

Ritchey Swiss Cross ruota posteriore

Ritchey Swiss Cross

Tra i due modelli gravel, il nuovo Swiss Cross Disc è quello dal temperamento più sportivo e dedicato alle competizioni gravel. Il telaio è realizzato in tubazioni di alto livello, a triplo spessore, con perni passanti da 12 mm e attacchi freni a disco Flat Mount. Per sfruttare fino in fondo le caratteristiche di elasticità dell’acciaio il telaio ha un tubo sella da 27,2 e soprattutto una forcella in carbonio appositamente progettata, con tubo sterzo da 1 ⅛ dritto e superleggera, che ha per questo un grado di flessibilità più allineato a quello del telaio, invece di essere eccessivamente rigida come succede con quelle a sterzo conico. Il movimento centrale è il classico filettato BSA ed è compatibile con trasmissioni gravel sia singole che doppie (singola: 36 a 46d / doppia: 46/30d to 50/34d), offrendo ampie possibilità di creare la bicicletta ideale compatibile con diversi livelli di budget.

Le geometrie sono moderne, con tubo sterzo più alto, carro reattivo, angoli che cambiano tra una taglia e l’altra (6 misure disponibili) per un comportamento più uniforme possibile. Una gravel che è reattiva ma allo stesso tempo stabile in velocità, molto comoda anche dopo molte ore in sella, compatibile con gomme da 40 al posteriore e 42 all’anteriore, perfette per un mezzo veloce e performante su sterrato. Chi lo ha acquistato lo usa ogni volta che riesce, con grandissima soddisfazione.

Due colorazioni disponibili, il nero molto elegante e classico e lo stupendo bianco con scritte rosse, altrettanto elegante ma più racing.

RITCHEY OUTBACK

Ritchey Outback

La nuovissima versione della Ritchey Outback è completamente rinnovata ed è ora una vera macchina da viaggio fuoristrada e da Bikepacking. Grazie alla compatibilità con gomme da 700c x 48mm oppure 650b x 2.1 può essere configurata per affrontare ogni tipo di terreno scegliendo accuratamente diametro ruota e tipologia di gomma più o meno tassellata.

Il telaio in acciaio a triplo spessore è estremamente comodo ed ha una geometria più rilassata, con carro è più lungo per avere un maggior passaggio gomma e più stabilità su sterrato, soprattutto in assetto bikepacking. La nuova forcella in carbonio è leggermente più alta e con tre attacchi per Anything Cage da entrambe le parti che aumentano la capacità di carico (fino a 3 kg per lato). Il telaio ha ben tre posizioni per portaborraccia, ed è compatibile con parafanghi e portapacchi, nel caso si volesse intraprendere un viaggio lungo portando anche tenda, fornello e caffettiera.

Il colore disponibile è un bel verde oliva chiamato Guac y Crema, quasi mimetico.

RItchey Outback 2021 telaio

Quale scegliere tra le due?

Swiss Cross Disc è per chi vuole una gravel snella e performante, che con due gomme slick tiene testa alle bici da corsa e non disdegna di partecipare a qualche granfondo come alle gare gravel su percorsi lunghi con gomme più generose da 40 mm. Ottima alternativa alla bici da corsa classica, adatta alle uscite del weekend alla scoperta degli sterrati dei dintorni.

Ritchey Outback invece è la gravel a tutto tondo, da usare nel weekend per giri epici che durano tutto il giorno, o per portare le borse da bikepacking per dormire fuori o un viaggio di più giorni con gli amici, su percorsi anche molto tecnici. Quindi una gravel più capace, che usando due coppie di ruote, da 700 e da 650 può trasformarsi in due biciclette diverse per affrontare percorsi con caratteristiche completamente diversi.

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Ritchey Outback - voglia di avventura

IL GRAVEL SECONDO TOM RITCHEY

Ritchey ha finalmente creato un nuovo telaio , RITCHEY OUTBACK ,che rappresenta la sua visione del ciclismo o, se vi piacciono le classificazioni e le categorie, la sua interpretazione in chiave gravel.
Il nome è eloquente, Ritchey Outback, e non lascia dubbi sulla versatilità che la caratterizza.

Tom ha pensato a una bicicletta destinata all’avventura, intesa come possibilità di pedalare ovunque, senza i limiti imposti dalla natura e dalle condizioni del fondo.

Il telaio Ritchey Outback è costruito con tubazioni in acciaio Ritchey Logic a triplo spessore “direzionale”, ossia con sezione differenziata fra estremità anteriore e posteriore per ottimizzare caratteristiche meccaniche e risposta.

In controtendenza rispetto alla maggior parte di ciò che si vede girare su strada, il tubo sterzo della Ritchey Outback è a sezione costante, con diametro di 1-1/8″ .

Il passaggio cavi è esterno e l’attacco per le pinze freno è post-mount, soluzione adottata per non andare a intaccare l’integrità strutturale dei foderi, la cui rigidità è garantita anche dall’asse passante da 12 mm.

Voci non ufficiali parlano di un peso di poco superiore ai 2 kg per il frameset (telaio, forcella, attacco manubrio).

La geometria racconta di una bici , la ritchey outback ,orientata alla velocità e alla stabilità sulla maggior parte dei terreni, a suo agio sull’asfalto come in off-road.

Una variazione sul tema Swisscross, la famosa Ciclocross che da anni raccoglie gloria nel fango del mondo.

Ha scatola del movimento più bassa (BB drop di 70 mm) per una maggiore agilità fuoristrada.

interasse leggermente maggiore, spazio per montare pneumatici fino a 40c.

freni a disco e forcella in fibra di carbonio con cannotto da 1-1/8″ e perno passante da 12 mm.

Noi abbiamo uno dei primi telai arrivati in Italia che abbiamo montato A NOSTRO GUSTO, Una ennesima Bikecafe edition di lusso

dai un occhiata alla nostra offerta

https://testnew.bikecafe.org/prodotto/ritchey-outback/

Continuano i test sulla RITCHEY SWISS CROSS

In questi giorni il nostro Andrea sta mettendo sotto torchio la cx di casa Ritchey, la bellissima SWISS CROSS, utilizzandola per tracciare il durissimo percorso del 20K Ultratrail, un'avventura con oltre 20.000 m di dislivello su 700 km per arrivare a Ventimiglia partendo proprio da casa nostra, Pinerolo, su di un percorso che mischia asfalto, sterrato e singletrack.

Oggi l'ha testata sui percorsi veloci e scorrevoli della Val di Susa...in questi giorni continuerà il test e ci darà una sua opinione personale.

Stay tuned 😉

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