Bici Ritchey 2021/2022: qual è il modello giusto per te?

Aggiornamento Aprile 2022

Tra gli attuali marchi di biciclette statunitensi, Ritchey, fondata in California da Tom Ritchey nel 1972, spicca per qualità e innovazione. Tubi a parete sottile progettati su misura, forcelle unicrown rinforzate e battistrada specifico per pneumatici anteriori e posteriori sono tutte invenzioni Ritchey.

Tom Ritchey ha iniziato come ciclista su strada professionista, ha corso nella squadra nazionale degli Stati Uniti ed ha sfruttato le conoscenze acquisite per far progredire il design della bicicletta. Ha costruito il suo primo telaio acciaio in nel 1972 e nel 1979 ne aveva costruiti oltre 1000.

I suoi giri in bicicletta negli anni '70 e nei primi anni '80 con Jobst Brandt, autore del libro fondamentale "The Bicycle Wheel", lo hanno ulteriormente ispirato. Queste esperienze hanno contribuito a determinare i principi fondamentali per la progettazione di Ritchey: leggerezza, velocità, resistenza e affidabilità nel tempo.

I prodotti Ritchey nascono ancora oggi dalle tante ore trascorse in sella. Lo stesso Ritchey, tuttora capo designer del marchio, percorre oltre 15.000 chilometri all'anno.

Ritchey - Bici da strada e frameset

Ritchey continua ad essere all'avanguardia nel design delle biciclette in acciaio: un marchio leader riconosciuto nella categoria "all-road".

La produzione di biciclette con drop bar che eccellono su una vasta gamma di terreni è stata caratterizzata, negli ultimi anni, da un continuo aggiornamento e ampliamento della gamma, che oggi include la rinnovata Logic Road, la Outback e la Swiss Cross per l'acciaio, oltre ad un paio di interessanti proposte in carbonio.

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Lanciato per la prima volta alla fine degli anni '80, il Road Logic non è un telaio da corsa ma invece un telaio da strada costruito per lunghe distanze e varie tipologie di terreno. Il modello attuale mantiene le linee classiche dell'originale, ma con qualche adattamento del mondo moderno. Un classico moderno, per così dire.

La Road Logic utilizza il set di tubi Logic a triplo spessore proprietario del marchio. Ciò significa costruzione con saldatura TIG e sezioni a spessore ridotto che aiutano a risparmiare peso. Inoltre, è presente un design del tubo sterzo forgiato e lavorato che integra le calotte della serie sterzo direttamente nel telaio, risparmiando 80 g su un design standard del tubo termico.

Tra gli altri componenti da notare il tubo sterzo dritto da 11/8" e un movimento centrale filettato da 68 mm. Il passaggio dei cavi è esterno e anche la geometria è rimasta tradizionale.

Nonostante sia un telaio con freno a cerchione, l'ultima Road Logic può ospitare pneumatici larghi fino a 30 mm. La forcella in carbonio, inoltre, riduce il peso e libera spazio per le gomme.

Road Logic - versione "Disc"

Il Road Logic "Disc" unisce la stessa qualità di guida del Road Logic con in più la predisposizione per i freni a disco. Ritchey ha ridisegnato il chain stay e la forcella in carbonio per accogliere i freni flat mount.

Altrove ci sono perni passanti anteriori e posteriori da 12 mm e le distanze dei pneumatici sono aumentate per consentire la gomma da 32 mm. e 59 cm.

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Una bici multiforme, che puoi configurare in modo estremo per ottenere il comportamento preferito. Il telaio saldato a tig con trattamento termico, tubi in acciaio Ritchey Logic a triplo spessore dotati di supporti per portaborracce, portapacchi, parafango e multiuso sotto il tubo obliquo, tutto l'essenziale è già lì pronto per la customizzazione più spinta.

Ritchey Ascent - Leggi il nostro articolo in cui la analizziamo nel dettaglio.

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Il ritorno della leggendaria Mountain Bike Ritchey! Tom Ritchey ha applicato e distillato nella Ultra decenni di esperienza nel disegno e nella costruzione di questo frameset, degno erede del mitico modello di 30 anni fa.

Velocità, comfort e durata nel tempo sono le caratteristiche principali. Tubi a triplo spessore Ritchey Logic II trattati termicamente, trafilati in profili unici per ottenere un telaio che bilancia perfettamente comodità in fuoristrada e rigidità nello sprint in gara.

Break-Away è un concetto affascinante, ispirato dal signor Ritchey che viaggia in tutto il mondo e che è stufo delle esorbitanti tariffe per i bagagli. Così, nel 2002, ha progettato il suo ultimo giocattolo, un telaio da strada in acciaio che si divide in due e si ripone nella sua custodia appositamente progettata.

L'attuale modello Break-Away utilizza tubi in acciaio a spessore CrMo e presenta una forcella in carbonio. Utilizza un tubo obliquo diviso che si fissa insieme vicino al movimento centrale con un anello di bloccaggio, mentre il telaio si divide anche nella parte superiore del tubo verticale. Un doppio morsetto reggisella lo fissa.

Secondo Ritchey questo sistema di bloccaggio e compressione aggiunge solo 100 grammi al peso della bici. Ritchey afferma che smontare e riporre richiede non più di  20 minuti.

Una volta assemblato, sembra proprio una normale bici da strada Ritchey in acciaio. Compatibile con i freni a cerchione, accoglie pneumatici da 30 m. Inoltre, è dotato di un tubo sterzo dritto da 1-1/8 "e un movimento centrale filettato da 68 mm, proprio come il Road Logic. Custodia, imbottitura, cavi scollegati e accoppiatori sono anche inclusi.

Sebbene Ritchey sia meglio conosciuto per i suoi prodotti in acciaio, si occupa anche di altri materiali. Qualche anno fa offriva il Break-Away in titanio. Ora ha aggiunto una versione full carbon alla sua collezione.

Il telaio presenta i tubi in carbonio "Right-Sized" del marchio, che secondo Ritchey bilanciano rigidità e comodità. Come altri telai Ritchey si attacca con un movimento centrale filettato e un tubo sterzo dritto. Il peso dichiarato del carbonio Break-Away per un telaio e una forcella grandi è di 1,75 kg, rispetto ai 2,35 kg della versione in acciaio. Per il ciclista attento al peso è un risparmio significativo.

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L'Outback è un telaio in acciaio pronto a gestire ogni sfumatura del mondo gravel. Utilizzando i tubi Logic a triplo spessore del marchio, mira ad essere reattivo e tollerante su una varietà di superfici. Se stai cercando un telaio pronto per il bikepacking, l'Outback è dotato di supporti per portapacchi e parafango (parafanghi negli Stati Uniti) insieme alla forcella Adventure in carbonio aggiornata che fornisce ancora più supporti.

C'è più rastrello della forcella e il tubo sterzo è più lento nell'ultima versione, mentre anche il passo è più lungo per favorire una guida più stabile. La distanza dei pneumatici consente 700c x 48 mm e 650b x 2.0". Altre caratteristiche includono perni passanti, passaggio cavi esterno e movimento centrale filettato da 68 mm.

L'Outback è disponibile anche come modello Break-Away sia in acciaio che in carbonio. Quest'ultimo pesa meno di 2,0 kg, il che lo rende un'opzione interessante se prevedi di gareggiare in eventi gravel in tutto il mondo.

[display-linked-products title="Ritchey Swiss Cross" modello="swiss"]

Come la Road Logic, la Swiss Cross fa parte della flotta di Ritchey da decenni.

Il modello attuale mescola il collaudato con alcune novità. Ci sono, come sempre, i tubi in acciaio Logic, il movimento centrale filettato e il passaggio dei cavi esterno. A questi si aggiungono ora perni passanti da 12 mm, freni a montaggio piatto e spazio per pneumatici più voluminoso: fino a 40 mm. Queste aggiunte la rendono una bici per gare cross più che adeguata, ma anche la Swiss Cross più adattabile al gravel e alle attività più avventurose.

 

Santa Cruz Tallboy V4 - La vera Downcountry!

Sulla carta l’ultima versione della Santa Cruz Tallboy è una full fuori dagli schemi:

A prima vista sembrerebbe una Cross Country Marathon, ma analizzando le geometrie notiamo una somiglianza con i modelli più cattivi, come la Nomad e la Hightower.

Quindi che tipo di mtb abbiamo di fronte?

L'efficienza che diverte in discesa

La Santa Cruz Tallboy V4 è in realtà una via di mezzo tra una full XC e una mini Enduro, con sterzo aperto, reggisella molto in piedi e due tipi di regolazioni diverse sul telaio.

santa cruz tallboy v4 test 200La prima è un chip che alza il movimento centrale e chiude lo sterzo per ottimizzare la geometria, e rende la sospensione più lineare, per un “fine tuning” della posizione.

La seconda è la possibilità di allungare il carro di 1 cm da 436 a 446 mm per rendere la bici più stabile in velocità o lasciarla più maneggevole.

Questo permette di trovare l’assetto migliore per le condizioni di terreno che ciascuno si trova di fronte, e ottimizzare le prestazioni.

Santa Cruz definisce la Tallboy: “la mtb Cross Country per il Downhiller”.

[display-linked-products title="Tutte le versioni della Tallboy"]

La Tallboy V4 è disponibile con ben 3 telai diversi, la versione base è in alluminio, seguita dalla versione C in carbonio e dalla CC con un telaio più leggero, che usa un carbonio più pregiato e con i montaggi più esclusivi.

Per tutti i modelli è possibile avere l’upgrade delle ruote acquistando le Reserve in carbonio, leggere e super resistenti (ricordate il video di Danny McCaskil che cerca di romperle? Eccolo qui sotto!).

I prezzi quindi sono variabili e possono soddisfare tutte le esigenze. Si parte da un listino di 3.499 € per la versione con telaio in alluminio A D  fino a superare gli 11.000 € della XX1 AXS Reserve.

Mini test Tallboy

santa cruz tallboy v4 test 201Abbiamo avuto modo di testare la Tallboy V4 per diverse uscite su terreni tecnici, sia in salita che in discesa e questa Downcountry ci è piaciuta molto. Non è una XC pura scattante e nervosa, e non è neanche la più leggera delle full.

Pedalando con ammo in posizione Firm rimane molto composta negli scatti e assorbe il giusto nelle salite scorrevoli.

Se si vuole il massimo grip anche in salita basta aprire le sospensioni in posizione intermedia e si guadagna trazione e comfort di guida, cosa che vale anche nei tratti in discesa.

Nelle discese più tecniche e verticali, con ostacoli impegnativi, aprendo completamente entrambe le unità ammortizzanti si guadagna in sicurezza, e anche nel ripido estremo la bici non si scompone mai, seppur nei limiti dell’escursione che rimane molto sfruttabile.

Attenzione alle taglie, perchè il Reach è adeguato, ma avendo un piantone molto verticale la bici può risultare un po’ “giusta” nella taglia che si è soliti utilizzare. Fortunatamente grazie alle dimensioni è possibile scalare sulla taglia successiva senza compromessi.

A chi consigliamo la Tallboy?

santa cruz tallboy v4 test 204La Tallboy è la full ideale per il biker che vuole una bicicletta efficiente in salita, capace di arrampicarsi anche sui sentieri più tecnici, ai limiti del pedalabile, e allo stesso tempo vuole divertirsi in discesa, su tutte le discese, anche quelle più tecniche e impegnative, grazie ad una geometria derivata dalle sorelle maggiori.

Un paio di trucchi che vi consigliamo possono essere di cambiare le gomme, in funzione del tipo di utilizzo che cercate. Le Minion di serie sono aggressive senza essere eccessivamente pesanti, ma si potrebbero usare gomme più scorrevoli, soprattutto su terreni asciutti nella bella stagione, per guadagnare qualcosa sia come peso che come velocità.

Il secondo consiglio è di sfruttare il tubo sella molto corto per installare un reggisella più lungo, da 170 o da 200 mm di escursione, rendendo così le discese ancora più divertenti e controllabili.

La nostra Tallboy tester è stata personalizzata con grafiche diverse (realizzabili su richiesta) installando una forcella più rigida e con escursione da 140 mm, ruote in carbonio con canale da 30 mm per renderla più performante soprattutto in discesa, dove non ha mai incertezze e affronta ogni asperità con grande disinvoltura.

Cervelò Aspero Short Test: Gravel, Ciclocross o Tuttofare?

Gravel, Ciclocross o Tuttofare?

Partiamo da questa domanda per capire il comportamento di questa bicicletta. Aspero significa “ruvido” in spagnolo, ma io in realtà l’ho trovata fin dal primo colpo di pedale molto, molto docile e pronta.

L’ho personalmente voluta per l’utilizzo ciclocrossistico, anche se di fatto mi sono reso conto che la bici può offrire di più. E’ un mezzo moderno, che appartiene ad un “segmento particolare”, quello delle bici gravel/cx, molto ben utilizzabili anche su strada per via del peso abbastanza contenuto e dell’ottima reattività.

Bici molto curata nelle finiture, conferma anche in questo caso l’alto standard qualitativo caratteristico del brand. Viene proposta con varie tipologie di allestimento e di prezzo. Quella da me utilizzata è la versione base, montata con lo SRAM Apex; di fatto un mezzo con un rapporto qualità-prezzo molto favorevole, su cui Officine BikeCafè è intervenuta, ed ha eseguito un ottimo upgrade, consistente in alcune piccole migliorie legate al mio posizionamento in sella ed alla sostituzione delle ruote.

Sono state montate le Alchemist Zircon CX, la cui scelta è stata effettuata nell’ottica di usare la bici sui campi gara del ciclocross. Si tratta di ruote collaudate, usate da alcuni Elite di livello sui percorsi più tecnici del panorama nazionale.

cervelo aspero short test

Carro corto e lunga davanti….garanzia di reattività e stabilità

Caratteristiche tecniche

La geometria di questa bicicletta è alla base della sua polivalenza. Il carro posteriore di 42cm, molto raccolto, l’angolo del tubo piantone di 73,5° nella Taglia 54, ed una forcella piuttosto aperta, con angolo del tubo sterzo di 72°, caratterizzano suo il comportamento, sostanzialmente basato su reattività e stabilità.

L’ampio spazio ruota sia anteriore che posteriore (ricordo che nel cross le gomme devono essere da 33 e non da 40), rendono la bici perfetta per l’utilizzo in condizioni crossistiche, e non solo, estreme, quindi con tanto tanto fango. Molto riuscita esteticamente ed impreziosita dalla qualità della verniciatura brillantinata, la bici è talmente bella che francamente sanguina un po' il cuore buttarla nella polvere e nel bagnato.

Esiste anche una versione denominata “Aspero 5” per palati ancora più fini che utilizza un carbonio ad altissimo modulo. Su questa versione i montaggi sono sempre al top di gamma e quindi il prezzo lievita di parecchio.

[display-linked-products title="Tutti i modelli Cervelo Aspero 2022 nel nostro shop" background="#dadada"]

Gravel e Bitume

Ho eseguito uno short test di circa 160 km, e tutte le indicazioni del costruttore sono state ampiamente confermate dalle mie impressioni di guida. Andiamo con ordine….

Nell’utilizzo gravel la Cervelò Aspero è una bici praticamente perfetta

scorrevole, sufficientemente comoda, fantastica sugli sterratoni ed agile nello stretto.

Ma non solo, con i rapporti adeguati (io ho scelto il 40/46 posteriore) si sale, gamba permettendo, praticamente dappertutto… sembra di pedalare su una mtb, anche se molto più rigida.

cervelo aspero chip trail mixer

L’utile chip trail mixer

Qualche limite ovviamente in discesa, in quanto la mancanza di sospensioni, le gomme da 40 e l’assetto di guida non aiutano. Occorre però dire che con la dovuta attenzione si riesce a percorrere anche qualche bel single-track, arrivando in fondo quasi stupiti per avercela fatta. In questo caso, il neo, a mio avviso più evidente, è rappresentato dall’impianto frenante dell’Apex che, in quanto proposto per un utilizzo abbastanza tranquillo, non è esattamente una bomba di potenza. Sicuramente con il Rival o il Force la qualità della frenata sarebbe molto superiore.

Passando al bitume si confermano le ottime impressioni precedenti

E' chiaro che su una bici gravel la posizione in sella e le conseguenti sensazioni non possono essere identiche a quella che si hanno su una bici da corsa.

Sulla bici da corsa il busto è più disteso in avanti e quindi si percepisce una sensazione di maggiore aerodinamicità, e poi lo sviluppo metrico del rapporto e la pedalata in generale sono diverse.

Quindi con una bici da corsa a parità di watt si è più veloci… ma anche qui a volere trovare il pelo nell’uovo

Perchè la Cervelò Aspero non nasce per fare le gare su strada, mentre per fare tanti chilometri sicuramente si.

In salita la Cervelò Aspero si conferma perfetta arrampicatrice, praticamente al livello di un’ottima bici da corsa, sicuramente agevolata dalla rigidità a livello del movimento centrale e dal carro posteriore cortissimo.

cervelo aspero short test - qualita costruttiva

La qualità costruttiva parte dalla verniciatura….. bellissima!

La Cervelò Aspero per il Ciclocross

Utilizzata nella scorsa stagione di Coppa del Mondo dal forte corridore olandese Joris Nieuwenhuis del Team Sunweb e dall’italiano Gioele Bertolini ha dimostrato di cavarsela alla grande nel fango e nella sabbia, superando con disinvoltura le rampe e le contropendenze della Coppa del Mondo.

La qualità costruttiva della Cervelò Aspero è anche qui dimostrata dalla presenza del chip trail-mixer sulla forcella anteriore che consente di cambiare il trail di 5 mm.

In pratica l’accorciamento dell’offset la rende molto più reattiva nella chiusura delle curve strette, togliendo la tendenza ad “aprire” le curve, che è tipica delle bici gravel allorquando vengono usate nei fettucciati del cross. Per quel che mi riguarda, dopo poche uscite ho trovato il giusto feeling con la bici, che risulta molto equlibrata, facile sui gradini e veloce nel pedalato, e stabile in curva a patto di guidarla in maniera non troppo irruenta.

Conclusioni

La risposta alla domanda iniziale è molto facile. La Cervelò Aspero è la bici perfetta per un utilizzo gravel-race, laddove per utilizzo gravel-race intendo una guida decisa e veloce, non troppo contemplativa.

Può anche essere usata sui campi di gara del ciclocross, ribadendo che, per le sue caratteristiche generali, sulle curve viscide, veloci e guidate dei ciclocross più tecnici deve essere condotta in modo pulito. Il passaggio ruota la rende superlativa in presenza di fango che attacca. A breve verrà utilizzata dal sottoscritto in gara e ne vedremo, spero, delle belle.

A mio avviso non è invece il prodotto migliore per l’utilizzo gravel bike-packing tendenzialmente freak, laddove esistono prodotti decisamente più adatti vuoi anche solo per design e storicità del brand.

Consigliatissima anche come “bici unica”, perché con questo mezzo ci si può anche tranquillamente affacciare a GF tipo le “Strade Bianche” o pedalare le “Classiche del Nord”. Prodotto quindi per un ciclista ambizioso che potrà così togliersi grandi soddisfazioni, rinunciando al tempo stesso a riempire il garage di tante bici, ognuna per un utilizzo specifico.

Per saperne ancora di più consiglio una bellissima recensione sulla rivista americana www.cxmagazine.com da cui ho colto qualche interessante spunto.

Scott Spark Team Issue - La prova di Luca Bettinsoli

luca bettinsoliGrazie all’invito di uno sponsor (Gefran), negli ultimi 4 anni ho partecipato alle ultime 3 edizioni della GF Gimondibike. Non avendo una bici, ogni anno, corro ai ripari recuperandone una in prestito. Quest’anno i ragazzi di Bikecafe hanno esagerato e mi hanno prestato la nuovissima Scott Spark Team Issue, forse la full da xc/marathon più innovativa e desiderata del momento.

Per le specifiche tecniche e i dettagli del montaggio vi rimando al sito bikecafe.org, dove troverete tutte le info.

La bici si presenta con una linea super pulita, grazie ai passaggi cavi interni e all’ammortizzatore nel telaio (facilmente raggiungibile per il gonfiaggio tramite uno sportello sotto l’obliquo) ed il peso è davvero contenuto per una full.

Prima Prova

Una volta sistemata la messa in sella e regolate correttamente le sospensioni l’ho provata su un percorso ben conosciuto per prenderci le misure.

SCOTT Spark RC Team Issue AXS 2022 2

SCOTT Spark RC Team Issue AXS 2022 2

In salita su asfalto, con le sospensioni bloccate, la bici è rigida e scattante e permette di non sprecare energia nemmeno quando ci si alza in piedi sui pedali.

Si passa poi allo sterrato e con un piccolo click tutto cambia. In posizione semiaperta le sospensioni copiano perfettamente ogni asperità del terreno e le ruote restano incollate al terreno.

Anche nei tratti più smossi e ripidi, riesco a salire senza troppi problemi. La posizione in sella evita anche di perdere aderenza all’anteriore nei tratti in cui la pendenza supera il 25%.

Menzione speciale per il cambio Sram GX AXS che risulta sempre preciso e silenzioso. Non sono un fan degli elettronici, ma è veramente una chicca.

Finalmente sono in cima. Ora comincia il divertimento.

Ancora un click e le sospensioni sono completamente aperte. Si parte con una mulattiera scassata e qui la stabilità della Spark è disarmante.

Basta scegliere la giusta linea, mollare i freni e via! Uno schiacciasassi. La sensazione è di avere qualcosa in più dei 120mm di escursione e, dopo la prima parte di “convenevoli” provo a spingerla ancora un po’.

La velocità aumenta insieme all’ampiezza del mio sorriso.

Prima di arrivare sull’asfalto che mi ricondurrà a casa c’ è un bel tratto di singletrack con passaggi tecnici che con la bici da XC ho sempre affrontato molto lentamente.

Ecco, con questa bici bisogna avere fiducia e farla correre perché permette davvero di superare in scioltezza anche gli ostacoli più impegnativi, quasi come una full da AM/enduro (a patto di avere un po’ di manico).

Torno a casa felice come un bimbo che ha un giocattolo nuovo (peccato doverla restituire).

[display-linked-products title="La Scott Spark Team Issue nel nostro shop:"]

In Gara

Non sono un biker da gare tirate come la Gimondibike, una granfondo mtb di 53km con circa 1600m di dislivello, piuttosto nervosa, ma ci provo.

Piove parecchio, il che mi mette un po’ di apprensione per la prima discesa, ma intanto si parte e si sale su asfalto per 7km.

Le sensazioni sono quelle della prima prova, con una bici super reattiva e scattante.

Lasciato l’asfalto proseguo per un paio di km con le sospensioni semiaperte fino alla discesa che faccio a tutta superando un po’ di concorrenti.Il resto della gara, con l’esclusione delle discese più lunghe, lo percorro sempre con le sospensioni in modalità intermedia.

All’arrivo sono 81esimo e 10mo di categoria, ma sono soprattutto super riposato a livello di braccia e schiena.

In Conclusione

La Spark Team Issue è sicuramente un missile da gara, ma a mio avviso può anche essere, grazie alla maneggevolezza, alla leggerezza e la grande confidenza che si lascia dare in discesa, la bici ideale per il ciclescursionista medio. Nella versione con reggisella telescopico ed escursione 130/130 si può considerare davvero una bici tutto fare che strizza l’occhio a percorsi più impegnativi.

Come già detto, peccato doverla restituire.

la nuova 3T Exploro Race Ekar secondo Luca Bettinsoli

3T Exploro Race Ekar

Non sono un tipo “Gravel”. La barba mi cresce poco e male e non partecipo a molti eventi  dedicati, però mi piace la birra e mi piace pedalare senza pormi troppi limiti.

E’ da un po’ che seguo l’evoluzione di questa relativamente nuova tipologia di biciclette. Negli anni ne ho anche provati alcuni modelli, ma non riuscivo a capire se avessero potuto fare al caso mio nei percorsi che affronto nella mia zona.

Tenevo d’occhio da un po’ la 3T Exploro. Mi piaceva la linea, ma restava il dubbio sul reale utilizzo che avrei potuto farne.

Poi a fine settembre, complice il BAM, ho potuto vedere dal vivo il nuovo modello Race montato con il nuovo gruppo Campagnolo Ekar 1X13 che le conferiva quella varietà di rapporti che mi avrebbe permesso di sfruttarla in tutte le sfumature che il Gravel deve, per motivi ambientali, avere nelle zone in cui pedalo abitualmente.

Dopo un po’ di attesa, grazie a Bikecafe Pinerolo e 3T, posso pedalare questa bellissima bici.

Montaggio

Il montaggio, per ora è quello da catalogo, con il gruppo Campagnolo Ekar 1X13, ruote OEM Fulcrum rapid red e gomme Pirelli Cinturato Gravel M da 35.

Non chiedetemi il peso, dato che non ho mai pesato una bici in vita mia e non mi va di iniziare ora. Sono in attesa delle ruote in carbonio 3T Discus 45I40 che, con gomme da 40 andranno a trasformare la Exploro in quello che, per il mio utilizzo, sarà la Gravel perfetta.

Una volta impostata la corretta posizione in sella ho cominciato a pedalare la bici su vari percorsi.

Abitando in montagna, la neve mi obbliga a spostarmi un po’ per cercare qualche sterrato in cui metterla alla prova.

impressioni

E qui la prima sorpresa. Su asfalto non fa rimpiangere una bici da corsa, infatti risponde ad ogni colpo di pedale con grande prontezza e precisione. La provo anche su una salita “classico” della zona e non perde tantissimo rispetto alla bici da corsa. Quando però decido di abbandonare l’asfalto per uno sterrato piuttosto scassato sembra quasi di aver cambiato bici.

La Exploro Race copia ogni asperità del terreno ed assorbe bene le vibrazioni, facendomi procedere in sicurezza e con un discreto comfort. La sensazione di sicurezza che infonde invoglia ad osare un po’ ed a mollare i freni in discesa.

In questo credo aiutino, oltre alle geometrie super azzeccate, anche le gomme Pirelli, che nella versione Cinturato M, hanno un’ottima presa sul terreno senza però pagare troppo in scorrevolezza (no vedo l’ora di poterle provare con lerghezza 40).

Ad oggi ho percorso circa 400km con questa bici, di cui la metà offroad, e devo dire che sta soddisfando appieno le mie aspettative. Unico, piccolo, problema riscontrato, tra l’altro risolto con un po’ di pasta grippante, è stato un leggero scivolamento del reggisella

In sintesi, 3T ha tirato fuori un ottimo prodotto. Certo, si tratta di una bici di fascia alta, destinata a chi può spendere, ma, soprattutto, a chi ha delle esigenze ben specifiche. Il montaggio è TOP, con eccezione delle ruote che, nonostante siano un ottimo compromesso tra affidabilità e prezzo, ritengo siano l’unico vero upgrade da fare per ottenere la bici perfetta.

dai un occhiata al nostro shop per le caratteristiche

Cercherò di aggiornare queste mie prime impressioni man mano che prenderò confidenza con il mezzo e, se avrete domande più precise, non esitate a chiedere.

 

Cannondale Moterra Carbon 2020

La nuova moterra carbon 2020 è finalmente uscita allo scoperto!

3 dati fondamentali e completamente rivoluzionari:

Ancora più snella e filante, sempre più discreta la presenza di motore e batteria.

Ora punta ad essere il riferimento della categoria, mantiene le doti di guida che l'hanno resa famosa e perde peso rispetto alla versione Alloy....circa 2 chili a pari versione..

Il dato lampante emerso dai nostri test è stata la fluidità di guida e di erogazione del motore e il non accorgersi quasi di essere sopra un' e-bike!

4 versioni disponibili, 3 con escursione da 160 mm e la versione SE con escursione anteriore da 180mm!

2020 Moterra 1 € 7999,00
2020 Moterra 2 € 5999,00
2020 Moterra 3 € 4999,00
2020 Moterra SE € 6999,00

Corri da noi a scoprirle e provarle in anteprima!

 

Bikecafelifestyle!

La nuova Cannondale Topstone carbon 2020, ciò che mancava!

6/06/19 , Orvieto

Ci siamo! ci stanno per presentare in anteprima assoluta le nuove Cannondale Topstone carbon , una delle gravel bikes di Cannondale più affascinanti di sempre...

Trasmette dinamicità da ferma e l'attacco basso del carro con il nuovo pivot la rende davvero aggressiva...colori sobri nel puro stile Cannondale, nulla di sgargiante o fluo, te lo comunica subito che lei bada al sodo.

Vera chicca l'integrazione del kit manubrio e attacco manubrio...

4 montaggi ed una versione femminile!

Il top di gamma della Cannondale Topstone carbon prevede l'utilizzo di ruote Hollowgram full carbon con canale da 25mm (ospitano comodamente una gomma da 40cc) sram red axs a 12s. con dentatura da gravel, 46/33 anteriormente e 10/33 posteriormente...

scendendo passiamo sulle due versioni ultegra, montaggi equivalenti ma con la differenza che una è equipaggiata con le Hollowgram full carbon sopracitate mentre la gemella monta delle classiche Wtb totalmente in alluminio...

Ultima ma non ultima la versione 105 il giusto compromesso per chi non vuole rinunciare al carbonio ad una cifra molto invitante...

Passiamo all'azione!

la prima impressione della Cannondale Topstone carbon è strepitosa, il trasferimento sul tratto d'asfalto lo percorriamo in un lampo, nonostante le gomme da gravel pura viaggiamo oltre i 30km/h senza alcuno sforzo, l'idea è di una bici leggera scorrevole e molto rigida..

Ma ci sorge un dubbio, tutta questa rigidità la renderà lo stesso efficace su sterrato, tratti sconnessi o ovunque serva elasticità per copiare il terreno?

..I nostri dubbi vengono subito messi a tacere, svolta secca a destra ed entriamo in una strada bianca con molte asperità..la velocità rimane sostenuta ( i soliti ciclisti, doveva essere una sgambata, 155 bmp medi ahahahah ) il pivot sul carro posteriore ed i foderi iniziano a lavorare e ci fanno scoprire i 30 mm di escursione della nuova Cannondale Topstone carbon ..

Fantastica, sicuramente le ruote in carbonio e le gomme laticizzate offrirebbero quel plus che soddisferebbe anche i più esigenti!

Un ringraziamento speciale ai nostri tester che ci hanno accompagnato alla scoperta di questa novità, Riccardo Brun capo meccanico nel nostro store e Luca Bettinsoli top rider specializzato in gare di endurance!

Luca Bettinsoli, Rider GSR Alpina-Bikecafe

Diamo voce alle immagini ora!

Riccardo Brun , Capo Meccanico Officine Bikecafe

Vedi la gamma completa con i prezzi:

Topstone Carbon Force eTap AXS 2020 5,499 € 
Topstone Carbon Ultegra RX ( ruote hollowgram full ) 3,799 €
Topstone Carbon Ultegra RX 2 2,999 €
Topstone Carbon Women's Ultegra RX 2 2,999 € 
Topstone Carbon 105 2,599 €
topstone 105 2 2599,00€

Vi aspettiamo in negozio per vederla e toccarla dal vivo da Giovedì 20 Giugno ore 15.00!

o per maggiori info scrivici a info@bikecafe.org o chiamaci allo 0121/398187

Bikecafe, oltre la bicicletta!

NUOVA 3T EXPLORO, AEROGRAVEL PER ECCELLENZA!

 3T è un’azienda internazionale con sedi in Italia, Taiwan, California. La fondazione risale al 1961 a Torino, come Tecno Tubo Torino. 

La società, che ora ha sede a Brembate (BG), è una solida realtà apprezzata soprattutto per qualità e appeal dei suoi prodotti.

Nel corso degli oltre 55 anni di attività, 3T ha saputo posizionarsi tra le migliori realtà produttive della componentistica del settore bici, distinguendosi grazie alla propria inclinazione all’innovazione.

Dall'esperienza decennale nel settore nasce Exploro.

In ordine cronologico, Exploro è il primo telaio prodotto da 3T  gravel, il settore che più si avvicina ai valori originali della bicicletta, consentendo di pedalare su qualsiasi tracciato, sia per agonismo che per turismo. 3

Secondo la tradizione 3T però, questo prodotto non poteva non essere speciale, ed allora Exploro è di fatto il primo telaio aerodinamico dedicato al mondo gravelGravel Plus come definito dai tecnici 3T.

Basti pensare che è stato necessario un anno di progettazione e di test nella galleria del vento, San Diego Low Speed Wind Tunnel,

per mettere a punto la versione definitiva di Exploro, sviluppo finora riservato esclusivamente alle migliori bici da corsa o MTB.

Una bici, dunque, che nasce da una grande ricerca, sia a livello aerodinamico che su strada e offroad.

3T ha coniato il concetto Sqaero (acronimo di Square e Aero), che riassume l’abbinamento delle qualità dei profili squadrati, ovvero rigidità e leggerezza, con le caratteristiche di aerodinamicità e velocità.

L’aerodinamica della tecnologia Sqaero è RealFast, la bici cioè è progettata per le condizioni reali di velocità ed equipaggiamento, con borracce installate, sporca di polvere e fango.

Secondo le dichiarazioni dell’ingegnere e progettista Gerard Vroomen (co-fondatore di Cervélo e da 3 anni co-titolare di 3T),

“grazie al design RealFast, in galleria del vento, abbiamo scoperto che è più veloce il telaio Exploro con due borracce e gomme tassellate da 40 mm che una bici standard senza borracce dotata di gomme slick da 28”.

È una bici d’alto livello ma al tempo stesso un mezzo alla portata di ogni appassionato”.

Aggiunge René Wiertz, CEO di 3T , “3T ha svolto test aerodinamici a 32 km/h per misurare le prestazioni della Exploro.

Rispetto a una bici con tubi tondi, stesso diametro e componentistica, si risparmiano circa 7 watt, che diventano 24 se si vuole fare il confronto a 48 km/h”.

La geometria della Exploro è di chiara derivazione bici da corsa, e consente una posizione in sella veloce ma confortevole, simile a quella che caratterizza le bici endurance.

I foderi bassi sono asimmetrici, ed in particolare il fodero destro è curvo e ribassato per mantenere il carro più compatto, 415 mm, caratteristica tipica delle MTB XC.

Cosa aspetti a venire a scoprirla e provarla da noi??

Test Cannondale Habit carbon 2 29!

Cannondale habit carbon 2Abbiamo a disposizione al Bikecafe ben 3 nuove Cannondale Habit!

La nuovissima trail bike con ruote da 29 pollici e 130 mm di escursione, nella versione Carbon 2 in tre taglie diverse, una S, una M e la L, ne abbiamo approfittato per un test di assaggio.

La Cannondale Habit 2 è la classica mtb tuttofare, se vuoi fare lunghi giri e affrontare qualunque tipo di percorso

anche tecnico questa full è l'ideale, facile da pedalare in salita e velocissima in discesa, soprattutto nei tratti tecnici.

Rispetto alla precedente versione ,

il nuovo modello Habit ha ora ruote da 29 con gomme cattive, stile Enduro (all'anteriore il superclassico Maxxis Minion DHF II da 2.5 che garantisce una tenuta perfetta),

una forcella da Trail, la Fox 34 Elite, reggisella telescopico, e una geometria moderna, con angolo di sterzo aperto e movimento centrale basso.

Molto semplice tarare l'ammortizzatore posteriore, basta consultare l'apposita tabella sul sito Cannondale per avere le prime indicazioni, che abbiamo trovato abbastanza precise:

https://www.cannondale.com/en/International/suspension-setup

La Habit Carbon 2 è montata monocorona con Sram GX e corona da 30 denti, perfetta per affrontare qualunque salita anche lunga e impegnativa.

Sulle salite pedalate abbiamo tenuto la taratura media dell'ammortizzatore Fox DPX2 senza bloccarlo completamente.

La bicicletta ha un'ottima trazione e, nonostante l'angolo sterzo aperto mantiene una maneggevolezza sorprendente.

Abbiamo affrontato con successo ad esempio su un tratto in salita molto ripido alcune curve strette in contropendenza,

che teoricamente dovrebbero essere difficili da chiudere con una bici del genere.

Sicuramente siamo di fronte ad una full molto pedalabile, a differenza delle Enduro di ultima generazione che spesso risultano lente e pesanti nelle salite tecniche o nei giri lunghi.

Cannondale habit carbon 2

In discesa, con ammortizzatore completamente sbloccato la Habit si mangia qualunque ostacolo, con facilità e una maneggevolezza nelle curve strette che fa godere gli amanti della guida tecnica.

Il sistema di sospensione Horst Link è molto efficace anche in frenata, e la biella (diversa per ogni taglia per avere la stessa risposta) mantiene il carro rigido e molto reattivo anche sui piccoli urti.

"Scendendo ci si diverte davvero molto"

forse non si riesce ad andare come con una vera Enduro ma non ci sono grandi limiti nell'affrontare percorsi tecnici, dove la Habit da il meglio di se restando molto stabile anche in velocità.

Cannondale habit carbon 2

Cannondale habit carbon 2L'unico dubbio di questo test è stato nella risposta dei freni, Sram Guide, potenti ma forse meno modulabili di altri modelli.

Soprattutto il freno posteriore tende a bloccare la ruota con più frequenza del solito, molto divertente con le foglie di questo periodo, ma non l'ideale per essere al 100%.

Insomma questa Cannondale Habit di seconda generazione è un'ottima full polivalente,

per affrontare qualunque sentiero, anche tecnico, con disinvoltura e divertendosi, la bici da portare in una località come Finale Ligure per pedalare tutti i sentieri sia in salita che in discesa.

Ecco il link alla scheda completa della Cannondale Habit Carbon 2:

https://testnew.bikecafe.org/prodotto/cannondale-habit-carbon-2-2019/

Test ride MOOTS BAXTER

MOOTS BAXTER

Abbiamo il piacere di poter testare la nostra bellissima Moots Baxter, la adventure bike della casa americana famosa in tutto il mondo per l'altissima qualità dei suoi "gioielli in titanio".

Progettata per il bikepacking, il touring e i single track, la Moots Baxter oggetto dei nostri test la abbiamo montata in versione più "gravel" con copertoni Surly 700x41 e ruote Alchemist in carbonio.

Questo il montaggio:

Telaio Moots Baxter

Forcella Enve

Gruppo Shimano XTR Dì2

Copertoni Surly 700x41

Dropbar Salsa

moots baxterAspetto

Esteticamente la bici è molto affascinante con l'inconfondibile color titanio che, unito al carbonio di ruote e forcella, creano un mix di gran classe.

Ad uno sguardo poco attento potrebbe sembrare una "bici qualunque", ma appena si incontrano "occhi esperti" ci si sente quasi in imbarazzo per come si viene squadrati dalla testa ai piedi, dal gruppo alle ruote 😉

Moots baxter

In sella

Quando si sale in sella alla Baxter si rimane subito impressionati dalla comodità della posizione  alta e comoda ma al tempo stesso abbastanza distesa così da poter viaggiare veloci. Forse mi sarei aspettato una posizione più "gravel oriented" ma se poi riflettendo sulla vera natura della bici trovo la posizione veramente perfetta.

Ho abbassato l'altezza manubrio e con questa impostazione diventa molto comodo anche pedalare in presa bassa sul manubrio ed in questa posizione è una vera goduria alzarsi sui pedali e spingere.

moots baxterIn pedalata

Con una posizione molto comoda come quella da me adottata risulta molto rilassante pedalare e mi immagino già a passare giornate intere in emozionanti traversate continentali...a dire il vero mi immaginavo già nella Monument Valley durante la Trans Am 😉

Con le ruote da 700x41 risulta una veloce gravel a suo agio sia su asfalto che su sterrato. Veloce sulla strada bianca come sul "comodo sterrato" sia in salita che in discesa mi ha impressionato per maneggevolezza.

Impeccabile il comportamento dello Shimano XTR Dì2.

moots baxter

Conclusioni

I nostri test continuano, ma da queste prime impressioni non possiamo che confermare l'altissimo livello dei prodotti della casa americana che questa volta ha creato una bellissima adventure bike nata per viaggiare ed esplorare.

Il test continua...stay tuned 😉

Moots baxter