La nuova Cannondale HABIT 29

HABIT 29 from Cannondale

La Habit 29 è pronta per lanciarsi sui trail.

Grazie al manubrio largo, all'attacco manubrio corto, ai freni potenti, alla trasmissione 1x e al reggisella telescopico, avrai sempre il totale controllo per tutto il tuo percorso.

L'innovativo design delle sospensioni e la cinematica ottimizzata per tutti rendono la Habit una bicicletta adatta a ciclisti di qualsiasi statura.

La configurazione del giunto della sospensione per ogni misura di bicicletta è creata sulla base dei dati specifici riguardanti il centro di gravità (COG).

In questo modo ciascun ciclista può godersi le performance ottimizzate della sospensione durante la frenata e un’efficienza di pedalata migliorata.

La Proportional Response (Risposta proporzionale) rende ancora più unica la Habit, per un maggior controllo, migliore efficienza e un divertimento senza fine.

Per chi cerca sempre di superarsi, l’Ai è come un Boost. Ma decisamente migliore.

L’Ai consente alla Habit 29 di sfruttare i foderi bassi da 435 mm, più agili e performanti in curva, lasciando agli pneumatici lo spazio di cui hanno bisogno senza influire sulla rigidità della bici.

 

Grazie all'angolo di 66 gradi del tubo sterzo e all'angolo accentuato del tubo verticale, sulla Habit 29 sei sempre nella posizione perfetta per affrontare le salite su trail, mentre la sella bassa è ideale per lanciarsi in discesa.

Possibilità di utilizzare 27,5 plus con il sistema flip chip

Giunti in alu due pezzi, sospensioni più morbide e fluide

passaggio cavi flessibile e personalizzabile , per una pulizia di linee totale in ogni tipo di montaggio

Protezioni in gomma ovunque per una tranquillità di guida su ogni terreno

ecco i modelli 2019 dal nostro shop

https://testnew.bikecafe.org/prodotto/cannondale-habit-1-carbon-2019/

https://testnew.bikecafe.org/prodotto/cannondale-habit-carbon-2-2019/

https://testnew.bikecafe.org/prodotto/cannondale-habit-carbon-3-2019/

https://testnew.bikecafe.org/prodotto/cannondale-habit-4-2019/

ed ecco le geometrie

ORTLIEB BIKEPACKING...di ritorno dal Volterra Trail

E' stato un week end eccezionale quello trascorso a pedalare nello spettacolare scenario delle colline toscane intorno a Volterra.

Il nostro Bikecafe Adventure Club si è buttato a capofitto in quest'avventura, per molti la prima in modalità "unsupported", spinti dai consigli del nostro Andrea e dai suoi racconti della passata edizione. Quando si sentono parole come "avventura, spirito di libertà, paesaggi mozzafiato, colline toscane, cibo-birra-vino toscani e ottima compagnia di amici" ci si convince in fretta, anche se alla fine si tratta pur sempre di percorrere 220 km con quasi 6000 m di dislivello in mtb e senza assistenza alcuna.

Il tempo è stato perfetto, fresco al mattino e non eccessivamente caldo nelle ore centrali, il percorso molto duro e vario, fatto di strappi al limite della pedalata quanto di ascese morbide e regolari, discese tecniche ed altre veloci di terra battuta.

Nella prima giornata le verdissime e dolci colline si alternavano con i bellissimi borghi medioevali, primo su tutti San Gimignano, con le sue famosissime torri e con uno dei gelati più buoni del mondo, soprattutto se mangiato alle 4 del pomeriggio dopo aver pedalato per 6 ore sotto il sole.

Ognuno ha preso il suo passo, come succede di solito in questi trail, si sono formati dei gruppetti e tutti ci siamo ritrovati al km 122 in un bellissimo agriturismo in cui ci siamo seduti a tavola per la cena innaffiata con tantissima birra e dell'ottimo vino e a seguire un gran bella dormita ristoratrice.

La mattina seguente dopo l'abbondante colazione via a guadare un fiume dall'acqua gelida, così da dare il buongiorno a quest'altra giornata di fatica e di ammirazione del paesaggio.

Le salite si susseguono, più regolari del giorno precedente, fino ad arrivare ai piedi dell'ultima fatica di giornata, l'ascesa a Volterra...10 km sotto il sole e senza un goccio d'acqua...forse la fatica più grande della giornata è stata resistere alle crisi di sete dovute alla mancanza di strutture e fontane incontrate lungo il percorso...l'unica che c'era negli ultimi 50 km l'abbiamo volata senza vederla.

Chi più, chi meno stanco, siamo arrivati all'arrivo con il sorriso sulle labbra, la meraviglia negli occhi e la soddisfazione di avercela fatta.

I complimenti vanno agli organizzatori di questo bellissimo trail, in primis l'amico Gianni Gazzarri!

Per l'occasione il nostro Andrea ha testato l'ultima delle novità in tema di bikepacking, la borsa sottosella della famosissima ditta tedesca, leader mondiale nel settore borse da viaggio, ORTLIEB, precisamente il modello  SEAT-PACK BIKEPACKING.

ortlieb seat packQueste le sue impressioni:

La borsa si presenta molto bene, con un tessuto impermeabile ma al tempo stesso "morbido", mi aspettavo un tessuto più "rigido"...sicuramente meglio così.

Il montaggio riprende l'ormai classico "2 cinghie sul reggisella e 2 passanti sotto il carrello della sella", in questo caso le cinghie si sono rivelate molto robuste e "ben rivestite", sono di un materiale gommoso che non rovina il telaio ed il reggisella...in genere le cinghie sono in materiali ruvidi e resistenti che però, purtroppo, tendo a grattare il materiale su cui sono legate, queste invece sono meno aggressive...unico appunto sulla lunghezza delle cinghie...vanno benissimo per reggisella tondi ma meno per quelli ovali, tipici delle bici da corsa di alta gamma, in cui arrivano proprio al limite del velcro...per le mtb nessun problema, per le bdc con reggisella a sezione ovale bisogna misurare bene la circonferenza...al max si fa fare una "prolunga" sulla cinghia ;-).

La borsa ha una "struttura interna" nella parte anteriore, per intenderci quella che sta a contatto con il reggisella, che la mantiene bella ferma in pedalata, situazione superata a pieni voti...non l'ho mai sentita muoversi pedalando fuori sella ed anche nelle discese più tecniche non ho avvertito la sua presenza.

Ma forse la qualità che ho preferito è stata la possibilità di "buttare tutto dentro", anche con la borsa montata sulla bici, e di richiudere la sacca semplicemente aprendo la valvola del sottovuoto, facendo uscire tutta l'aria arrotolando la sacca e richiudendo la valvola stessa una volta compressa la sacca.

Semplice, veloce ed efficace.

Capienza? Per me persino troppo capiente...io non la riempirei mai tutta per evitare di avere ingombri troppo importanti...l'importante è l'essenziale no?! ...e l'essenziale è poco 😉

Ottimo prodotto 😉

 

 

Siete pronti per il Tuscany Trail?

Quest'anno c'è stato un vero e proprio boom di iscrizioni alla terza edizione del Tuscany Trail, il capostipite di quelle bellissime avventure a 2 ruote chiamate Unsupported Bycicle Adventure...o semplicemente TRAIL.

Ricordo ancora quando partecipammo alla prima edizione nel 2014, sfortunata per il tempo inclemente, ma fortunata nella formula in cui una volta partiti da piazza degli aranci a Massa, si deve semplicemente arrivare al traguardo seguendo una traccia gps fornita dagli organizzatori mentre per il resto si deve essere totalmente autosufficienti...dal cibo al pernottamento ognuno deve pensare al suo sostentamento.

In quella prima edizione giunse a Capalbio, sede di arrivo del Tuscany Trail, nel minor tempo il nostro Mauro Canale in poco più di 2 giorni...ora il tempo è stato abbassato dalla coppia Mantegazza/Bianchi che l'anno scorso hanno portato a termine il percorso, leggermente accorciato e rivisto, in 1 giorno 13 ore mentre il record "assoluto" è dell'amico Salvatore Rigano che lo ha portato a termine, fuori gara, in 1 giorno e 12 ore.

Quest'anno gli iscritti hanno superato abbondantemente quota 500, molti dei quali alla loro prima esperienza in eventi del genere. Proprio per questo motivo facciamo un piccolo elenco di ciò che non dovrebbe mai mancare nel kit essenziale di chi prende parte ad un'avventura del genere.

tuscany trail

Riportiamo qui sotto parte del testo estratto da un articolo del sito italiano WWW.BIKEPACKING.IT che indica in maniera minuziosa cosa portare e quale equipaggiamento adottare per il bikepacking.

Per cui se siete alla prima "avventura senza supporto" ciò che leggerete qui sotto vi sarà molto utile.

Borse da bikepacking

Se chi pratica il cicloturismo ripone gli oggetti che trasporta sulla bicicletta dentro delle apposite borse da attaccare a portapacchi, chi pratica il bikepacking i suoi oggetti gli inserisce all'interno di borse applicate direttamente sul telaio della bicicletta tramite cinghie e strap. Le borse possono essere più o meno numerose in relazione alla quantità di materiale che si ha da trasportare. Qualora lo spazio risultasse insufficiente è possibile trasportare anche un piccolo zaino sulle spalle.
Vediamo nel dettaglio quali sono queste borse e dove si applicano. Nell'immagine sottostante possiamo vedere il set di borse classico

  1. Borsa sottosella - Seat bag
    Questa borsa viene applicata sotto la sella. Viene agganciata al telaio della sella e al tubo sella. È costruita in maniera tale da avere una volumetria modulabile che può arrivare fino a 14 litri di volume.
  2. borsa da telaio – Frame bag
    Questa borsa viene applicata all'interno del triangolo del telaio della bicicletta. Può coprire l'intera area del triangolo oppure solo una parte, in maniera tale da lasciare spazio al/ai porta borraccia. Visto che le dimensioni e le geometrie delle biciclette sono differenti le une dalle altre bisognerà che questa borsa sia fatta su misura per la propria bicicletta in maniera tale da sfruttare tutto lo spazio a disposizione. In commercio ci sono delle borse da telaio standard, l'importante è essere sicuri che vadano bene per la propria bicicletta. Possono essere applicate borse al telaio anche alle biciclette biammortizzate. La capienza di queste borse cambia in funzione della loro grandezza. Mediamente una borsa da telaio ha una capienza di 3/4 litri.
  3. borsa da manubrio – Handle bag
    Più che di borsa bisognerebbe parlare di “attacco” o “gancio” visto che di questo si tratta. È un sistema di attacco che consente di bloccare una sacca qualsiasi al manubrio della bicicletta. In questa maniera è possibile applicare una sacca capiente fino a 20 litri. La sacca da applicare può essere di qualsiasi genere ma quasi sempre si tratta di una sacca stagna di forma cilindrica che bene si abbina allo spazio disponibile tra il manubrio e la ruota anteriore.
  4. borsello anteriore
    Questo piccolo contenitore viene applicato alla serie sterzo e al telaio.
  5. borsello posteriore
    Anche questo piccolo borsello viene applicato sulla parte sommitale del telaio, più precisamente è attaccato sia al telaio che al reggisella.
  6. borsello da manubrio che viene applicato fra la barra del manubrio e l’attacco manubrio tramite due velcro e fissato sulla testa della forcella con un nastro, in modo che la borsa risulti stabile.
    Ha una leggera imbottitura che non solo protegge il contenuto da piccoli urti, ma funge anche
    da isolamento termico. E' molto comoda da usare come porta borraccia.
    Adatto per il trasporto di quei piccoli oggetti che devo essere sempre a portata di mano, come
    ad esempio la macchina fotografica o il telefono ma anche per piccoli snack, facilmente raggiungibili anche mentre si pedala.
    Può essere usata singola o in coppia, posizionandole a destra e a sinistra dell’attacco manubrio.

Oltre a questo set di borse è possibile applicare altre due sacche agli steli della forcella.
Sono numerosi i vantaggi offerti da questa tipologia di borse da bicicletta, vediamone alcuni. Il vantaggio principale sta nel fatto che sono borse applicabili a qualsiasi tipo di bici, dalla mountan bike biammortizzata alla bicicletta da corsa. Infatti i punti di applicazione delle borse sono presenti in tutti i tipi di bici. Non si devono utilizzare portapacchi. Questo aspetto è di grande vantaggio visto che il portapacchi ha un peso non trascurabile, ha la possibilità di rompersi e cambia la risposta del carro posteriore della bicicletta irrigidendolo. Le borse da bikepacking sono leggere, non si rompono e non modificano la risposta della bicicletta. Il carico è disposto solo in verticale, non sporgerà dalla bici come nel caso di utilizzo delle borse laterali ma rimarrà all'interno della sagoma della bicicletta. Il profilo della bici risulta invariato e non si hanno problemi di ingombro sui sentieri più stretti. Sui sentieri sconnessi le borse rimangono saldamente attaccate al telaio anche a forti velocità se riempite e attaccate correttamente.
Sul mercato sono presenti vari produttori di borse da bikepacking.

Noi segnaliamo MISSGRAPE e REVELATE DESIGN...La differenza di prezzo dipende dal materiale utilizzato e dal luogo di produzione delle borse.

Capacità di carico

Se sommiamo le volumetrie delle varie borse da applicare alla bicicletta il risultato sarà una volumetria di carico totale pari a circa 30-40 litri. Se andiamo ad applicare delle borse anche alla forcella possiamo aggiungere altri 10 litri. Qualora il volume non bastasse abbiamo la possibilità di indossare uno zaino con capienza fino a 30 litri (capienza limite per non risentire troppo del peso sulla schiena). Per fare un paragone con il cicloturismo, 40 litri di carico sono pari alla volumetria di due borse posteriori.
Un grande vantaggio rispetto al cicloturismo è relativo alla distribuzione del peso degli oggetti. Nel bikepacking il peso è distribuito in maniera omogenea sulla bicicletta consentendo un'ottima guida e maneggevolezza.
Anche a bicicletta carica la guidabilità rimarrà pressoché invariata, consentendo anche di affrontare passaggi tecnici.

Peso trasportato

Se si prende una bilancia e si pesano le borse laterali da cicloturismo vuote e il portapacchi dove vanno ad agganciarsi, non ci si deve sorprendere se il totale supera i 3,5 kg di peso. E ancora bisogna iniziare a riempirle.
Il peso che si trasporta sulla bicicletta è un parametro fondamentale. Da quello dipende la quantità di chilometri e dislivello che saremo in grado di fare. Anche un chilogrammo in più o in meno si fa sentire quando si deve affrontare un lungo viaggio. Le borse da bikepacking sono estremamente leggere da vuote e visto che si ha un volume di carico stringente siamo indirizzati a non riempirle eccessivamente. Questo però non vuole dire rinunciare a trasportare a qualche oggetto ritenuto importante ma semplicemente dovremo sforzarci di trasportare oggetti tecnici dal peso e ingombro ridotti. In commercio tali oggetti si trovano con sempre più facilità e il loro costo è sempre meno incisivo sul portafogli.
Una bicicletta più leggera comporta molti vantaggi pratici come, per esempio, l'operazione di salita e discesa da un treno.

Tipo di Bicicletta utilizzata

Se per la pratica del cicloturismo bisogna avere una bici predisposta per l'utilizzo dei portapacchi, per praticare il bikepacking si può utilizzare qualsiasi tipo di bicicletta. Può andare bene la city bike così come la bicicletta da corsa passando per la mountain bike biammortizzate. Chi vorrà affrontare un viaggio in fuoristrada userà una mountain bike mentre se l'itinerario si svilupperà su asfalto userà la bicicletta da strada.
La versatilità di queste borse rende ogni bicicletta una possibile protagonista dei nostri viaggi e quindi anche ogni tipo di percorso potrà essere affrontato con il mezzo più corretto.

Set-up della bicicletta

Abbiamo capito che il bikepacking si presta particolarmente per gli itinerari off-road, in quanto il cicloturismo “convenzionale” ha dei grossi limiti sulle strade sterrate e sentieri. Non ci sarà da meravigliarsi quindi se ci si troverà a dover allestire la propria mountain bike per affrontare un viaggio. La bicicletta, se dotata di sospensioni, dovrà essere settata in maniera tale da poter gestire il maggior peso dovuto ai bagagli.
Sappiamo che la pressione della forca e dell'ammortizzatore, se presente, dipende dai chilogrammi di chi la guida. Dovremmo allora gonfiare maggiormente forcella e ammortizzatore centrale per compensare il maggiore carico presente sulla bicicletta. Se non si gonfiano le sospensioni si rischia che esse lavorino in maniera scorretta fino ad arrivare “a fondo corsa”. Se siamo capaci da soli e abbiamo una pompa per sospensioni possiamo fare delle prove, con la bicicletta carica, fino a trovare la pressione ottimale. In caso non fossimo in possesso degli strumenti necessari dobbiamo recarci in un negozio di biciclette con la nostra bici caricata.
Così come per le sospensioni, anche la pressione delle gomme andrà rivista. Le gomme andranno gonfiate maggiormente per sopperire al maggior carico applicato su di esse a causa del peso degli oggetti che stiamo trasportando. È bene ricordare che una pressione troppo bassa può essere causa di forature. Mentre una pressione troppo elevata può rendere la guida della bicicletta più nervosa.
La distribuzione del carico sulla bicicletta è un aspetto da non tralasciare se si vuole che il nostro mezzo sia il più maneggevole possibile. Il carico andrà quindi distribuito tra la sacca anteriore, posteriore e centrale. Al fine di mantenere il baricentro della bicicletta più basso possibile, bisognerà inserire gli oggetti più pesanti sul fondo della borsa centrale.
La borsa che bisogna riempire con più cura è quella sottosella in quanto è la meno fissata alla bicicletta. Quando viene caricata in tutta la sua capacità diviene molto sporgente dal sellino. Per minimizzare la sua oscillazione è bene che gli oggetti pesanti siano posizionati nel fondo della sacca in maniera tale da stare più vincolati possibile al tubo sella e sellino.

Lista oggetti

Una cosa è certa, il volume totale degli oggetti da poter trasportare è ridotto e se vogliamo essere veloci non possiamo caricarci di troppi chili. Tutto il materiale dovrà avere un ingombro ridotto e un peso leggero.
La lista degli oggetti da portare durante un viaggio in bicicletta è un argomento molto soggettivo che dipende da molti fattori come condizioni climatiche, itinerario da affrontare, esigenze personali, alloggiamento, e molto altro.
Ci sarà chi non può non avere con se abiti “civili”, altri che non partirebbero mai senza un buon libro mentre c'è chi parte portandosi dietro veramente il minimo indispensabile e a volte neanche quello. Ogni persona avrà una sua lista di oggetti che potrà perfezionare viaggio dopo viaggio.
Una cosa è certa, dal nostro bagaglio dipende lo svolgimento di un viaggio e quindi anche la buona riuscita dello stesso.
Quali oggetti bisogna portarsi in viaggio? La domanda più corretta da porsi sarebbe “quali sono le attività che farò durante il viaggio?”.

Pedalare

Quando si pedala bisogna essere pronti a riparare possibili i possibili danni meccanici che può subire la bicicletta. Dovremmo quindi avare con noi un minimo di attrezzi atti a riparare tali danni.
Anche se potessimo avere la possibilità di trasportare tutti gli arnesi che vogliamo ci sarà sempre qualcosa che non potremmo aggiustare. Bisognerà concentrarsi solo sui problemi più comuni che si possono presentare e avere la fantasia per riuscire ad arrivare dal primo meccanico aperto se si presenteranno rotture che non saremo in grado di riparare.
Di seguito una lista di oggetti che sarà bene avere con noi adattata al tipo di componenti che monta la propria bicicletta.

  • Chiave a brugola
  • Cacciavite a taglio
  • Chiavi Torx
  • Smagliacatena
  • Chiave per raggi
  • Cacciagomme
  • Camera d’aria
  • Pompa
  • Forcellino
  • Fascette
  • Toppe per camera d'aria
  • Toppe per copertone
  • Falsa maglia ed eventuali maglie di scorta
  • Nastro americano
  • Pastiglie freno o pattini freno
  • Pompa sospensioni
  • Cavo freno/cambio

Oltre a portarsi dietro questi oggetti bisogna avere un minimo di conoscenza di meccanica della bicicletta per saperli usare in maniera corretta.
Il vestiario tecnico è del tutto simile a quello usato durante le escursioni giornaliere. Se il viaggio durerà più di due/tre giorni possiamo portare un ricambio oppure lavare i vestiti sporchi.
Particolare attenzione deve essere rivolta all'abbigliamento impermeabile che deve risultare di qualità.
Se la borsa da telaio che abbiamo sulla bicicletta copre tutto il triangolo non possiamo applicare i portaborraccia. Per sopperire a tale situazione possiamo inserire sul fondo della borsa da telaio una sacca idrica con applicato un tubicino lungo fino ad arrivare al manubrio e alla nostra bocca.
Se non vogliamo perderci bisognerà portare un GPS e/o una cartina del percorso.
Per avere dei ricordi del viaggio occorrerà avere una macchina fotografica.
Anche se non si vuole pedalare la notte è bene avere una luce per ogni eventualità.

Mangiare

Durante la pedalata si possono usare le comuni barrette.
Per quanto riguarda i pasti (colazione, pranzo e cena) sono possibili due scelte: mangiare cibi già pronti o cucinare.
Se mangiamo cibi pronti e quindi sfruttiamo i ristoranti, gli alimentari e i market, non dobbiamo avere con noi nessun oggetto all'infuori del portafoglio.
Se vogliamo cucinarci da soli il cibo dobbiamo avere con noi un fornellino, il combustibile del fornellino, un pentolino, le posate e una scorta di cibo.
É bene non abbuffarsi a pranzo se sappiamo di dover pedalare anche nel pomeriggio, la digestione può causare problemi sotto sforzo fisico.
Se scegliamo di sfruttare le strutture presenti sul nostro tragitto per mangiare dobbiamo sapere con esattezza dove sono per non rischiare di ritrovarci senza cibo al momento opportuno. È sempre bene avere dietro una scorta di cibo pronto per affrontare al meglio i possibili imprevisti che possono capitare durante un viaggio.

Dormire

Secondo dove dormiremo l'attrezzatura cambierà.
Se si decide di dormire all'aperto occorrerà tenda, materassino e sacco a pelo della temperatura adatta alla stagione.
I più spartani potranno dormire nel completino da bici che hanno in dosso mentre se ci si vuole cambiare occorrerà avere con se un pigiama.
Se si decide di dormire nelle strutture recettive basterà avere con se solo il pigiama.

Lavarsi

Si è possibile usufruire di una doccia occorrerà un telo per asciugarsi, delle ciabatte e un doccia – shampoo. In alternativa si possono usare delle salviette umidificate da neonati o intime.

Zaino sulle spalle

È normale vedere bikepackers che hanno sulle spalle lo zaino. Quando il volume di carico dato dalle borse al telaio non risulta sufficiente si può sopperire a tale mancanza aggiungendo del volume da trasportare con uno zaino. La scelta, che di per sé non è sbagliata, deve essere attentamente valutata. Uno dei motivi che può trasformare una piacevole escursione plurigiornaliera in un tormento è il dolore al fondo schiena. Quando si prova dolore ad appoggiare le natiche al sellino il piacere di viaggiare si trasforma in un continuo tormento e visto che chi decide di affrontare un viaggio in bicicletta su quel sellino ci dovrà passare molto tempo sarà bene cercare di evitare questo tipo di problema.
Trasportando uno zaino sulle spalle, il peso dello zaino e degli oggetti che sono al suo interno andranno ad aumentare la pressione che applichiamo sul sellino. Se la pressione sarà troppo grande potremmo innescare o accelerare i dolori al fondo schiena.
Se proprio non riusciamo a viaggiare senza zaino almeno dobbiamo avere l'accortezza di riempirlo con oggetti leggeri onde evitare i problemi sopra citati.
SE HAI DEI DUBBI O DELLE DOMANDE CONSULTA IL FORUM DI BIKEPACKING.IT 

Volterra Trail

Un tempo splendido mi ha accompagnato in questo bellissimo trail sulle colline toscane intorno alla bellissima Volterra.

Il trail, organizzato dagli amici del Volterra Bike, è lungo 200 km, per lo più su sterrato, e ben 5000 m di dislivello circa…a seconda dei gps ?

Per questo trail ho deciso di utilizzare la bici nata apposta per queste avventure…la SALSA CUTTROATH, creata appositamente per il mitico TOUR DIVIDE americano.

SALSA CUTTHROAT

SALSA CUTTHROAT

Arrivato sul posto incontro alcuni amici con cui mi ritrovo in occasione di queste bellissime avventure in mtb e insieme ad altri 70/80 matti partiamo per farci 2 giorni di pedalate in libertà in un contesto mozzafiato…lo saranno anche le salite ?

Dopo un giro nel centro storico di questa incredibile cittadina si parte e durante la prima discesa sterrata io perdo puntualmente la mia mitica ciabatta! Mannaggia…lascio il gruppo e torno indietro, in salita naturalmente, a cercarla. Trovata qualche centinaia di metri più su, riparto, faccio qualche chilometro godendomi lo stupendo panorama e….pssss buco!

Maporcacciamiseria!!! Inizio ad inveire contro le gomme montate che ritengo gomme troppo leggere e delicate…ma mi sbagliavo…mi fermo, tolgo la camera d’aria e, intelligentemente faccio ciò che bisognerebbe sempre fare prima di cambiare la camera d’aria…la gonfio e cerco il buco per andare a verificare poi sul copertone se dovesse esserci una piccolissima spina pronta a bucare anche la nuova camera d’aria. Trovo il “buchino”, lo metto a confronto con il copertone e…dovrebbe essere in questo punto…vediamo un pò…eccolo!

Ahahah un chiodo arrugginito da 5 cm…potevo anche fare a meno di cercare il buchino ?

Riparto e finalmente mi godo il resto dei km tra bellissimi saliscendi nelle colline intorno a Volterra.

Alternando tratti in asfalto con altri sterrati si arriva nel paese di Pomarance, e siamo a circa a 30km dal via. Da qui inizia una bella salita da prima su asfalto e poi un lungo tratto sterrato all’interno del Parco Naturale di Monterufoli con alcuni tratti di discesa abbastanza scassati, in cui la Salsa Cuttroath si è comportata in modo eccellente.

Un paio di maremmani ci danno il benvenuto in una zona di pascolo e subito mi tornano in mente i branchi di cani turchi…via, si scatta! Modalità Cavendish e i maremmani rinunciano…ma alla fine si sa che loro difendono solo il gregge per cui una volta allontanato il pericolo ti lasciano in pace e tornano a fare il loro lavoro di difesa.

Ora la strada inizia a salire per entrare nel parco naturale di Monterufoli prima e nella Riserva Naturale di Caselli dopo.

Qui troviamo un bellissimo singletrack che attraversa la fitta vegetazione del bosco, e alterna tratti in terra battuta con sassi e radici che mettono in risalto le qualità della mia Tagliagole…che è la traduzione del nome della Cuttroath ?

volterra trail

Fa un gran caldo e tira forte la tramontana…e l’acqua scarseggia…siamo così arsi che ad un tratto vediamo una classica “casa vacanza” con un rubinetto sotto il porticato e…ci infiliamo attraverso la siete e andiamo a fare scorta d’acqua perchè qui le fontane sembra siano cosa rara.

Siamo nella zona di Casino di Terra e ci aspetta l’ultima difficoltà di giornata, la lunga salita di 10 km che porta al bellissimo paese di Montecatini Val di Cecina, meta di giornata in cui arriviamo poco prima delle 18 dopo 105 km e oltre 2500 m di dislivello.

montecatini val di cecina

Insieme al gruppone di 15 toscanacci che mi hanno fatto compagnia ceno e mi faccio una bella dormita.

Il giorno dopo si riparte con calma, questo trail lo prendo molto comodo, ben lontano dalle levatacce solite delle 4 di mattina…mi aspetta una bella e lunga discesa con dei panorami bellissimi…vorrei fare una foto ma la velocità è così alta che è un peccato fermarsi.

Arrivo al fondo di questa discesa ed ora si può anche fare qualche foto, cerco il telefono e…..PORCAMISERIACCIAZZOZA…l’ho dimenticato in albergo!!! In cima alla salita!!! Nooooooo!!!

Giro la bici e mi faccio la salita che prima tanto mi era piaciuta, ma al contrario :-(

Riprendo il mio cell e riparto…vabbè ho perso un’oretta…ma non ho fretta. Riparto però di buon passo per riprendere i compagni di viaggio e scopro una zona della Toscana fantastica! Dolci colline verdissime solcate da strade bianche che disegnano delle sinuose curve lungo le loro creste.

volterra trail

volterra trail

volterra trail

Dopo essermi sfogato ben bene su queste dolci colline ed aver ulteriormente apprezzato le caratteristiche velocistiche della Cuttroath riprendo il gruppetto nei dintorni di Volterra, ma non siamo arrivati…tutt’altro. Ora la strada scende e iniziamo un giro sulle collino lì intorno e ci spariamo una serie di strappi al limite della pedalata che risultano veramente spaccagambe, inoltre la tramontana sta soffiando proprio forte e naturalmente è quasi sempre contro.

Passiamo vicino a san Gimignano e ne ammiriamo lo skyline, è sempre uno spettacolo guardare quelle torri medievali!

Il vento e il sole ci asciugano come ieri e proprio come ieri andiamo a cercare acqua nelle case e speriamo nella famosa ospitalità toscana..che troviamo in una coppia inglese (!) che ci regalano addirittura una bottiglia da 2 litri!

Una delle salite più lunghe di tutto il trail ci fa entrare nella bella riserva Naturale di Castelvecchio. Dopo una bella discesa iniziamo gli ultimi strappi brevi ma ripidissimi…pochi km ma quasi al limite della pedalata. Il primo di questi strappi ci porta al bel paesi di Casole d’Elsa dove finalmente ci si ferma a fare la mia classica sosta Coca e Gelato.

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Brevissima ma veloce discesa per poter affrontare quello che forse è il più ripido di tutti gli strappi di questo trail…un tratto in cemento (e questo la dice tutta) di circa un km ma veramente al limite…o faccio in sella proprio per l’orgoglio di non scendere ma la velocità a piedi e in bici non è molto differente.

Sembra quasi finito, ormai mancano solo più una ventina di km, ma la tramontana soffia fortissimo tanto da rischiare di buttarci giù quanto soffia lateralmente.

Arriviamo finalmente all’ultima fatica, la salita di 5 km che porta al traguardo…primo tratto duro ma sul finale diventa più morbida e ci fa finalmente arrivare alla fine di questo spettacolare e duro trail.

I dati finali dicono 199 km e 5000 m di dislivello positivo.

Sicuramente da ripetere!

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volterra trail

 

Pony Rustler Vs Bad Habit

Salsa Pony Rustler 27,5 plus e Cannondale Bad Habit 1 27,5 Plus

Ne resterà uno solo !!!! oppure no ?
Stay Tuned ...il meglio del Plus trail è a vostra completa disposizione per prove comparazioni e test vari!! quando volete!!!