I consigli dei nostri esperti per i viaggi in bici - L'intervista doppia (2/2)

Cosa serve per mettersi in viaggio? Una bicicletta, delle borse da Bikepacking e molto entusiasmo...certo, ma non solo! Se volete godere appieno delle gioie del viaggio e limitare le sofferenze che inevitabilmente si provano quando ci si lancia in avventure estreme, allora dovrete prepararvi estremamente bene. Calibrare bene ciò che bisogna portare, essere preparati per tutti i possibili scenari che incontrerete, senza però esagerare, così da rimanere leggeri e anche - diciamocelo - non azzerare del tutto il senso di avventura. I nostri esperti - Luca e Daniele - dopo averci raccontato le loro migliori storie di viaggio, condividono con voi in questa intervista i loro migliori consigli per aiutarvi a preparare al meglio il vostro prossimo viaggio in bicicletta.

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L'intervista doppia

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Quali sono gli accessori da avere sempre con se in un viaggio in bici? Qual'è la tua strategia di base per il bikepacking?

Luca

Avendo esperienze alpinistiche, il mio approccio è piuttosto minimale. Porto solo lo stretto necessario. al di là del peso del vestiario, che varia in base al luogo e al periodo in cui viaggio, oltre il materiale per riparare la bici e il kit di primo soccorso, non devono mancare un set impermeabile di qualità e l’intimo in merino.

Davide

Ognuno ha le sue esigenze e le sue priorita, per quanto mi riguarda gli accessori bikepacking devono essere prima di tutto impermeabili, non solamente water resistant, e poi devono essere pratici. Queste due caratteristiche sono per me essenziali perché' vivo sulla strada, magari se invece dovessi fare un breve viaggio qualche compromesso e' più' accettabile.

Consigli per prepararsi ad un viaggio in bici
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Se fai un viaggio in inverno o con temperature rigide cosa aggiungieresti alla tua attrezzatura di Bikepacking?

Luca

In inverno cambia, ovviamente il sacco a pelo (in Alaska ho usato un sacco per temperature fino a -50 gradi) e tutto l’abbigliamento. In climi estremi bisogna considerare anche la necessità di un fornelletto a benzina per sciogliere la neve e prepararsi il cibo e di altro materiale adatto.

Davide

Normalmente viaggio con un equipaggiamento che mi permette di affrontare le quattro stagioni, quando ero nelle Americhe ho cambiato il sacco a pelo in Sud America per le temperature piu' rigide della cordillera andina. In Bolivia nella sona del Salary di Uyuni le temperature la notte hanno toccato i -20C. Devo ammettere che sopporto con difficoltà il freddo e anche temperature sopra lo zero mi possono facilmente portare all'ipotermia con vento e acqua. Per le temperature fredde bisogna innanzitutto essere ben isolati dal terreno con un materassino con un coefficente R il piu' alto possibile e poi un buon sacco a pelo in piuma idrofobica. Un liner in materale apposito puo' innalzare la temperatura di comfort di un sacco a pelo di parecchi gradi.

Luca Bettinsoli ha affrontato tra le più dure gare invernali del mondo, sfidando i ghiacci della Finlandia e del grande nord americano.
Un piccolo incoraggiamento per affrontare in inverno dal nostro amico Davide Travelli.
Nel suo viaggio dall'Alaska alla Patagonia ha affrontato fredde le freede e desolate vette andine.
Luca Bettinsoli nei ghiacci della Finlandia
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Se invece fai un viaggio in estate o con temperature molto calde cosa cambieresti nel tuo equipaggiamento?

Luca

Oltre al vestiario adatto, aumento la capacità di trasporto di liquidi.

Davide

Come detto normalmente viaggio con un setup adatto alle quattro stagioni e cerco di essere pronto ad ogni situazione.

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Se fai un viaggio in un ambiente umido e piovoso che cosa non deve mancare nel tuo equipaggiamento da Bikepacking?

Luca

Ho sempre il materiale antipioggia con me e quello che c’è nelle borse è ulteriormente protetto da sacchetti in plastica.

Davide

Per la pioggia viaggio con un kit composto da giacca, pantaloni, copriscarpe e copriguanti in un materiale a tre strati come il piu' conosciuto goretex. Il mio kit è in materiale elite.

Davide ha viaggiato attraverso le foreste pluviali africane.
La pioggia africana è stata anche una sfida logistica per Davide
Una bicicletta, mille possibilità di equipaggiarla con borse
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Cosa consigli a qualcuno che vuole intraprendere il suo primo viaggio in bici e come lo motiveresti a farlo?

Luca

Di non vergognarsi nel raccontare il suo progetto e chiedere consigli, così come di affidarsi a persone preparate per pianificarlo.

Davide

Ci vuole poco per fare un viaggio in bici basta prendere un bici che già si ha e uno zaino in spalla (con una felpa, un sacco a pelo, qualche panino tonno e nutella) e partire alla volta di un bel posto dove passare la notte possibilmente in cima a una collina. Nelle belle giornate la tenda non e' nemmeno necessaria sopratutto qui in Europa dove non c'è' nessun pericolo che arriva dalla natura.


Vuoi avere dei consigli per trovare la bicicletta adatta a te e su come equipaggiare al meglio la tua bicicletta per il Bikepacking?

La nostra squadra di bikepackers

Concepire e organizzare grandi viaggi richiede molta attenzione. I nostri Bikepackers - Luca e Davide - non sono soltanto dei grandi atleti e amanti della bicicletta, bensì anche grandi esperti preparati per affrontare le condizioni più dure ed estremo, le insidie e le difficoltà, per poter godere al meglio dell'esperienza di un viaggio in bicicletta

Avventure in bicicletta con Davide Travelli

Davide travelli

Davide vive il bikepacking come uno stile di vita. Nel 2015 decide di fare un'esperienza di vita profonda e decide di percorrere la più lunga strada del mondo - la panamericana - dall'Alaska fino alla punta meridionale dell'america latina. Ma il suo spirito libero e la sua voglia di vagabondare lo spingono ad andare oltre... così Davide ha esteso il suo progetto e sta attraversando ancor'oggi il mondo in bicicletta toccando tutti i continenti.

LUCA BETTINSOLI

Luca è un grande specialista di bikepacking in condizioni estreme. Ha partecipato nel 2016 alla durissima corsa Rovaniemi300 tra i ghiacci e le nevi della Finlandia percorrendo 325Km in 3gg 21h 20' classificandosi secondo. Nel 2015 e nel 2016 ha partecipato e vinto la Grande Corsa Bianca tra le nevi dell'alta Valle Camonica, della Valtellina e della Val di Sole.

Avventure in bicicletta con Luca Bettinsoli

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Le migliori storie di viaggio dei testimonials di Bikecafe - L'intervista doppia (1/2)

Davide Travelli e Luca Bettinsoli sono i due testimonials di Bikecafe. Con la divisa di Bikecafe Davide sta girando il mondo e ha affrontato mille avventure in giro per le Americhe e l'Africa. Luca invece é un'agonista nato ed ha partecipato a tantissime gare estreme, soprattutto in condizioni di freddo estremo in mezzo alla neve. Noi gli abbiamo chiesto di raccontarci le loro avventure e loro molto gentilmente si sono dimostrati disponibili a rispondere alle nostre domande e a parlarci delle loro migliori storie di viaggio. Nella prossima intervista invece gli chiederemo consigli per organizzare il vostro prossimo viaggio in bicicletta e per imparare da loro i segreti dei professionisti del Bikepacking.

La nostra squadra di bikepackers

Vivere in bicicletta, viaggiare in bicicletta non è solo una modalità di viaggio, bensì una scelta profonda e uno stile di vita che permette di vivere mille avventure e di godere di mille incontri. Negli ultimi anni - con la maglietta di Bikecafe addosso - hanno girato il mondo e l'Italia vivendo tantissime avventure che condividono adesso con voi in questa intervista doppia.

Avventure in bicicletta con Davide Travelli

Davide travelli

Davide vive il bikepacking come uno stile di vita. Nel 2015 decide di fare un'esperienza di vita profonda e decide di percorrere la più lunga strada del mondo - la panamericana - dall'Alaska fino alla punta meridionale dell'america latina. Ma il suo spirito libero e la sua voglia di vagabondare lo spingono ad andare oltre... così Davide ha esteso il suo progetto e sta attraversando ancor'oggi il mondo in bicicletta toccando tutti i continenti.

LUCA BETTINSOLI

Luca è un grande specialista di bikepacking in condizioni estreme. Ha partecipato nel 2016 alla durissima corsa Rovaniemi300 tra i ghiacci e le nevi della Finlandia percorrendo 325Km in 3gg 21h 20' classificandosi secondo. Nel 2015 e nel 2016 ha partecipato e vinto la Grande Corsa Bianca tra le nevi dell'alta Valle Camonica, della Valtellina e della Val di Sole.

Avventure in bicicletta con Luca Bettinsoli
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L'intervista doppia

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Se dovessi descrivere in una frase l'esperienza e le emozioni che si vivono facendo un viaggio in bici...​
Luca

Credo che le emozioni di un viaggio fatto in bici siano come un tatuaggio sulla pelle. Un po’ di sofferenza mentre lo fai e un ricordo indelebile dentro te.

Davide

Viaggiare in bici ti fa sentire vivo e libero.

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Qual'è stato il tuo viaggio più lungo in bici?

Luca

In Italia è difficile scegliere un viaggio/esperienza che si possa definire migliore di altri. Ogni viaggio è lì, nella mi mente, dal tour cicloalpinistico del monte Bianco alle colline Toscane.

Davide

Ho fatto un solo un viaggio in bici che e' tutt'ora in divenire, quest'avventura e' iniziata nell'Agosto 2015, al momento ho completato le Americhe, l'Africa e parte dell'Europa. Ho attraversato 39 paesi e pedalato circa 59,000Km

Uno scorcio dei percorsi ghiacciati affrontati da Luca nelle sue gare estreme
Allestimento da Bikepacking nel negozio di Bikecafe
Gli scorci indimenticabili fotografati da Davide nel suo viaggio in Africa
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Qual'è il più bel giro, tour o viaggio in bici che hai fatto in Italia?

Luca

Il viaggio più lungo è stato in Mongolia nel 2011. Circa 1000km in 10gg dalle steppe meridionali, al Gobi e sù attraverso le montagne fino all’antica capitale Karakorum.

Davide

In Italia ho fatto solo un piccolo pezzo di viaggio ma sicuramente arrivare da amici in una frazione di Trento attraverso sentieri di bosco nell'oscurità della notte e sotto la pioggia battente e' stata una giornata divertente, la mattina ero partito da casa di un'altra amica.

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Qual'é stata la più bella esperienza o il più bell'incontro fatto durante un viaggio in bici?

Luca

Impossibile a dirsi... ogni viaggio è un’esperienza indimenticabile, con incontri che restano nel cuore del viaggiatore.

Davide

In oltre quatto anni di viaggio e' difficile estrapolare una singola esperienza o un singolo incontro, ogni giorno sull strada e' un'avventura diversa spesso fatta di incontri unici. Appena partito in Alaska sull Dalton Highway ho avuto un problema al ginocchio e campeggiando ho incontrato un cacciatore, un veterano del Vietnam a cui ho chiesto cosa gli aveva insegnato la sua esperienza con la guerra. Mi ha detto che in Vietnam ha capito che la paura di fare qualcosa e' più grande che farla. Penso proprio avesse ragione.

Avventure in bici in Africa

Ogni tanto durante un viaggio in bici bisogna spingere...

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Cosa consigli a qualcuno che vuole intraprendere il suo primo viaggio in bici e come lo motiveresti a farlo?

Luca

Di non vergognarsi nel raccontare il suo progetto e chiedere consigli, così come di affidarsi a persone preparate per pianificarlo.

Davide

Ci vuole poco per fare un viaggio in bici basta prendere un bici che già si ha e uno zaino in spalla (con una felpa, un sacco a pelo, qualche panino tonno e nutella) e partire alla volta di un bel posto dove passare la notte possibilmente in cima a una collina. Nelle belle giornate la tenda non e' nemmeno necessaria sopratutto qui in Europa dove non c'è' nessun pericolo che arriva dalla natura.

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I viaggi migliori iniziano proprio dentro casa con due borse...


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Cannondale Habit 2020 – La Nuova Trail bike di Cannondale

La Cannondale Habit 29” viene presentata con due varianti di telai uno in carbonio ed uno in alluminio, geometria progressiva, ruote da 29 pollici, pneumatici molto larghi e corsa anteriore e posteriore da 130 mm. La Cannondale Habit 2020 è dotata anche della geometria di risposta proporzionale di Cannondale, che rende questa bicicletta adattabile alla taglia di ogni ciclista.

Scopriamo la Cannondale Habit 2020 entry level in carbonio e capiamo cosa è cambiato nel telaio!

Come suggerisce il nome, la Habit Carbon 3 ha un telaio composito caratterizzato da un triangolo anteriore in carbonio e da un carro posteriore interamente in alluminio. Il telaio è elegante e ben lavorato. Nonostante il telaio in carbonio il peso complessivo della bicicletta non è comunque trascurabile. La Cannondale Habit Carbon 3 pesa oltre un chilo e mezzo. Nonostante ciò, rimane sicuramente più leggera rispetto alle competitor in alluminio presenti sul mercato delle trail bikes. La tecnologia “proportional size” di Cannondale permette di personalizzare il telaio a seconda del peso e dell’altezza del ciclista. In tal modo, i ciclisti più alti ottengono un supporto maggiore durante la pedalata e la salita, mentre i ciclisti più bassi possono godere di sospensioni più morbide che meglio si adattano alle asperità. Sulle misure più piccole, Cannondale ha anche abbassato l'altezza del movimento centrale e montato ruote da 27,5”, anche se è ancora possibile montare pneumatici da 27,5” o più grandi per tutte le dimensioni.

La nostra prova su strada - sterrata - della Cannondale Habit 2020
La Cannondale Habit 1 2020
Il triangolo posteriore della Cannondale Habit 3 2020

Per quale scopi è stata sviluppata la Cannondale Habit?

Tradizionalmente la Cannondale Habit ha sempre avuto un design a sospensione a perno singolo, ma a partire dalla nuova Habit 2019 è stato introdotto un design a quattro leve con un perno di collegamento Horst sul fodero orizzontale. Inoltre, il posteriore da 130mm offre un buon supporto anche se alla prova su strada sembra essere un po' lento nel rispondere alle asperità. All’anteriore la sospensione è su tutti i modelli da 130mm ed offre il giusto compromesso tra sostegno in discesa e rigidità in salita. Per quanto riguarda la componentistica la scelta su tutti i modelli è caduta su trasmissioni monocorona ad 11 o 12 rapporti, dischi da almeno 180mm e cerchi tubeless ready. Inoltre, già dagli allestimenti intermedi, la Cannondale Habit è dotata di gomme maxxis di ottima qualità e reggisella telescopici con passaggi dei fili integrati nel telaio. Per quanto riguarda i colori, Cannondale ha optato per un modello per colore, come quasi per tutta la gamma. Grazie alla geometria e alla maneggevolezza avrebbe potuto facilmente tenere il passo con le nostre bici da Xc, il gap perso in salita avrebbe potuto tranquillamente recuperarlo in discesa grazie alla maggiore escursione ed alle gomme di dimensioni più generose. Il telaio in carbonio Habit ha una buona rigidità e come tale la bici è agile e reattiva. Anche la posizione in fuori dalla sella è davvero buona, la sensazione di guida è di essere sempre centrato sulla bici. In combinazione con il movimento centrale piuttosto basso, vi permetterà di far girare la Cannondale Habit anche negli angoli più stretti senza allargare la traiettoria.

Cannondale Habit Trail Bike

In definitiva perché scegliere la Cannondale Habit 2020?

La Cannondale Habit sembra una bici da enduro ed allo stesso tempo un Xc. Non è così efficiente come una mountain bike da enduro ma può essere un buon compromesso per coloro che preferiscono salire in bici e poi divertirsi a scendere. Il vantaggio di acquistare la Cannondale Habit è di sicuro la freschezza del progetto che porta una ventata di novità nella gamma full trail della casa statunitense, geometrie nuove e soluzioni tecniche all’avanguardia la rendono davvero appetibile per chi sta pensando ad acquistare una full tuttofare che permetta grandi pedalate e grandi discese. In base agli allestimenti ed alla spesa può essere più o meno improntata per un utilizzo xc o enduristico ma le geometrie della Habit sono perfettamente in grado di sposare entrambe le cause.

Cannondale habit carbon 2

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Mtb-Enduro in discesa


Scopri tutte le mtb da enduro di Cannondale


Scott Addict gravel 2018


Scopri tutti i modelli di Cannondale Habit

Scopriamo le nuove Saracen mtb dal Gravity al Down Country

Saracen mtb dal Gravity al Down Country

Saracen mtb è un marchio inglese, specializzato in Mountain Bike che l'anno scorso è diventato noto anche da noi per aver preso nel suo team DH il fortissimo rider inglese Danny Hart, già campione del mondo.

La gamma di biciclette è ampia, ma quello che apprezziamo di questa azienda è che non ci sono molteplici allestimenti, ma pochi, a volte solo un modello completo, dal rapporto qualità-prezzo ottimo, in alternativa esiste il modulo telaio, da montare su misura.

Dalla vasta gamma di Mtb e Gravel Saracen abbiamo selezionato per voi alcuni modelli che spiccano per qualità e ottimo prezzo e molta sostanza, vediamoli insieme.

Downhill

Tutta nuova la gamma Downhill Saracen, che comprende ben 4 modelli, di cui il modello di punta la Mist Team è declinata su due piattaforme diverse, con ruote da 29 pollici e da 27,5, in modo da poter scegliere la mtb più adatta al proprio stile di guida.

Scopri l'esclusiva Mist 29 in versione Team replica, non ha bisogno di nulla per gareggiare in Downhill: SARACEN MYST Team 29 Factory bike

Enduro

L'arma da Enduro Saracen è la Ariel in carbonio, la full con escursione 170 mm performante e testata in EWS. Ruote da 27,5 per la massima maneggevolezza, disponibile con montaggio al top in questa versione: SARACEN ARIEL LT

Cross Contry aggressivo

Due mtb spiccano in questa categoria che sta vedendo i marchi più innovativi (come Yeti e Kona) reinventare le classiche Xc in chiave più discesistica e divertente, Saracen lo ha fatto con la Zenith Carbon, front e la Full Traverse Team.

Guarda SARACEN ZENITH CARBON 29 Trailbike

L'idea di base è quella di prendere le classiche mtb XC e pimparle per renderle più aggressive con:

Forcella Fox 34 da 120 mm, più rigida, precisa e con quei due centimetri di escursione che in discesa fanno la differenza; Reggisella telescopico, fondamentale per essere più sicuri e veloci su tutte le discese abbassando il baricentro e aumentando la trazione; cerchi a canale più lago e gomme generose, differenziate tra anteriore aggressivo e posteriore scorrevole (le stesse modifiche che fanno i biker più esperti!); angolo di sterzo più aperto, tubo sterzo corto per un assetto molto aggressivo, carro corto per una maggiore  stabilità e maneggevolezza nel tecnico.

Scopri la SARACEN TRAVERSE ELITE 29 Trailbike

Dirt Jump e Bmx

Finalmente disponibili le biciclette per cominciare ad affinare la tecnica di guida in fuoristrada!

saracen amplitude cr2 dirt jumpgravelBen 5 modelli disponibili tra Dirt e Bmx per i nostri piccoli rider, per imparare a saltare, a curvare e dare il massimo ripetendo allo sfinimento i movimenti che poi diventeranno naturali ed automatici, sia che si diventi un Downhiller o un Endurista.

Scopri la SARACEN AMPLITUDE AL TEAM DIRT JUMP

Gravel

Due famiglie di Gravel Bike in casa saracen, la più tradizionale Hack, con ruote da 700c e la nuovissima e innovativa Levarg (leggetelo al contrario..) con ruote da 650b e anche forcella ammortizzata e reggisella telescopico, per affrontare i Trail più lunghi e insidiosi!

La nuova Cannondale HABIT 29

HABIT 29 from Cannondale

La Habit 29 è pronta per lanciarsi sui trail.

Grazie al manubrio largo, all'attacco manubrio corto, ai freni potenti, alla trasmissione 1x e al reggisella telescopico, avrai sempre il totale controllo per tutto il tuo percorso.

L'innovativo design delle sospensioni e la cinematica ottimizzata per tutti rendono la Habit una bicicletta adatta a ciclisti di qualsiasi statura.

La configurazione del giunto della sospensione per ogni misura di bicicletta è creata sulla base dei dati specifici riguardanti il centro di gravità (COG).

In questo modo ciascun ciclista può godersi le performance ottimizzate della sospensione durante la frenata e un’efficienza di pedalata migliorata.

La Proportional Response (Risposta proporzionale) rende ancora più unica la Habit, per un maggior controllo, migliore efficienza e un divertimento senza fine.

Per chi cerca sempre di superarsi, l’Ai è come un Boost. Ma decisamente migliore.

L’Ai consente alla Habit 29 di sfruttare i foderi bassi da 435 mm, più agili e performanti in curva, lasciando agli pneumatici lo spazio di cui hanno bisogno senza influire sulla rigidità della bici.

 

Grazie all'angolo di 66 gradi del tubo sterzo e all'angolo accentuato del tubo verticale, sulla Habit 29 sei sempre nella posizione perfetta per affrontare le salite su trail, mentre la sella bassa è ideale per lanciarsi in discesa.

Possibilità di utilizzare 27,5 plus con il sistema flip chip

Giunti in alu due pezzi, sospensioni più morbide e fluide

passaggio cavi flessibile e personalizzabile , per una pulizia di linee totale in ogni tipo di montaggio

Protezioni in gomma ovunque per una tranquillità di guida su ogni terreno

ecco i modelli 2019 dal nostro shop

https://testnew.bikecafe.org/prodotto/cannondale-habit-1-carbon-2019/

https://testnew.bikecafe.org/prodotto/cannondale-habit-carbon-2-2019/

https://testnew.bikecafe.org/prodotto/cannondale-habit-carbon-3-2019/

https://testnew.bikecafe.org/prodotto/cannondale-habit-4-2019/

ed ecco le geometrie

CANNONDALE Scalpel SI Carbon SE 2018; un occhio al trail!

CANNONDALE Scalpel SI Carbon SE 2018

La nuova Cannondale Scalpel Si Carbon se è costruita per l’XXC!

La versione SE strizza l’occhio al mondo trail con corse più lunghe da 115 mm e 120 mm e copertoni più larghi da 2.4 e 2.25 pollici.

I PERCORSI XC DI OGGI SONO MOLTO PIÙ TECNICI ED IMPEGNATIVI DI UNA VOLTA, CON SEZIONI MOLTO SIMILI AL DH.

PER QUESTI CIRCUITI NON SERVE UNA BICICLETTA, MA UN’ARMA. UN’ARMA ULTRALEGGERA E RIGIDA, MA PROGETTATA PER OFFRIRE MOLTE ALTRE PRESTAZIONI IN PIÙ.

PER QUELLA X IN PIÙ.

QUESTO È ESATTAMENTE IL MOTIVO PER CUI E’ STATA COSTRUITA LA SCALPEL-Si SOLO PER IL XC.

dai un occhiata alle caratteristiche ed ai prezzi

https://testnew.bikecafe.org/prodotto/cannondale-scalpel-si-carbon-2-2018/

Scott Genius 2018 - prime impressioni

La nuova Trail/all mountain

Friburgo – Siamo stati alla presentazione del modello 2018 della nuova Scott Genius.
Questa bici è nata per rappresentare l’essenza della Mtb perché è in grado di offrire il miglior compromesso tra prestazioni in salita e in discesa.
La versione 2018 presenta numerose novità, fra le quali spicca la possibilità di montare sia ruote da 29″ che da 27,5″,

La Scott Genius 2018 è ancora la bici per il trail riding ed è adatta a salite tecniche, percorsi flow e, anche cose decisamente più impegnative

 

La geometria è stata rivista per migliorare il feeling nella guida pur mantenendo la sua proverbiale versatilità con il sistema TwinLoc, e lo schema derivato da Spark ... che permette di variare le sospensioni e quindi il carattere della bici.

la nuova Genius offre ora anche la possibilità di scegliere tra il diametro ruota 29″ con sezione fino a 2.6″ oppure 27,5 ” con sezione da 2,5″ a 2,8″.

La nuova Scott Genius rappresenta in questo momento una delle trail bike più versatili e performanti con ben 7 versioni differenti, adatte a tutte le tasche ed esigenze.
Il peso dichiarato per la Genius 700 Ultimate è di 11.7 kg, per la 700 Tuned di 12.1 kg e per la 900 Tuned 12.4 kg.
I prezzi al pubblico variano dai 4.500 euro sino ai 7.699 per la versione Tuned, e 9.999 per la regina Ultimate quindi siamo a livelli molto interessanti

 

In conclusione…
Scott la definisce una trail bike, noi, invece, la definiremmo una bici globale, aggressiva e capace di tramutarsi in un attimo in una trail grazie al doppio blocco delle sospensioni e di modificare il suo carattere grazie alla possibilità di scegliere il diametro ruota.
In salita è in grado di esprimere performance da bici quasi xc, scattante e reattiva unita a grande sicurezza e feeling in discesa.
La Scott Genius è un vero OMNITERRA, ancor più della precedente versione.

a breve panoramica sui modelli

 

Che sfida alla Indian Pacific Wheel Race

Che sfida ragazzi!!!
In nessun'altra ultraendurance senza supporto si era assistito ad un testa a testa come questo!
Il ritmo è impressionante...circa 2000 km nei primi 4 giorni!!!
Del resto qui troviamo i  mostri sacri di questa disciplina:
Kristof Allegaert, Mike Hall e Sarah Hammond
Per chi non li conoscesse Mike deteneva il record del giro del mondo in solitaria, il recor della Trans America Bike Race e del Tour Divide...ed è l'ideatore e diabolico direttore della Transcontinental Race;
Kristof Allegaert ha vinto tutte le edizioni della Transcontinental race a cui ha partecipato e l'anno scorso ha vinto la Red Bull Trans Siberian Extreme da 9000 km!
Sarah Hammond non ha il curriculum dei primi 2 ma alla Trans America bike race ha fatto capire di che pasta era fatta andando nelle primissime posizioni per la prima metà della corsa...qui sembra stia amministrando meglio senza fare quelli che forse in America sono stati "errori di gioventù" legati alla mancanza di esperienza su distanze così lunghe.
Insomma in genere sono abituati a partire, prendere il largo e vincere con centinaia di km di vantaggio sul secondo.

Nel momento in cui scriviamo siamo ormai al 7° giorno, Allegart ha superato i 3000 km e davanti sono rimasti in 3...3 mostri...e il terzo...è una donna! La grandissima Sarah Hammond!!!
Questa sembra sia la situazione:
Kristof Allegaert davanti controlla...è una macchina da guerra computerizzata...pedala 20-24 ore e ne riposa 4...regolare...poi si ferma alle gas station rilascia interviste, mangia gelati e fa fotografie con gli australiani che ormai scendono in strada affascinati da questa incredibile corsa;
Mike Hall che segue ad un centinaio di km, lui che non si è mai trovato nella situazione di inseguire, e forse per questo sembra un pò più al limite...naif si potrebbe dire...si ferma ormai solo quando ha le allucinazioni! Qualche giorno fa si è fermato dopo 36 ore consecutive...certo la pausa di 5 minuti per mangiare la fa anche lui.
Sarah Hammond eccezionale al terzo posto! Ormai ha staccato i 2 ometti che pedalavano con lei fino a ieri...sembra tranquilla, pedala forte e dorme poco...questo è il segreto. Ormai sta diventando un mito e si parla del "purple dot" il puntino viola che la rappresenta sulla mappa...stanno nascendo gruppi e fanclub del purple dot.

Spero in un finale scoppiettante per cui anche se il mio favorito è il Belga in testa, tifo per un recupero di Hall e soprattutto della Hammond per vedere cosa saranno capaci di fare negli ultimi 1000 km.

Onore a tutti gli eroi che stanno affrontando questa durissima sfida nel continente australiano!

stay tuned

Indian Pacific Wheel Race

Tra poche ore partirà la Indian Pacific Wheel Race, un'incredibile gara, perchè si tratta di una gara a tutti gli effetti, che attraverserà il continente australiano da Pert a Sydney in un percorso lungo 5300 km per 29.000 m di dislivello.

indian pacific wheel race
Al via ci saranno praticamente tutti i più forti "superman" delle gare unsupported...ne mancano giusto un paio...ma sarà avvincente la sfida tra i 2 mostri sacri dell'ambiente... Allegart Vs Hall.

indian pacific wheel race

Si tratta di 2 veri record-man, Mike Hall recordman sul giro del mondo in solitaria, nella Trans America senza supporto e nel Tour Divide, mentre Kristof Allegart è il record-man della Transcontinental Race, guarda un pò gara inventata e diretta da Mike Hall, e della Transiberiana...insomma, due mostri sacri!

indian pacific wheel race

Dalla foto che ritrae il super favorito Allegart si può notare il suo equipaggiamento estremamente "minimal".

Ma non saranno da soli perchè al via ci sarà il padrone di casa e vincitore della Trans America di 2 anni fa Jesse Carlsson ed il fortissimo atleta greco Steffen Streich.

Bella lotta anche tra le donne dove la mitica italiana d'adozione Juliana Buring se la vedrà con la fortissima padrona di casa Sarah Hammond

indian pacific wheel raceSarà presente anche l'amico pinerolese Piero Rivoira!

Seguiremo con molta attenzione l'evolvere della gara.

indian pacific wheel race
Se volete seguirla in diretta questo è il link per farlo
https://indianpacificwheelrace.maprogress.com/?embed=yes

ORTLIEB BIKEPACKING...di ritorno dal Volterra Trail

E' stato un week end eccezionale quello trascorso a pedalare nello spettacolare scenario delle colline toscane intorno a Volterra.

Il nostro Bikecafe Adventure Club si è buttato a capofitto in quest'avventura, per molti la prima in modalità "unsupported", spinti dai consigli del nostro Andrea e dai suoi racconti della passata edizione. Quando si sentono parole come "avventura, spirito di libertà, paesaggi mozzafiato, colline toscane, cibo-birra-vino toscani e ottima compagnia di amici" ci si convince in fretta, anche se alla fine si tratta pur sempre di percorrere 220 km con quasi 6000 m di dislivello in mtb e senza assistenza alcuna.

Il tempo è stato perfetto, fresco al mattino e non eccessivamente caldo nelle ore centrali, il percorso molto duro e vario, fatto di strappi al limite della pedalata quanto di ascese morbide e regolari, discese tecniche ed altre veloci di terra battuta.

Nella prima giornata le verdissime e dolci colline si alternavano con i bellissimi borghi medioevali, primo su tutti San Gimignano, con le sue famosissime torri e con uno dei gelati più buoni del mondo, soprattutto se mangiato alle 4 del pomeriggio dopo aver pedalato per 6 ore sotto il sole.

Ognuno ha preso il suo passo, come succede di solito in questi trail, si sono formati dei gruppetti e tutti ci siamo ritrovati al km 122 in un bellissimo agriturismo in cui ci siamo seduti a tavola per la cena innaffiata con tantissima birra e dell'ottimo vino e a seguire un gran bella dormita ristoratrice.

La mattina seguente dopo l'abbondante colazione via a guadare un fiume dall'acqua gelida, così da dare il buongiorno a quest'altra giornata di fatica e di ammirazione del paesaggio.

Le salite si susseguono, più regolari del giorno precedente, fino ad arrivare ai piedi dell'ultima fatica di giornata, l'ascesa a Volterra...10 km sotto il sole e senza un goccio d'acqua...forse la fatica più grande della giornata è stata resistere alle crisi di sete dovute alla mancanza di strutture e fontane incontrate lungo il percorso...l'unica che c'era negli ultimi 50 km l'abbiamo volata senza vederla.

Chi più, chi meno stanco, siamo arrivati all'arrivo con il sorriso sulle labbra, la meraviglia negli occhi e la soddisfazione di avercela fatta.

I complimenti vanno agli organizzatori di questo bellissimo trail, in primis l'amico Gianni Gazzarri!

Per l'occasione il nostro Andrea ha testato l'ultima delle novità in tema di bikepacking, la borsa sottosella della famosissima ditta tedesca, leader mondiale nel settore borse da viaggio, ORTLIEB, precisamente il modello  SEAT-PACK BIKEPACKING.

ortlieb seat packQueste le sue impressioni:

La borsa si presenta molto bene, con un tessuto impermeabile ma al tempo stesso "morbido", mi aspettavo un tessuto più "rigido"...sicuramente meglio così.

Il montaggio riprende l'ormai classico "2 cinghie sul reggisella e 2 passanti sotto il carrello della sella", in questo caso le cinghie si sono rivelate molto robuste e "ben rivestite", sono di un materiale gommoso che non rovina il telaio ed il reggisella...in genere le cinghie sono in materiali ruvidi e resistenti che però, purtroppo, tendo a grattare il materiale su cui sono legate, queste invece sono meno aggressive...unico appunto sulla lunghezza delle cinghie...vanno benissimo per reggisella tondi ma meno per quelli ovali, tipici delle bici da corsa di alta gamma, in cui arrivano proprio al limite del velcro...per le mtb nessun problema, per le bdc con reggisella a sezione ovale bisogna misurare bene la circonferenza...al max si fa fare una "prolunga" sulla cinghia ;-).

La borsa ha una "struttura interna" nella parte anteriore, per intenderci quella che sta a contatto con il reggisella, che la mantiene bella ferma in pedalata, situazione superata a pieni voti...non l'ho mai sentita muoversi pedalando fuori sella ed anche nelle discese più tecniche non ho avvertito la sua presenza.

Ma forse la qualità che ho preferito è stata la possibilità di "buttare tutto dentro", anche con la borsa montata sulla bici, e di richiudere la sacca semplicemente aprendo la valvola del sottovuoto, facendo uscire tutta l'aria arrotolando la sacca e richiudendo la valvola stessa una volta compressa la sacca.

Semplice, veloce ed efficace.

Capienza? Per me persino troppo capiente...io non la riempirei mai tutta per evitare di avere ingombri troppo importanti...l'importante è l'essenziale no?! ...e l'essenziale è poco 😉

Ottimo prodotto 😉