Moots Routt ESC - La review di Luca Bettinsoli

Premetto che sono un amante del titanio. Possiedo un paio di bici in questo materiale e ritengo che la semplicità e la pulizia di questi telai abbiano un fascino che, negli anni, non stanca mai.

La premessa era necessaria, prima di parlare della nuova Moots Routt ESC, l’ultima creatura del mitico Brand di Steamboat Springs. Una bici che la casa americana colloca nel Gravel, anche se a tutti gli effetti si tratta di una mtb (il telaio ospita ruote fino a 29”x2,40”) adatta per viaggiare in lungo e in largo per il mondo, ma anche per qualche giorno in giro non lontano da casa.

moots routt esc - luca bettinsoli 07Rispetto agli altri telai Moots, questo è equipaggiato con forcella in Titanio, mentre le possibilità di personalizzazione sono le solite proposte.

Nella configurazione neo retro che sto usando, di cui trovate le specifiche sul sito, spiccano le parti cromate, fra cui i freni meccanici Paul Components e la guarnitura White Industries che meriterebbero un capitolo a sè.

E’ una bici che non si può non notare e nei primi giri, sono stato fermato spesso da ciclisti curiosi che mi chiedevano info su questo “bolide”. L’eleganza delle proporzioni e la qualità delle saldature lasciano senza fiato.

Per meglio adattarla alle mie abitudini, ho sostituito la sella brooks VìB17 con una Cambium ed ho tubelessizzato le gomme. Il cerchio, forse per il trattamento di cromatura necessita di qualche accortezza in più, come l’uso di un nastro telato prima di montare il classico rim tape.

In queste tre settimane ho pedalato su vari percorsi, con fondi il più possibile diversi, in modo da metterla il più possibile alla prova.

Comodità

E’ una bici comoda (nasce per viaggiare) e le geometrie esaltano le caratteristiche del titanio.

Il manubrio drop offre la possibilità di variare la presa per non stancare troppo braccia e schiena, per cui le ore in sella volano senza particolari problemi sia su asfalto che su sterrato.

La trasmissione con la corona da 38T e la cassetta shimano XT da 12 pignoni offre un range di rapporti che permettono di viaggiare veloci e, all’occorrenza, non affaticarsi troppo in salita.

Precisione di guida

E chi l’ha detto che una bici comoda non possa essere precisa?

Il dubbio principale mi veniva dalla forcella in titanio, che sebbene sia realizzata con tubazioni di diametro generoso, temevo potesse flettere un po’.

I dubbi sono spariti alla prima discesa, in cui si è dimostrata veramente stabile e precisa.

Sul veloce scorrevole la sensazione di sicurezza, anche grazie ai freni (mai provato un sistema meccanico che fosse all’altezza di un idraulico, prima d’ora) che permettono di regolare la velocità senza affaticare le mani, è incredibile.

Ma è sul tecnico che questa bici mi ha stupito.

Amo fare mountain bike e nei miei giri intorno a casa, un po’ di single track non può mai mancare. Le gomme da 2,4 tubeless portate alla giusta pressione aiutano ad ammortizzare gli ostacoli e la stabilità e la precisione della forcella, aiutano a mantenere la traiettoria ottimale senza rischiare troppo.

C’è sempre un buon margine di sicurezza senza rinunciare al divertimento.

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In sintesi

Una bici polivalente, ideale da caricare come un mulo e farsi il viaggio della vita, ma anche per il giro in pausa pranzo o di fine giornata, quel giro che ti raddrizza anche la più storta delle giornate.Ok, il prezzo è importante, ma non costa più di altre top bike che a mio avviso hanno molto meno fascino.

Con ruote più leggere non sfigura nemmeno nel Gravel, ma, ricordate, LA BICI TOTALE NON ESISTE.


Chi è Luca Bettinsoli

Usiamo le sue parole: "Nel 2006, durante un'escursione con degli amici, nasce il mio amore per il ciclismo e la MTB e da allora non sono più sceso dalla bici, con cui ho viaggiato dalle nostre Alpi ai deserti del Sahara e del Gobi, da Santiago de Compostela all'Atlante Marocchino, fino alle terre selvagge della Lapponia e dell'Alaska."

Sito ufficiale: www.lucabettinsoli.com

Leggi la nostra intervista a Luca Bettinsoli ed a Davide Travelli, altro grande viaggiatore a due ruote!


[display-linked-products title="Le altre Moots nel nostro shop" titleintest="4" modello="NOT-routt"]

Genesis Longitude l'avventura secondo Davide Travelli

Quale poteva essere il mezzo scelto da Davide, uno che di viaggi ne mastica abbastanza? risposta la genesis Longitude!

Ha viaggiato attraverso America, Africa, Asia ed Europa, e non ha alcuna intenzione di fermarsi

Il suo è uno stile assolutamente UNSUPPORTED!

Puoi seguire le avventure di Davide su:

Caratteristiche della Genesis Longitude

Genesis ha scelto di utilizzare la piattaforma 27.5+, completamente rigida (compatibile 29") che offre tutta una serie di vantaggi: stesso volume d'aria della configurazione 29+ ma in una versione più leggera (cerchio, pneumatico e camera d'aria), accelerazione più rapida, manovrabilità superiore che si adatta a una gamma più ampia di persone, specialmente all'estremità inferiore dello spettro delle taglie, senza sacrificare geometria o standover.

La robusta trasmissione Shimano Deore 2x10 ti porterà, a pieno carico, negli angoli più remoti del mondo e Trailblazer WTB da 2,8", efficienti e veloci, sono pronti per la conversione tubeless.

Genesis ha persino fornito la bici di una coppia di eccellenti cage Gorilla di Free Parable, che ti consentono di trasportare praticamente qualsiasi cosa (limite di 1,5 kg) che si adatti alla loro culla estremamente regolabile.

Ecco le impressioni di Davide

La Genesis Longitude è una bici divertente, semplice, pronta per avventure piccole e grandi. Mi ha accompagnato nel mio giro del mondo sin dal mio arrivo in Sudafrica e continua ad accompagnarmi tutt’ora, nel mezzo oltre 39,000Km pedalati a temperature che spaziano dai -15 del nord Europa ai 51 del Sudan.

Le coperture plus da 2.8” la rendono molto comoda e confortevole nei percorsi sterrati soprattutto con ghiaia e sabbia o pietre sciolte. È tubeless ready consentendo di pedalare a pressioni molto più basse e quindi ancora più comodità dimenticandosi delle forature.

Per chi la utilizza per viaggiare come faccio io è importante avere una quantità abbondante di occhielli dove poter montare facilmente portapacchi e/o anything cage sia in modalità cicloturismo classico che bikepacking.

[display-linked-products title="Disponibili ora da noi!"]

 

Avventure in bicicletta con Davide Travelli

Davide travelli

Davide vive il bikepacking come uno stile di vita. Nel 2015 decide di fare un'esperienza di vita profonda e decide di percorrere la più lunga strada del mondo - la panamericana - dall'Alaska fino alla punta meridionale dell'america latina. Ma il suo spirito libero e la sua voglia di vagabondare lo spingono ad andare oltre... così Davide ha esteso il suo progetto e sta attraversando ancor'oggi il mondo in bicicletta toccando tutti i continenti.






























Come scegliere la tua Gravel per fasce di prezzo

Aggiornato Ottobre 2021

Panoramica sull'offerta Gravel

Ormai la scelta di una bicicletta gravel è diventata una vera impresa. Non si tratta solo più di prendere la classica bicicletta con i freni a disco e ruote maggiorate , ma si sono create scuole di pensiero, categorie e  sottocategorie, poi influenzate dalla fascia di prezzo Ecco quindi che avremo gravel più o meno economiche, da lunghi trail o da uscite in giornata, sportive o da viaggio, pesanti o leggere, sportive o rilassanti...insomma , chi più ne ha più ne metta. Ecco allora che abbiamo pensato di fare una breve analisi di ciò che offre il mercato, suddiviso per budget di spesa, all'interno dei quali evidenzieremo le varie categorie di bici. Prima di partire un omaggio alla bici che per noi è talmente top da essere considerata “hors categorie” solo per palati fini ed amanti del nobilissimo Titanio…la MOOTS Routt ybb che potete vedere qui sopra ….date un occhiata e sognate

Fascia economica fino a 1.500 euro

  1. Gt Grade
  2. Genesis CDA
  3. Cannondale Topstone
  4. Scott Speedster
[display-linked-products title="Alcune proposte fino a 1.500 euro" titleintest="3" display="table" limit=9 randomize="false" pricemin="1000" pricemax="1501"] ultimamente le case si sono sbizzarrite anche in questo segmento, portando sul mercato prodotti di livello.

Fascia economica fino a 2.500 euro

  1. Genesis Vagabond
  2. Genesis Croix de fer
  3. Rondo Ruut
[display-linked-products title="Alcune proposte fino a 2.500 euro" titleintest="3" display="table" limit=9 randomize="false" pricemin="1500" pricemax="2501"] Entriamo in un settore di spesa dove già possiamo pensare a quelche cosa in carbonio, e quel qualcosa può essere esemplificato alla perfezione da due modelli

Fascia alta oltre i  3.500 euro

Entriamo nel mondo dei sogni, dove si può spaziare a scelta ed in base alle proprie tasche : qui ci sentiamo di indicare 4 modelli
  1. Cannondale Topstone
  2. 3T Exploro
  3. Cervelo Aspero
  4. Santa Cruz Stigmata
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Fascia alta Hors Categorie

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Analisi Biomeccanica del ciclista

Il ciclismo, in tutte le sue forme e con tutte le sue discipline, è un’attività sportiva che coinvolge un elevato numero di partecipanti, sia a livello amatoriale sia a livello competitivo.

Il ciclismo è da sempre sinonimo di libertà, di viaggio, di spostamento all’aria aperta, in tutte le sue molteplici discipline. Viste queste caratteristiche è fondamentale, quindi, specializzare la valutazione funzionale del ciclismo per ogni singola disciplina, conoscendo le peculiarità e i connotati di ognuna.

La valutazione posturale funzionale del ciclista e l’analisi biomeccanica del gesto della pedalata vengono spesso semplificate con il termine “bike fitting”, espressione che identifica una serie di procedure che individuano un processo dettagliato di valutazione dei requisiti fisici e di prestazione del ciclista, mediante il quale si procede ad un aggiustamento della bicicletta al fine di andare incontro alle necessità e agli obiettivi dell’atleta.

Queste procedure, che nacquero tempo addietro con metodi e formule empiriche e si svilupparono via via in maniera più scientifica, possono influenzare la percezione del comfort da parte del ciclista e sono molto richieste sia per scongiurare gli infortuni sia per migliorare l’espressione di potenza.

Grazie alla sua partnership con Rhevo Cycling, Bikecafe ti offre il meglio dell'analisi biomeccanica direttamente presso la sua sede, a condizioni molto vantaggiose!

Il Bike fitting nel corso degli anni

Negli ultimi 10 – 15 anni il “bike fitting” ha visto un’importante evoluzione delle metodiche e delle idee applicate, passando da metodologie di misurazione analogiche a quelle di analisi in 2D e poi in 3D del movimento, sensori inerziali, sensori di mappatura delle pressioni, elettromiografia e molto altro, rendendo più scientifico un approccio che inizialmente era basato soprattutto sull’intuito e sull’esperienza dell’operatore.

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Alcuni suggerimenti

In funzione dei principi che vogliamo divulgare e delle raccomandazioni che hanno una finalità pratica e logica per tutti gli utenti, più che numerica e scientifica, possiamo elencare alcuni punti di vista che trovano riscontro anche nelle misurazioni effettuate sul campo e nella bibliografia specifica internazionale:

Questa breve serie di riflessioni apre la visuale verso la professionalità dei singoli operatori che, attraverso una necessaria lunga esperienza di valutazione del ciclista e un imprescindibile percorso di studi accademico, potranno intraprendere il campo della valutazione biomeccanica del sistema ciclista-bicicletta.

aggiustamenti dopo analisi biomeccanica

I dettagli contano

“La differenza tra qualcosa di buono e qualcosa di grande è l’attenzione ai dettagli” , disse il Pastore evangelico cristiano Charles R. Swindoll durante una trasmissione radiofonica texana. Il caro Charles, purtroppo, non credo si inspirasse allo studio e all’analisi della biomeccanica del ciclismo, mentre predicava queste parole. Un vero peccato, perché calzerebbero a pennello.

L’importanza delle piccole differenze di assetto in biciletta sulla qualità della prestazione ciclistica sono confermate in molti valori che confermano come una tecnica migliore consente di determinare un quantitativo di forza maggiore, rispetto a quella generabile con una scadente. Piccoli cambiamenti nell’altezza sella modificano sostanzialmente l’efficienza della pedalata, suggerendo quindi che i processi di “bike fitting” dovrebbero essere presi in considerazione negli approfondimenti che riguardano l’efficienza della pedalata e i parametri fisiologici, metabolici e biomeccanici ad essa correlati.

Buone abitudini per ottimi risultati

Per collocare correttamente in sella un ciclista è necessario capire chi si ha di fronte. Esistono fattori non modificabili come età, altezza, peso, sesso, infortuni pregressi, e fattori modificabili come le abitudini di allenamento, lo stile di vita, il carattere, fondamentali per capire quale potrà essere la strategia migliore per l’assetto in bici.
Inoltre, a mio modo di vedere,  importantissimo conoscere alcune informazioni rilevanti sulle abitudini e sul tipo di allenamento, per esempio quali i suoi obiettivi a breve e lungo termine, quante ore dedica all’allenamento, quante sedute svolge mediamente in una settimana e come, ma anche conoscere la tipologia di competizione, ammesso che decida di prendere parte a competizioni.

Come si svolge un test di valutazione biomeccanica nel centro B.A.S.S. ?

Un test di “bike fitting” ha una durata media di 60-90 minuti. 

In primo luogo verranno rilevate alcune misure utili della bici del cliente, in modo da partire da una base di dati.
Il test vero e proprio ha inizio con una valutazione posturale approfondita del ciclista, giù dalla bici. Questa fase è importantissima perché permetterà di analizzare ogni singolo distretto corporeo, di valutare la postura, gli atteggiamenti errati, le tensioni muscolo-scheletriche, i disequilibri, le asimmetrie, ma anche di conoscere la storia, le esperienze, le abitudini dell’atleta.

Appoggio plantare, articolazione tibio-tarsica, articolazione femoro-rotulea, articolazione coxo femorale, colonna vertebrale divisa in diversi segmenti, articolazione scapolo omerale, catene cinetiche muscolari, verranno approfondite singolarmente e in maniera simultanea tra loro.

Si passerà poi al test in bici, durante il quale verranno apportate le necessarie modifiche alla posizione e ai componenti del connubio bici – ciclista, al fine di ottenere la posizione che più si addice all’atleta.

Le misure modificabili durante una valutazione sono:

La combinazione ideale di queste misure permette al ciclista di avere meno restrizioni possibile durante il gesto della pedalata.

Verranno anche elaborate delle considerazioni pratiche e dei consigli utili, per aiutare l’atleta nel proprio percorso di sviluppo e miglioramento posturale, sia in bici sia durante la vita di tutti i giorni.

Al termine del test verrà rilasciato un fascicolo personale, contente tutti i dati, tutte le misure dettagliate e tutte le informazioni riguardanti il ciclista.

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Leggi l'intervista a Giorgio su Biomeccanica e Ciclismo

I manubri Jones da bikepacking

Scegliere l’assetto migliore per viaggiare in Bikepacking è essenziale per pedalare comodi. Il manubrio è fondamentale, per non avere problemi alla parte superiore del corpo e non stancare le mani. Vi presentiamo quindi quella che per noi è una delle tipologie più indovinate di manubrio per viaggiare, il Jones H Bar. Jones è un marchio a cui siamo molto affezionati, è stato il primo marchio che ha colpito la nostra curiosità quando abbiamo lanciato il progetto Bikecafè e da allora abbiamo sempre avuto i manubri di questo marchio in esclusiva per l’Italia.

Jones H-Bar Pack

Jeff Jones Bikes

Jeff Jones è uno dei personaggi più interessanti del mondo della mtb americana, curioso e sperimentatore ha creato una serie di telai, forcelle e manubri unici nel panorama ciclistico mondiale, riconosciuti come molto performanti e comodi soprattutto per un utilizzo intenso e giornaliero, come per il commuting, il viaggio e i giri in fuoristrada. Titanio e acciaio sono i materiali che utilizza principalmente, ma i suoi manubri sono disponibili anche in alluminio e carbonio. Le sue Biciclette usano da anni forcelle rigide a traliccio, e gomme in formato Plus e sono adatte ad un utilizzo a 360 gradi, per fare mtb, per viaggiare, per andare a fare la spesa.

Jones H-Bar Pack

Jones H Bars

L’intuizione geniale di Jeff quando ha ideato l’H bar è stata quella di capire che i manubri tradizionali da mtb hanno un angolo della posizione della mano che non è naturale e di conseguenza affatica i polsi, le spalle e la schiena. Dopo molte prove Jeff ha capito che un manubrio con maggiore angolatura fornisce una posizione più naturale del polso e la schiena rimane in posizione più dritta con maggiore comodità durante i giri lunghi e molto lunghi di più giorni. L’altra particolarità dei manubri ad H è la barra anteriore, parallela e davanti al manubrio, che ha la funzione di offrire una posizione avanzata per le mani, quasi aerodinamica, per distendere la schiena nei tratti di pianura. La barra orizzontale anteriore è perfetta anche per montare le luci, il Gps, il ciclocomputer e la borsa da manubrio in caso di bikepacking. Il manubrio ha un’angolazione di 45 gradi e le due barre inclinate sono molto lunghe, in modo da poter cambiare spesso posizione e non affaticare le mani.

Jones H-Bar Pack

Tutti i modelli di Jones Bar

Al Bikecafe abbiamo a disposizione tutta la gamma dei manubri Jones H Bar in alluminio, sia in larghezza standard da 660 mm (ideali per le taglie XS, S e M) che da 710 mm (per L e Xl) e sia con rise normale da 0,5 (13 mm), sia il nuovo modello rialzato, ancora più comodo da 2,5 che consente di essere installato anche sulle vecchie mountain bike con ruote da 26 pollici molto basse all’anteriore rialzando braccia e schiena.

Inoltre se volete il massimo per la vostra bici da Bikepacking abbiamo disponibile anche l’esclusivo Jones Bar in titanio e la leggerissima versione in carbonio, super performante.

Disponibili anche le manopole Jones in spugna  EVA, di lunghezza corretta per coprire tutta l’impugnatura dei manubri H Bar, in alternativa si può utilizzare del normale nastro manubrio e fasciare le sue parti, destra e sinistra in modo totale o parziale, a seconda delle proprie preferenze e della posizione delle leve freno e dei comandi cambio.

Ultima novità appena arrivata della gamma Jones è la semplicissima e robusta appendice anteriore, Gnarwal,che fissata alla barra orizzontale anteriore funge da supporto per distendere ulteriormente la schiena in posizione aerodinamica oppure come sostegno per accessori da viaggio.

Quindi riassumendo i vantaggi del Jones H Bar sono:

  1. Possibilità di convertire in bici da viaggio qualunque telaio, soprattutto da Mountain Bike cambiando solo il manubrio e mantenendo i comandi ed i freni mtb;
  2. Molte posizioni per le mani, che consentono di cambiare presa e non stancare braccia, spalle e schiena;
  3. Ampia scelta di diversi modelli, tradizionale da 660 mm, da 710 mm con rise da 5’ e rise da 2,5’, in alluminio, titanio e carbonio;
  4. Possibilità di montare solidamente una borsa molto capiente al manubrio, più gps, contachilometri e luci.

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Vuoi saperne di più sui manubri Jones? Vuoi avere una consulenza su un'altra bicicletta?
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Adventure bikes al tropico del capricorno


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Arriva Ritchey Ascent: L'avventura by Tom

Ecco a voi la nuova Ritchey Ascent

Ritchey Ascent è l’ultimo telaio presentato in gamma da Ritchey per il 2022.
Ispirato all’avventura, invita a inseguire le proprie esperienze di vita su strade alternative
L’anima dell’originale Ritchey Ascent rimane, elevando la sua trasversalità con caratteristiche moderne e dettagli molto richiesti.

 


Tom Ritchey ama vivere ogni tipo di avventura in bicicletta: andare alla ricerca di strade diverse,  singletrack impegnativi,  o pedalando per molti chilometri su asfalto.
Per questo ha progettato l’ultima versione della Ritchey Ascent per essere una bici da avventura tuttofare, in maniera che tutti possano godersi in leggerezza una nuova esperienza

 

La nuova Ritchey Ascent è flessibile e configurabile.

Pui montarla con diversi tipi di Gruppi e diversi modelli di di manubrio per avere ogni genere di attitudine

Si richiama ai grandi classici del settore , Salsa Fargo in primis
Il telaio è saldato a tig con trattamento termico, i tubi sono in acciaio Ritchey Logic a triplo spessore e sono dotati di supporti per portaborracce, portapacchi, parafango e multiuso sotto il tubo obliquo, insomma tutto ciò che è necessario per questo tipo di bici

Anche la forcella in acciaio con tubo sterzo da 1-1/8”, è stata studiata per essere in grado di montare supporti multiuso e parafango.
Altre caratteristiche degne di nota del nuovo Ritchey Ascent il Boost di 148 mm ed il collarino reggisella classico.

E’ compatibile sia con ruote e pneumatici da 29″ che 27,5″. larghezza sino a 2.6 in base al tipo di pneumatico

Vedi sul nostro shop tutte le info -------->>>>>>

ALTRE SPECIFICHE


• Serie sterzo WCS inclusa
• Perni passanti da 12mm in alluminio inclusi
• Dimensioni reggisella compatibili 27,2 mm
• Può ospitare trasmissioni 1X o 2X
• Scatola movimento central: 73 mm – passo inglese
• Taglie telaio: S / M / L / XL
• Peso telaio: 2.400 grammi (in taglia L)
• Peso forcella: 1.125 grammi
• Colori: Sierra Red
• Prezzo: 1.299 euro

Il test della serie 3T Exploro gravel

3T lo storico marchio di componenti di alto livello (in origine era Tecno Tubo Torino) ha introdotto nel 2016 il suo primo modello di bicicletta gravel con alcuni concetti innovativi, come la geometria stradale e l'aerodinamica molto spinta, con forme da crono, mai viste in ambito gravel: era nata la 3T Exploro.

3T Exploro race Ekar davanti ad un cancello

3T Exploro

Abbiamo avuto la fortuna di provare la Exploro già appena uscita al Bike Festival a Riva del Garda e ci ha subito colpito per la sue caratteristiche innovative. Contrariamente a tutte le gravel sul mercato fino a quel momento la 3T Exploro invece di differenziarsi dalle bici da corsa, ne ricalcava molte caratteristiche sia stilistiche con il telaio dalle forme aerodinamiche e affusolate, sia prestazionali con una solidità quasi granitica di telaio e forcella. Anche le geometrie riprendevano i canoni delle bici stradali con un carro estremamente corto e una maneggevolezza fuori dal comune. In pratica con ruote da 700 e gomme scorrevoli la Exploro può tranquillamente stare in gruppo con gli amici stradisti nel weekend, mentre con delle gomme più larghe e da 650b diventava una macchina per macinare ghiaia sulle strade sterrate di campagna. Insomma la gravel ideale per chi viene dal mondo della bici da corsa e non vuole rinunciare alle prestazioni e alla reattività tipiche delle specialissime da asfalto, ma con qualcosa di più. La Exploro, nome azzeccatissimo, per una bici che ti porta su tutte le strade, rimane disponibile con lo stesso telaio ma con montaggi più convenienti che consentono di avere una 3T classica con una cifra più accessibile.

la 3T Exploro Team Speed 2021 griffata Bikecafe

3T Exploro Racemax

La nuova 3T Exploro RaceMax riprende il discorso iniziato 4 anni fa e lo sviluppa ancora di più aumentando le prestazioni aerodinamiche e la versatilità di questo telaio in carbonio. 3T è partita da una analisi completa di tutte le combinazioni di cerchio e gomma presenti sul mercato in modo da ampliare il range di utilizzo della Exploro. Sulla base di questa analisi è stato progettato un telaio più aerodinamico, (Realfast) che nasconde la borraccia e raccorda perfettamente le ruote in modo da avere la massima efficienza a tutte le velocità. Il tubo sterzo utilizza un cuscinetto speciale, da 1 ⅕ ma con 50 biglie più piccole (invece che 24 più grosse) in modo da ridurre il diametro complessivo in funzione aero. Il carro sfrutta i due foderi bassi curvi dietro il tubo piantone per massimizzare lo spazio e nello stesso tempo mantenere una lunghezza minima, da bici da corsa, con la ruota posteriore inserita nell’apposito alloggiamento del tubo sella. Anche la nuova forcella è stata progettata in modo particolare, con una testa molto bassa e un’altezza ridotta, più bassa di qualsiasi altra forcella gravel, per un assetto migliore. Con questi accorgimenti e una geometria molto stradale la RaceMax ha una doppia anima: con gomme stradali è una splendida bici da corsa, rigida e precisa negli inserimenti in curva; con gomme più larghe e tassellate diventa un mezzo polivalente in grado di esplorare ogni sterrato vi capiti sotto tiro.

3T Exploro prova nel bosco Bikecafe

Race vs Max

Questa doppia, e anche tripla anima è presente anche nel nome che anche in questo caso non è stato scelto a caso e incorpora le due versioni disponibili di questa nuova 3T. Sono infatti disponibili due allestimenti diversi, il Race con gomme da 700 x 35 e la versione Max con gomme da 650 x 47, che non arrivano ai limiti massimi consentiti dal telaio, rispettivamente 700 x 42 e 650 x 61, ma rappresentano due ottimi compromessi che fanno da basi perfette per la vostra prossima gravel. I due allestimenti sono “intercambiabili” e anzi 3T incoraggia ad usare due set di ruote dei due diametri diversi, dove saranno le gomme scelte a fare la differenza di utilizzo finale. Per chi vuole una stradale pura gomme da 700 x 30/32, per una gravel racer invece sono indicate gomme da 700 x 40/42, adatte sia all’asfalto rovinato e agli sterrati. Per chi vuole esplorare anche strade di montagna e carrarecce più impegnative allora le gomme da 650 x 55/61 sono l’ideale per il massimo della trazione.

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3T Exploro TEAM SPEED Force1


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3T Strada TEAM EKAR 1x13 - Campy Special


Leggi il nostro articolo sulle gravel bike 3T

Moots Womble vs Ritchey Ultra - Una sfida tra titani

Al Bikecafe da sempre siamo appassionati di biciclette in metallo, soprattutto in acciaio e titanio. Le troviamo più classiche e semplici, il loro look più tradizionale rimane più fresco per anni, e sia l’acciaio che il titanio hanno una risposta elastica agli urti che le rende più comode nei giri lunghi rispetto al più rigido carbonio. Vi proponiamo quindi un confronto impossibile tra due delle più recenti Hardtail da XC / Trail disponibili in in prenotazione sia in negozio che sul sito Bikecafe.

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Moots Womble

Consideriamo Moots il miglior produttore di telai in titanio al mondo per molti motivi. I loro telai, rigorosamente saldati da tecnici esperti in Colorado, sono costantemente aggiornati dal punto di vista tecnico, come le loro geometrie, sempre al passo con i tempi. Con la Womble, nuovo modello di quest’anno, hanno voluto aggiornare la classica hardtail rendendola più capace, più trail, o come qualcuno le chiama adesso “Downcountry”, ovvero una xc votata al divertimento in discesa. In questo caso l’abbinamento tra tubi in titanio oversize, carro corto, forcella da 140 mm di escursione e un reggisella telescopico fa capire che siamo di fronte all’evoluzione della specie. La nuova Moots è una mtb pedalabile in salita ma che non si tira indietro davanti ai percorsi tecnici e, per il biker che ha un po’ di manico in discesa diventa uno strumento per divertirsi su ogni sentiero.

Ritchey Ultra

La Ritchey Ultra riprende il nome di un modello storico Ritchey di 30 anni fa e anche in questo caso abbiamo una versione aggiornata di un grande classico apprezzato da molti nostri amici, la mitica P29, la prima Ritchey del nuovo corso. Questa Ritchey Ultra, naturalmente con telaio in tubi in acciaio a triplo spessore abbandona la serie sterzo da 1 ⅛ per una ss conica compatibile con tutte le forcelle ammortizzate da 120/130 mm (perfetta la nuova SID con steli da 35 mm da 120). Il carro posteriore è Boost e naturalmente, come ogni mtb moderna è compatibile con gomme generose e reggisella telescopico. Ben tre colorazioni disponibili, la team Edition è la nostra preferita, ma anche azzurra o nera è molto accattivante. Come tutte le Ritchey è comodissima anche nelle uscite lunghe e la naturale elasticità dell’acciaio la rende molto efficace nel fuoristrada più tecnico, complice una geometria classica rivista in chiave moderna.

RITCHEY Ultra Frameset - Alpine

Il confronto

La Moots Womble è sicuramente più esclusiva, anche nel prezzo, che per il solo telaio è circa 4 volte quello della Ritchey Ultra, oltre che per le numerose opzioni di finitura e anodizzazione del titanio che la rende un pezzo unico. Dal punto di vista delle geometrie la Ritchey è leggermente più tradizionale, con angoli di sterzo e piantone più dritti di 1/1,5 gradi per favorire una maggiore maneggevolezza e capacità di affrontare lunghe salite montane. Anche il reggisella da 27,2 è più tradizionale, per un look molto classico ma compatibile con tutti i componenti di ultima generazione. La Moots Womble è più aggressiva, senza arrivare ad essere una Enduro, però il carro più compatto, il Reach più allungato e gli angoli più aperti la rendono ideale per chi voglia affrontare discese tecniche lasciando andare i freni e godendosi la pastosità del telaio in titanio. Una front divertente per chi non vuole le complicazioni di una full. Due interpretazioni che partono da presupposti simili ma che risultano differenti e dedicate a due diversi tipi di biker esperti che vogliano privilegiare in un caso l'efficienza in salita e nei rilanci e i giri da molte ore, nell’altro il divertimento e la tecnicità in discesa, senza sacrificare la comodità nei giri lunghi e nei Trail più impegnativi.

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Forcella Gravel Bike Genesis Croix de Fer in Titanio


Scopri tutte le Gravel Bikes in titanio


Adventure Moots in Titanio


Leggi il nostro articolo sulla gravel bike Moots Titanium Adventure

Open WIDE - la gravel bike definitiva?

Open è un piccolo brand di nicchia che ha una grande esperienza nel progettare biciclette uniche nel loro genere e che vogliono rappresentare lo stato dell’arte nella tecnologia del carbonio per ottenere prestazioni superiori. Producono una front, due gravel e da poco una stradale.

OPEN WI.DE. Force_Eagle AXS complete bike 2021 - Grey

Open Wide - Come nasce

Fino dal primo modello Open, la UP ci siamo innamorati delle gravel di questo marchio. Solo telai e forcelle in carbonio di alto livello, leggere e performanti e dal look unico e veramente bellissimo. La UP è stata la prima gravel ad avere delle caratteristiche uniche, che poi sono state riprese da molti altri modelli (3T su tutti). In particolare il fodero basso curvo dal lato della guarnitura è stato l’elemento caratteristico di questo marchio con caratteristiche tecniche specifiche. Infatti questo particolare permette di utilizzare un movimento centrale stretto, di avere un carro posteriore corto e un passaggio ampio sia per la gomma che per la guarnitura (fino a 46 denti). La WIDE riprende lo stesso progetto e lo porta alle estreme conseguenze, infatti entrambi i foderi bassi sono curvi per aumentare ancora lo spazio a disposizione per il passaggio delle gomme, che in questo caso sono ben 27,5 x 2.4! Quindi abbiamo una gravel in carbonio, che può montare gomme molto larghe, ma mantiene la maneggevolezza e la precisione di guida di una bici da corsa, una vera gravel race.

Le caratteristiche tecniche della Open Wide

La Open WIDE può essere configurata in 3 modi diversi.
Con ruote 650b e gomme 27,5 fino a 2.4 può affrontare sentieri tecnici di montagna e pietraie senza battere un ciglio, perfetta anche per dei Trail estivi.
Con gomme gravel fino a 46 mm montate su ruote da 700 qualunque percorso sterrato diventa una pista da gara, da pedalare alla massima velocità possibile, ottima per le gare Gravel stile Strade Bianche o NovaEroica.
Con gomme stradali (consigliamo le tubeless di ultimissima generazione come le Pirelli Cinturato da 32/38 mm o la velocissima Ritchey JB Alpine da 30/35 mm) avrai sotto la sella la bici da strada più comoda che sia mai stata inventata, ideale per una gran fondo o un epic ride con gli amici stradisti.
Consigliamo ai nostri clienti di avere due set di ruote, uno da 650b e uno da 700C in modo da poterla configurare in due modalità diverse da utilizzare alternativamente a seconda delle condizioni climatiche, delle stagioni o dei percorsi da affrontare. Il telaio WIDE però è anche predisposto per portare 3 borracce e anche un porta attrezzi sotto al movimento centrale (per tenere il baricentro basso). Inoltre per viaggiare in bikepacking si può mettere un borsello agli attacchi dietro la serie sterzo, una borsa sottosella, una half frame e una borsa al manubrio. Potrebbe essere la soluzione ideale per il ciclista esperto che vuole avere una sola bici per fare molti percorsi diversi.

OPEN WI.DE. Frameset 2021 - Turquoise

Open Wide - Acquistare il telaio o la bici completa?

La Open WIDE è progettata per utilizzare solo trasmissioni monocorona fino a 46 denti, a seconda del tipo di montaggio (che deve essere fatto da un’officina specializzata per un ottimale abbinamento tra movimento centrale, guarnitura e cambio). Gli attacchi per le pinze dei freni Flat Mount sono predisposti per dischi da 160 senza bisogno di adattatori, per un montaggio semplice e pulito.

Esiste una versione completa, allestita con gruppo Force AXS elettronico, guarnitura in carbonio, corona da 40 denti e pacco pignoni a 12 velocità da 10-50 abbinato al cambio mtb XX1 AXS, che permette di affrontare anche le salite più impegnative. Questo montaggio di serie non lascia niente da desiderare con cockpit completamente Easton EC70 in carbonio, e ruote DT Swiss Spline GR 1600 con gomme Schwalbe G One a completare un pacchetto veramente molto interessante anche come rapporto qualità/prezzo. Il peso è inferiore ai 9 kg ed esattamente 9,6 con ruote 700 e qualche grammo in più con le 650 e gomme da 2,25. Il colore grigio dal vivo poi è veramente bellissimo perchè abbina due finiture diverse, lucida e opaca, veramente di gran classe.

A partire dal solo kit telaio si può optare per un montaggio alla carta con componenti che potete selezionare insieme ai nostri esperti.

OPEN MIND Frameset 2021 - Midnight Blue
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Ritchey Swiss Cross e Outback - Dal mitico Tom due gravel in acciaio di livello superiore

Tom Ritchey è uno dei padri della mountain bike californiana, e nella sua gamma di telai e componenti sono presenti diversi prodotti specifici per il mondo gravel.

In particolare due telai sono stati recentemente rinnovati completamente, lo sportivo Swiss Cross Disc e il modello bikepacking Outback.

Ritchey Swiss Cross vista dall'alto

Tom Ritchey una vita per la bicicletta

Tom è un personaggio incredibile, passato dal saldare i suoi telai in acciaio da quando aveva 16 anni, a produrre i primissimi telai in acciaio specifici da mtb per Gary Fisher, a produrre i componenti tra i più usati al mondo. Sempre coerente con le sue scelte tecniche basate sull’enorme esperienza e fedele all’utilizzo dell’acciaio per realizzare i suoi telai. Un progettista a tutto tondo, che pedala tutti i giorni (oltre 15.000 km all’anno, molti in fuoristrada), salda i prototipi dei telai, li testa personalmente con un’attenzione maniacale per ogni dettaglio, dai passacavi alle geometrie. Ricordiamo che ha realizzato telai che hanno vinto tutte le competizioni mtb e ciclocross a livello mondiale per molti anni con numerosi titoli iridati. Un’esperienza unica, che viene distillata in telai in acciaio estremamente bilanciati e dalle prestazioni uniche. Basta salirci in sella per capirlo immediatamente.

Ritchey Swiss Cross ruota posteriore

Ritchey Swiss Cross

Tra i due modelli gravel, il nuovo Swiss Cross Disc è quello dal temperamento più sportivo e dedicato alle competizioni gravel. Il telaio è realizzato in tubazioni di alto livello, a triplo spessore, con perni passanti da 12 mm e attacchi freni a disco Flat Mount. Per sfruttare fino in fondo le caratteristiche di elasticità dell’acciaio il telaio ha un tubo sella da 27,2 e soprattutto una forcella in carbonio appositamente progettata, con tubo sterzo da 1 ⅛ dritto e superleggera, che ha per questo un grado di flessibilità più allineato a quello del telaio, invece di essere eccessivamente rigida come succede con quelle a sterzo conico. Il movimento centrale è il classico filettato BSA ed è compatibile con trasmissioni gravel sia singole che doppie (singola: 36 a 46d / doppia: 46/30d to 50/34d), offrendo ampie possibilità di creare la bicicletta ideale compatibile con diversi livelli di budget.

Le geometrie sono moderne, con tubo sterzo più alto, carro reattivo, angoli che cambiano tra una taglia e l’altra (6 misure disponibili) per un comportamento più uniforme possibile. Una gravel che è reattiva ma allo stesso tempo stabile in velocità, molto comoda anche dopo molte ore in sella, compatibile con gomme da 40 al posteriore e 42 all’anteriore, perfette per un mezzo veloce e performante su sterrato. Chi lo ha acquistato lo usa ogni volta che riesce, con grandissima soddisfazione.

Due colorazioni disponibili, il nero molto elegante e classico e lo stupendo bianco con scritte rosse, altrettanto elegante ma più racing.

RITCHEY OUTBACK

Ritchey Outback

La nuovissima versione della Ritchey Outback è completamente rinnovata ed è ora una vera macchina da viaggio fuoristrada e da Bikepacking. Grazie alla compatibilità con gomme da 700c x 48mm oppure 650b x 2.1 può essere configurata per affrontare ogni tipo di terreno scegliendo accuratamente diametro ruota e tipologia di gomma più o meno tassellata.

Il telaio in acciaio a triplo spessore è estremamente comodo ed ha una geometria più rilassata, con carro è più lungo per avere un maggior passaggio gomma e più stabilità su sterrato, soprattutto in assetto bikepacking. La nuova forcella in carbonio è leggermente più alta e con tre attacchi per Anything Cage da entrambe le parti che aumentano la capacità di carico (fino a 3 kg per lato). Il telaio ha ben tre posizioni per portaborraccia, ed è compatibile con parafanghi e portapacchi, nel caso si volesse intraprendere un viaggio lungo portando anche tenda, fornello e caffettiera.

Il colore disponibile è un bel verde oliva chiamato Guac y Crema, quasi mimetico.

RItchey Outback 2021 telaio

Quale scegliere tra le due?

Swiss Cross Disc è per chi vuole una gravel snella e performante, che con due gomme slick tiene testa alle bici da corsa e non disdegna di partecipare a qualche granfondo come alle gare gravel su percorsi lunghi con gomme più generose da 40 mm. Ottima alternativa alla bici da corsa classica, adatta alle uscite del weekend alla scoperta degli sterrati dei dintorni.

Ritchey Outback invece è la gravel a tutto tondo, da usare nel weekend per giri epici che durano tutto il giorno, o per portare le borse da bikepacking per dormire fuori o un viaggio di più giorni con gli amici, su percorsi anche molto tecnici. Quindi una gravel più capace, che usando due coppie di ruote, da 700 e da 650 può trasformarsi in due biciclette diverse per affrontare percorsi con caratteristiche completamente diversi.

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