Gravel Bike, perchè acquistare una bici gravel : caratteristiche, consigli e vantaggi

Bici Gravel: perchè scegliere una bici ibrida?

Scopri le Caratteristiche e i Vantaggi di Queste Biciclette Versatili

 

Introduzione

Le biciclette gravel hanno conquistato il cuore degli appassionati negli ultimi anni, offrendo una soluzione versatile per esplorare terreni diversi.

Le biciclette gravel, o gravel bike, sono un'opzione entusiasmante per gli amanti della bicicletta che desiderano esplorare terreni misti, dalla ghiaia alle strade sterrate.

In questo articolo, esploreremo le caratteristiche chiave delle bici gravel e i motivi per cui potrebbero essere la scelta ideale per te.

Cos'è una Bici Gravel?

Una bici gravel, ibrido tra mountain bike e bici da corsa, è progettata per affrontare fondi ghiaiosi e strade sterrate.

Il termine "gravel" fa riferimento proprio a tali superfici.

Presenta un telaio specifico che consente l'utilizzo di pneumatici più larghi, un manubrio drop bar da bici da corsa e una geometria intermedia tra bici da corsa e mountain bike.

Differenze da Bici da Ciclocross

Le gravel bike si differenziano dalle bici da ciclocross per geometrie più adatte a percorsi lunghi e meno tecnici. La posizione di guida è più eretta, il passo più lungo, garantendo stabilità e comfort ideali per l'avventura.


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 Caratteristiche di una Gravel

Ruote da 28

Le bici gravel hanno ruote da 28 pollici.

Telaio in carbonio o in acciaio?

Il telaio delle gravel bike si ispira a quello delle bici da corsa, ma con alcune differenze. L'angolo di sterzo è più chiuso, il rake della forcella più accentuato, e il carro posteriore più lungo. Ciò crea una posizione di guida più eretta, stabilità superiore e una guida dinamica confortevole.

I telai delle gravel bike sono comunemente realizzati in fibra di carbonio o alluminio. Il carbonio, leggero e capace di assorbire vibrazioni, è preferito per le sue prestazioni. L'alluminio, più pesante ma ancora valido, è un'opzione economica senza compromettere la qualità.

Il carbonio offre leggerezza e rigidità, mentre l'alluminio è una scelta più economica e robusta. Alcuni modelli sono disponibili anche in acciaio per un maggiore comfort.

Geometrie

La geometria delle bici gravel è progettata per una guida confortevole su strade non asfaltate.

Le geometrie della bici gravel influenzano significativamente le prestazioni. Se prediligi terreni off-road, opta per modelli con reach maggiore, interasse lungo e angolo di sterzo ampio per stabilità e comfort. Per un'utilizzo polivalente, una struttura simile alle bici da corsa è ideale, offrendo versatilità e comodità.

Il tubo di sterzo è leggermente più alto, il carro posteriore è più lungo, e l'angolazione del tubo verticale è meno aggressiva rispetto alle bici da corsa.

Freni a disco

I freni a disco sono ideali per le bici gravel, offrendo potenza e affidabilità. Questa scelta è particolarmente vantaggiosa quando si affrontano condizioni bagnate o fangose.

Doppia o Mono Corona?

La scelta tra doppia corona e mono corona dipende dal tuo stile di guida. Se intendi esplorare sia sterrati che asfalto, la doppia corona offre una gamma di rapporti versatile. Se la tua avventura si concentra principalmente su terreni tecnici, la mono corona è più pratica e intuitiva, ma fai attenzione alla scelta della corona in base al tipo di percorsi che affronterai.

Manubrio flare

Molti appassionati preferiscono manubri leggermente diversi, con una piccola "flare" per una presa più comoda in discesa.

Il manubrio drop bar delle gravel è posizionato più in alto rispetto alle bici da corsa, offrendo comfort.

Coperture scorrevoli

Le coperture, con una sezione da 32 a 42 mm, sono adatte sia per la scorrevolezza su asfalto che per il grip su terreni accidentati.

Trasmissione monocroma

Le bici gravel offrono una gamma di rapporti più ampia rispetto alle bici da strada, con soluzioni come il monocorona che diventano sempre più popolari.

Bikepacking

Predisposte per il bikepacking, molte bici gravel consentono il montaggio di portapacchi e parafanghi, rendendo possibile affrontare lunghe avventure in sella.

Punti di Forza delle Bici Gravel

Avventura

Le bici gravel permettono di esplorare terreni diversi, rendendo possibile l'inserimento di tratti sterrati nei percorsi.

Cicloviaggi

Ideali per i cicloviaggi, le bici gravel offrono comfort e versatilità, con la possibilità di montare accessori utili per le lunghe distanze.

Le gravel bike sono ideali per il cicloturismo grazie al comfort offerto dalle geometrie del telaio e alla versatilità. Sono dotate di attacchi per parafanghi e portapacchi, essenziali per i viaggi in bicicletta. Per il bikepacking, le bici gravel sono una scelta eccellente. Le borse si fissano direttamente alla bici, riducendo peso e ingombro. Ideali per viaggi più spartani e avventurosi.

Pedalare in Inverno

Con i freni a disco e pneumatici adatti, le bici gravel sono perfette anche per pedalare in condizioni invernali difficili.

Versatilità

Con la possibilità di adattarsi a diverse situazioni, le bici gravel consentono la scelta di copertoni per prestazioni maggiori o terreni più impegnativi.

Consigli per gli Acquisti

Considerazioni Preliminari

Il mercato delle gravel bike offre una vasta gamma di opzioni. Prima dell'acquisto, valuta l'uso che ne farai. Se sarai principalmente su strada, scegli gomme lisce e manubrio stretto. Per terreni più accidentati, opta per copertoni artigliati e una configurazione più robusta. Se sei appassionato di avventure su sterrato e sentieri off-road, potresti optare per una gravel bike con geometrie ispirate alle mountain bike. Queste offrono maggiore comfort, stabilità e sicurezza su terreni sconnessi.

Se invece desideri alternare percorsi su asfalto e sterrato, potrebbe essere più adatta una gravel con geometrie più simili alle bici da corsa, garantendo versatilità e maneggevolezza su entrambe le superfici.

Rapporti del Cambio e Freni

Per affrontare salite e garantire sicurezza, controlla i rapporti del cambio. I freni a disco, possibilmente idraulici, sono consigliati per una maggiore potenza di frenata. Considera pneumatici tubeless o tubeless-ready per una maggiore resistenza alle forature.

Conclusioni

Se stai cercando una bici che unisca versatilità, avventura e comfort, la bici gravel potrebbe essere la tua scelta ideale. Esplora il nostro assortimento online o al Bikecafe Bicycle di Pinerolo e preparati per emozionanti pedalate in nuovi scenari.

Buona avventura in sella alla tua bici gravel!

Come rinnovare la bicicletta senza spendere un capitale

Pochi passaggi per rendere come nuova la vostra fida compagna di pedalate

In questo periodo di scarsità di biciclette nuove, che non vengono consegnate o arrivano con mesi di ritardo, si può ragionare sul rinnovare la propria bici usata rendendola magari più attuale cambiando solo alcuni pezzi mirati.

In questo modo si avrà una bicicletta di ogni genere, sia mtb, che gravel, che ebike leggermente diversa e magari più piacevole da usare.

rinnovare la bicicletta - le gommePriorità alle gomme!

Il componente che modifica maggiormente il comportamento di qualunque bicicletta è la gomma. Ragionandoci i copertoni sono il punto di contatto della bicicletta con il terreno e quindi influenzano sia la scorrevolezza che la trazione, soprattutto in condizioni di terreni più tecnici o resi scivolosi da pioggia e fango.

Quindi si possono scegliere gomme di dimensioni maggiori, più volume d’aria significa maggior comfort di guida e maggiore assorbimento delle irregolarità del terreno e massimo grip. Inoltre le gomme con un maggiore volume d’aria si possono usare con una pressione leggermente inferiore, rispetto a quelle più strette, aumentando ulteriormente la comodità.

In alternativa per le mtb e le gravel in inverno una gomma di sezione più piccola ma più tassellata può offrire maggior grip nel fango in fuoristrada.

Anche sulle bici da corsa moderne, con i freni a disco si possono adottare pneumatici di sezione maggiore, da 30/32 mm anche tubeless, se i vostri cerchi sono compatibili.

Chiedete pure consiglio ai ragazzi dell’officina, abbiamo molta scelta di gomme di tutti i tipi di Maxxis, Schwalbe, Pirelli, Continental, Ritchey, Vittoria, Tufo e altri marchi

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I punti di contatto

Proseguendo nella lista delle priorità per rinnovare la bicicletta, altre parti importanti da aggiornare sono i punti di contatto tra noi e la bici. Importantissimi perché influenzano sia la guida che la comodità durante le pedalate. Quindi mani, piedi e fondoschiena sono coinvolti.

L’upgrade più economico è quello di sostituire le manopole o il nastro manubrio che rendono l’impugnatura del manubrio più comoda. Un suggerimento per i manubri curvi stile corsa può essere quello di adottare il doppio nastro o i cuscinetti in gel sotto il nastro, migliorano l’assorbimento di urti e vibrazioni. Riccardo nella nostra officina è un maestro indiscusso nella nastraura manubrio, anche bicolore!

Sempre per le mani può essere interessante cambiare il manubrio. Qui la scelta può essere di passare dall’alluminio al carbonio, per ridurre il peso e smorzare le vibrazioni, oppure scegliere un modello con una forma diversa.

Per le mtb, se hanno qualche anno potrebbe essere il caso di passare ad un modello più largo, stesso discorso vale per le gravel, dove alcune case, come Ritchey e Salsa hanno introdotto le versioni XL dei loro manubri, fino a 52 cm!. Un manubrio più largo offre un maggiore controllo in fuoristrada e più spazio per la borsa frontale in caso di Bikepacking.

La sella ideale per rinnovare la biciclettaSempre per la mtb si può provare un manubrio con un rise maggiore, che aumenta il comfort e migliora la guidabilità in discesa e sui sentieri tecnici. Cambiando manubrio può essere necessario variare anche l’attacco manubrio, la tendenza delle bici moderne è quella di allungare il telaio e ridurre la lunghezza dell’attacco.

Non dimentichiamo i guanti, soprattutto i modelli invernali, impermeabili e imbottiti sono perfetti per pedalare alle basse temperature senza avere i geloni. Prendendo dei guanti più spaziosi, magari di una taglia più grande, si possono usare anche dei sottoguanti sottili in seta o in lana per aumentare la termicità.

Per il fondoschiena una nuova sella può fare la differenza. In questo caso vi consigliamo di effettuare una visita biomeccanica da Giorgio direttamente in sede e su appuntamento. Vi misurerà le ossa del bacino in modo da determinare la misura e la forma più corretta della sella da usare.

test biomeccanico su rulli con atleta ciclismoSe sulla mtb non avete il reggisella telescopico questo è un altro upgrade che consigliamo a tutti quelli che amano la guida su sentiero tecnico. Abbassando il baricentro sulla bici si può guidare più centrali, aumentando il grip della ruota anteriore per una guida più fluida e efficace.

Esistono modelli per tutti i telai, sia con passaggio cavi interno che esterno e anche con comando direttamente sul reggisella, subito sotto la sella, alcuni modelli sono compatibili anche con le Gravel!

Pedali e tacchette

Per ultimi ci sono i piedi, un paio di nuove tacchette e una bella revisione ai pedali contribuiscono ad uno sgancio perfetto nelle situazioni di emergenza.

Per i pedali più usurati può essere il caso di cambiarli, magari con un modello più largo, che offre più appoggio e stanca meno il piede nei giri lunghi. Per chi fa mtb l’inverno può essere l’occasione di passare ai pedali Flat, senza essere agganciati bisogna sforzarsi di mantenere il grip con i pedali aumentando anche la sensibilità dei piedi nelle situazioni più tecniche, come le curve e i salti.

Infine le scarpe, che nonostante rimangano molto tempo ancorate ai pedali subiscono un logoramento continuo. Esistono anche modelli foderati con membrana in Gore Tex che le rende impermeabili e più calde d’inverno, permettendoci di pedalare anche con il freddo invernale senza avere i piedi congelati.

Un altro trucco contro il freddo è quello di utilizzare calze in lana merinos, naturalmente calde e in grado di mantenere la temperatura anche se umide, a differenza di quelle in materiali sintetici.

Pochi cambiamenti, grandi differenze: rinnovare la bicicletta è facile!

In sintesi basta cambiare anche solo un componente della vostra attuale bicicletta può fare una grande differenza e aumentare le possibilità di utilizzarla anche nella stagione invernale. Naturalmente i nostri esperti sono a disposizione per rispondere alle vostre domande e consigliarvi sulla base delle vostre esigenze.

Come scegliere la tua Gravel per fasce di prezzo

Aggiornato Ottobre 2021

Panoramica sull'offerta Gravel

Ormai la scelta di una bicicletta gravel è diventata una vera impresa. Non si tratta solo più di prendere la classica bicicletta con i freni a disco e ruote maggiorate , ma si sono create scuole di pensiero, categorie e  sottocategorie, poi influenzate dalla fascia di prezzo Ecco quindi che avremo gravel più o meno economiche, da lunghi trail o da uscite in giornata, sportive o da viaggio, pesanti o leggere, sportive o rilassanti...insomma , chi più ne ha più ne metta. Ecco allora che abbiamo pensato di fare una breve analisi di ciò che offre il mercato, suddiviso per budget di spesa, all'interno dei quali evidenzieremo le varie categorie di bici. Prima di partire un omaggio alla bici che per noi è talmente top da essere considerata “hors categorie” solo per palati fini ed amanti del nobilissimo Titanio…la MOOTS Routt ybb che potete vedere qui sopra ….date un occhiata e sognate

Fascia economica fino a 1.500 euro

  1. Gt Grade
  2. Genesis CDA
  3. Cannondale Topstone
  4. Scott Speedster
[display-linked-products title="Alcune proposte fino a 1.500 euro" titleintest="3" display="table" limit=9 randomize="false" pricemin="1000" pricemax="1501"] ultimamente le case si sono sbizzarrite anche in questo segmento, portando sul mercato prodotti di livello.

Fascia economica fino a 2.500 euro

  1. Genesis Vagabond
  2. Genesis Croix de fer
  3. Rondo Ruut
[display-linked-products title="Alcune proposte fino a 2.500 euro" titleintest="3" display="table" limit=9 randomize="false" pricemin="1500" pricemax="2501"] Entriamo in un settore di spesa dove già possiamo pensare a quelche cosa in carbonio, e quel qualcosa può essere esemplificato alla perfezione da due modelli

Fascia alta oltre i  3.500 euro

Entriamo nel mondo dei sogni, dove si può spaziare a scelta ed in base alle proprie tasche : qui ci sentiamo di indicare 4 modelli
  1. Cannondale Topstone
  2. 3T Exploro
  3. Cervelo Aspero
  4. Santa Cruz Stigmata
[display-linked-products title="Alcune proposte oltre i 3.500 euro" titleintest="3" display="table" limit=9 randomize="false" pricemin="3500" pricemax="10000"]

Fascia alta Hors Categorie

[display-linked-products title="Alcune proposte di fascia alta" titleintest="3" display="table" limit=9 ids="40149,18128,18126"]

Biomeccanica e ciclismo - L'intervista a Giorgio

Sono tornate le interviste di Bikecafe e continuiamo la nostra chiacchierata con Giorgio Favaretto. Questa settimana ci racconterà che cos'é la biomeccanica ed in quale maniera i suoi studi su questa maniera possono aiutare a migliorare le prestazioni in bicicletta. La biomeccanica é infatti un approccio scientifico che prende in considerazione l'interazione - statica o dinamica - tra corpo e bicicletta, alla ricerca della fusione perfetta. In particolare, grazie a questo approccio, è possibile lavorare in maniera molto efficace in materia di prevenzione degli infortuni, così da migliorare la sicurezza e il benessere in bicicletta.

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L'intervista

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In che modo un analisi posturale e chinesiologica può migliorare le prestazioni e il comfort in bicicletta?

Giorgio

A mio modo di vedere, dovrebbe essere sempre buona norma iniziare un programma di allenamento e soprattutto una valutazione biomeccanica della pedalata partendo da una valutazione posturale e chinesiologica, essendo la chinesiologia la scienza che studia il movimento umano. Poter ottenere una determinazione chinesiologica da un tecnico con esperienza e con un adeguato percorso di studi e formazione è sicuramente uno step fondamentale e ben ponderato.
Affidarsi a persone senza un bagaglio tecnico e culturale nel campo delle scienze motorie che utilizzano programmi di rilevazione antropometrica e biomeccanica pre-impostati, e molto ben commercializzati, è sicuramente una via molto facile e ben percorribile, ma che non porta molto lontano.

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Quali sono i tipici infortuni con cui hanno a che fare i ciclisti?

Giorgio
Se tralasciamo gli infortuni traumatici provocati dalle cadute, i ciclisti possono spesso incorrere in infortuni cosiddetti "da sovraccarico" , inteso sia a livello muscolare che articolare. Si notano molti casi di infiammazioni del tendine rotuleo, causate per esempio da un errato avanzamento/arretramento della sella, così come si notano tanti ciclisti, anche di buon livello, lamentare dolori nella parte bassa della schiena, più specificatamente ai muscoli facenti parte del quadrato dei lombi; questo genere di tecnopatia è spesso causata da un errato posizionamento del manubrio, sia in altezza che in lunghezza. Fastidi, bruciori, dolori che insorgono in una determinata zona del corpo sono spesso causati da problemi legati a parti ben più lontane, anatomicamente parlando, dal punto dolente.
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Che tipo di infortuni si possono prevenire con un accurato test chinesiologico e biomeccanico?

Giorgio

- Gli infortuni da errato posizionamento in bicicletta possono essere molteplici. Innanzitutto, a mio modo di vedere, è importante saper valutare in maniera accurata la postura dell'atleta, prima di farlo pedalare sui rulli. Una prima valutazione "a secco" permettono di trarre degli accorgimenti e delle soluzioni da applicare in bici.
Gli infortuni più noti vanno dalle tendiniti più diffuse (rotulea, achillea, bandelletta ileo-tibiale, per esempio), passando per diversi stadi di lombalgia e cervicalgia, arrivando alle varie forme di condropatia. Ognuno di questi argomenti meriterebbe un capitolo dedicato!

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Dove hai acquisito le competenze per poter essere un tecnico in ambito ciclistico?

Giorgio

Sono laureato in Scienze delle attività motorie e sportive e laureato magistrale in Scienze e tecniche avanzate dello sport. Entrambe le mie tesi di laurea hanno riguardato la biomeccanica della pedalata, sviscerando l'argomento in diversi ambiti. La tesi per la laurea triennale (titolo: Studio della biomeccanica applicata al ciclismo e analisi posturale su un ciclista a livello professionistico) riguardò l'analisi della pedalata avendo come soggetto Joaquim "Purito" Rodriguez, con il grande aiuto e supporto del noto biomeccanico Alessandro Mariano e alla Mariano Engineering. La tesi per il conseguimento della laurea magistrale (titolo: Allestimento e realizzazione di una analisi EMG e cinematica durante test incrementale in 10 triatleti) invece è stata realizzata in collaborazione con la Facoltà di Fisica e con la Facoltà di Informatica dell'università degli studi di Torino.

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Cosa hai imparato da Alessandro Mariano?

Giorgio

Nonostante io abbia deciso di concentrarmi su questi argomenti per entrambe le mie tesi di laurea, sono sincero nel dire che da Mariano ho imparato la maggior parte delle cose che so applicare riguardo all'analisi della biomeccanica. Non ho timore nell'affermare che è probabilmente il migliore in Italia ed un punto di riferimento mondiale. La differenza rispetto a tanti altri è che lui si mantiene sempre aggiornato e ha imparato a utilizzare la tecnologia e gli strumenti più avanzati per applicarli all'analisi posturale e dinamica. Grazie a lui ho capito che è un mondo in continua e velocissima evoluzione e solo con lo studio e l'applicazione giornaliera si può rimanere al passo con il progresso.


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Giorgio Favaretto

GIORGIO FAVARETTO

Nato ad Asti nel 1991, Giorgio è appassionato di tutto ciò che riguarda lo sport. Ciclista a 360°, aspirante rugbista e podista per divertimento. Nel tempo libero - in cui non è impegnato con lo sport - ama assaggiare birre artigianali ed è un accanito mangiatore di pizza. Dal punto di vista professionale è laureato in Scienze delle attività motorie e sportive così come è laureato magistrale in Scienze e tecniche avanzate dello sport, Giorgio é tecnico istruttore delle categorie giovanili FCI, tecnico allenatore delle categorie agonistiche giovanili FCI, tecnico allenatore delle categorie agonistiche internazionali FCI, oltre ad essere stato ciclista Elite nelle specialità strada, ciclocross e criterium scatto fisso.


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Il Bonus Mobilitá - Tutte le informazioni sulle biciclette

Con la riapertura sono arrivati tanti cambiamenti e novità. Sono tempi difficili e uscendo da una crisi, come spesso accade, si coglie anche l'occasione per accellerare e promuovere dei cambiamenti - spesso anche di mentalità - che altrimenti avrebbero avuto bisogno di anni. Noi di Bikecafe, così come tutti gli amanti delle due ruote, siamo particolarmente contenti di un cambiamento: La nostra mobilità diventa più sostenibile. Con il Bonus Mobilità è possibile acquistare mezzi di trasporto individuali ecosostenibili e - tra questi ovviamente - anche biciclette così come biciclette a pedalata assistita.

Con il Bonus sarà possibile comprare una bicicletta ed ottenere un risarcimento fino a 500 €. L'obiettivo dichiarato è quello di alleggerire il traffico nelle grandi metropoli, spingendo le persone a diminuire la pressione sul servizio di trasporto pubblico e a non ricorrere - come unica alternativa - all'automobile. Noi amanti della bicicletta lo sappiamo bene che se le strade fossero libere, non solo il piacere di pedalare ma anche la velocità aumentano notevolmente. Come spesso accade non è però facile comprendere le condizioni per sfruttare il Bonus Mobilità. Noi di Bikecafe ci siamo informati e abbiamo raccolto le informazioni più importanti per voi, per comodità le abbiamo separate nelle due fasi, così che - a differenza di molte altre fonti - mettiamo bene in chiaro cosa ha validità adesso in questa fase. In un altro articolo vi racconteremo quali prospettive ci sono per il futuro, per la fase 2 e per il 2021.

Fase 1: Dal 4 Maggio al fino al giorno di inizio operatività dell'applicazione web

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Come funziona il bonus mobilità 2020?

Con il buono mobilità 2020 sarà possibile ottenere un contributo pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, al massimo, non superiore a euro 500. Con il buono è possibile acquistare biciclette di qualsiasi tipo (anche naturalmente gravel bikes, mtb, enduro e adventure bikes) così come anche e-bikes. Il contributo è un rimborso che si ottiene dopo aver effettuato la spesa previa esibizione della fattura.

Come funziona il rimborso dell'importo pagato?

Qui la meccanica si differenzia tra le due fasi: in questa prima fase sarà il cittadino ad essere rimborsato della spesa dopo averla effettuata. Va tenuto conto che il rimborso non sarà immediato. Bisognerà attendere che l'applicazione web che verrá sviluppata appositamente sarà online, per poter inoltrare la domanda di rimborso. Fino a quel momento, bisognerà attendere (e quindi anticipare la spesa) e conservare bene la fattura.

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Chi ha diritto ad ottenere il rimborso?

Per poter usufruire del buono mobilità bisogna essere maggiorenni, avere la residenza (e non il domicilio) in un comune con le seguenti caratteristiche:

Quali sono le cittá metropolitane?

Le Città metropolitane sono 14: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma Capitale, Torino, Venezia.

Come faccio a sapere se il mio comune fa parte delle città metropolitane?

L'elenco dei Comuni appartenenti alle suddette Città metropolitane è consultabile sui relativi siti istituzionali.

Io mi sono trasferito da poco, qual'é l'elenco di riferimento?

Per la popolazione dei Comuni si fa riferimento alla banca dati Istat relativa al 1 gennaio 2019.

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Si può acquistare online?

Certamente, Bikecafe emette una regolare fattura. Non preoccupatevi se la doveste perdere, saremmo felici di reinviarvela!

Si possono acquistare biciclette usate?

Certo, anche in questo caso - come ovviamente facciamo noi di Bikecafe - bisogna poter esibire una regolare fattura.

Si possono acquistare accessori?

No, accessori come caschi, borse da bikepacking ed abbigliamento sono esclusi dal bonus mobilità.

Test funzionali uniscono scienze motorie e ciclismo
Parametrizzazione della pedalata
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Allenamenti e test specifici per il ciclismo - L'intervista a Giorgio

La squadra di Bikecafe cresce... la scorsa settimana vi avevamo presentato Giorgio Favaretto. Questa settimana continuiamo la nostra chiaccherata con lui e ci occuperemo dei test e degli allenamenti funzionali al ciclismo, di cui lui è un grande esperto oltre che essere tecnico federale FCI. Abbiamo chiesto a Giorgio se questo tipo di preparazione ed analisi specifiche sono adatte anche per amatori e quali vantaggi possono dare per tutti coloro che non prendono parte a gare ciclistiche. Con molta onestà ci ha risposto, raccontandoci per quali categorie di ciclisti e per quali motivi sono consigliabili test ed allenamenti specifici.

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L'intervista

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A chi consigli di sottoporsi ad uno dei test funzionali e quali vantaggi se ne ricavano?

Giorgio

I test funzionali in linea di massima possono essere utili a tutti. Li consiglio ai ragazzini, per poter monitorare i progressi durante la stagione e in diversi anni durante il periodo di crescita, li consiglio ovviamente agli agonisti che vogliono ottenere dal ciclismo non solo il piacere del giro in bici ma anche la prestazione importante, li consiglio a chi vuole stare bene con il proprio corpo e sapere in che modo poter rendere più fruttuosi i propri allenamenti.

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Perché i test funzionali sono importanti anche per gli amatori e non solo per i professionisti?

Giorgio
I professionisti hanno dei chiari obiettivi prestazionali, fatti di date precise, appuntamenti, programmi di allenamento, gare. In un certo senso è più facile allenare un professionista rispetto ad un amatore, soprattutto per il tempo che ha a disposizione e la la mole inferiore di impegni extra-sportivi. Un amatore, invece, ha bisogno di poter gestire al meglio il poco tempo che ha, tra lavoro, impegni familiari, hobby, eccetera ed è quindi importante saper ottenere i risultati migliori possibili, non solo a livello di prestazione pura, ma anche di divertimento e soddisfazione personale.
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Perché un ciclista per passione dovrebbe professionalizzare la propria preparazione?

Giorgio

Nel mondo attuale, sono sempre tutti molto impegnati, i ritmi sono frenetici; famiglia, lavoro, impegni, spostamenti eccetera fanno sì che le persone abbiano purtroppo poco tempo da dedicare all'attività fisica. Penso sia corretto affidarsi ad un tecnico per poter svolgere al meglio le proprie uscite e divertirsi in bicicletta, senza rinunciare al quel pizzico di agonismo che c'è in ognuno di noi.

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Che tipo di infortuni si possono prevenire con una preparazione funzionale al ciclismo?

Giorgio

Una accurata valutazione biomeccanica della pedalata, partendo innanzitutto da una analisi posturale e chinesiologica, permette di prevenire diversi tipi di infortuni. Bisogna precisare che, quasi mai, in bicicletta si possono assistere a lesioni muscolari o articolari in acuto, ossia improvvise, a meno che non si tratti di una caduta o di un trauma. Sono invece decisamente più diffusi gli infortuni determinati da sovraccarico, sia a livello muscolare, sia tendineo, sia articolare. E' quindi importante saper valutare ed individuare il corretto posizionamento in sella per ogni ciclista, in modo da poter svolgere al meglio le proprie uscite in bici e trovare il giusto compromesso tra prestazioni e comfort, ed in un secondo momento essere in grado anche di indurre una evoluzione muscolare che permetta al ciclista di assumere una posizione sempre più redditizia.

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In cosa consiste tipicamente una seduta di allenamento?

Giorgio

Dipende da una miriade di fattori! i principali sono sicuramente il tempo a disposizione, il trascorso del ciclista, il periodo, il livello atletico, gli obiettivi a breve e lungo termine. Perchè sì, anche il ciclista meno allenato di tutti, dentro di sé, ha degli obiettivi personali!


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Giorgio Favaretto

GIORGIO FAVARETTO

Nato ad Asti nel 1991, Giorgio è appassionato di tutto ciò che riguarda lo sport. Ciclista a 360°, aspirante rugbista e podista per divertimento. Nel tempo libero - in cui non è impegnato con lo sport - ama assaggiare birre artigianali ed è un accanito mangiatore di pizza. Dal punto di vista professionale è laureato in Scienze delle attività motorie e sportive così come è laureato magistrale in Scienze e tecniche avanzate dello sport, Giorgio é tecnico istruttore delle categorie giovanili FCI, tecnico allenatore delle categorie agonistiche giovanili FCI, tecnico allenatore delle categorie agonistiche internazionali FCI, oltre ad essere stato ciclista Elite nelle specialità strada, ciclocross e criterium scatto fisso.


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Una vita in bicicletta - L'intervista a Giorgio

Bikecafe si amplia per voi. Non soltanto negozio di bici, officina specializzata ed osteria...stiamo lavorando per offrirvi ancora di più con una attenzione ancora più grande al cliente e ai bisogoni del ciclista. Con questo spirito Giorgio Favaretto è entrato nel team di Bikecafe. Giorgio è un professionista, giovane ma già di lunga carriera, del mondo del ciclismo: prima come corridore agonista e poi come tecnico e preparatore atletico. Da Bikecafe Giorgio si occuperà dei servizi agli atleti, offrendo una ampia gamma di test funzionali al ciclismo così come formati di allenamento, sia in palestra, sia in bicicletta per migliorare  le vostre prestazioni e godere al meglio la bicicletta. Oggi gli abbiamo fatto qualche domanda per farvelo conoscere meglio, nelle prossime  interviste invece ci svelerà di più sui suoi progetti qui da Bikecafe.

Giorgio Favaretto

GIORGIO FAVARETTO

Nato ad Asti nel 1991, Giorgio è appassionato di tutto ciò che riguarda lo sport. Ciclista a 360°, aspirante rugbista e podista per divertimento. Nel tempo libero - in cui non è impegnato con lo sport - ama assaggiare birre artigianali ed è un accanito mangiatore di pizza. Dal punto di vista professionale è laureato in Scienze delle attività motorie e sportive così come è laureato magistrale in Scienze e tecniche avanzate dello sport, Giorgio é tecnico istruttore delle categorie giovanili FCI, tecnico allenatore delle categorie agonistiche giovanili FCI, tecnico allenatore delle categorie agonistiche internazionali FCI, oltre ad essere stato ciclista Elite nelle specialità strada, ciclocross e criterium scatto fisso.

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L'intervista

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Come ti sei avvicinato al ciclismo?

Giorgio

Nell'estate del 1997 venne organizzata una gara per la categoria Esordienti al mio paesino, Tonco, in provincia di Asti. Mio papà mi porto a vedere i passaggi e poi l'arrivo, che era molto vicino a casa mia. Mi ricordo benissimo il momento in cui arrivarono in una volata molto allungata i concorrenti. Vinse Giorgia Bronzini, davanti a tutti i maschi! Chiesi a mio papà di iniziare, ma ero troppo piccolo. Nell'inverno successivo ci siamo informati e ci siamo avvicinati al Pedale Canellese di Canelli, e nella primavera '98 ho fatto le mie prime gare nella categoria G1 (7 anni), la prima l'ho vinta!

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Da quando hai capito che sarebbe diventata o che avresti voluto farla diventare la tua professione?

Giorgio

Mentre ero alle Scuole superiori, non mi ricordo esattamente il periodo o l'anno esatto, ho iniziato ad interessarmi allo sport in maniera un po' più curiosa, infatti poi è maturata la volontà di studiare Scienze Motorie all'Università. Mi ricordo che cercavo informazioni su metodi di allenamento, alimentazione e biomeccanica, ma anche soluzioni tecniche innovative, suggerimenti dai professionisti, mi piaceva guardare le gare in tv, capirne la tattica dei team, vedere i movimenti dei corridori in gruppo, cercare di prevedere le mosse. Già prima di entrare in Università sognavo di poter fare del ciclismo e dello sport in generale il mio lavoro. Devo dire che si sono già concretizzate tante delle cose che ho sperato e sognato.

Per capire una bicicletta...bisogna smontarla 😉
Giorgio nel suo studio
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Quali sono gli itinerari o il viaggio che più ami fare in bicicletta?

Giorgio

Viaggi veri e propri no, ancora mai fatti. Quando ero Elite facevo tanti tanti chilometri in bici, su strada. Non c'è mai stato un giro in particolare, ma solo delle zone o delle salite dove mi piaceva andare. Per esempio, quando abitavo ancora a Tonco andavo spesso nelle Langhe Astigiane, lì trovavo salite anche di 20-30 minuti che nelle mie zone (Monferrato) mancano, e dei panorami stupendi sulle colline, tra le vigne, lontano dal traffico e in totale silenzio. Anche il Monferrato mi piace molto, salite brevi e colline dolci, mi rilassa pedalare lì! Quando mi sono trasferito a Torino invece per fare i giri più lunghi andavano molto spesso in Val Susa o in Val Sangone, anche alla ricerca di salite più impegnative, anche se io e le salite non siamo mai andati molto d'accordo, a dire la verità!

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In quale specialità? Che ricordi hai dei sacrifici e delle gioie dell'agonismo in bicicletta?

Giorgio

Si, ho corso in bici sia nelle categorie giovanili che in quelle agonistiche, ho iniziato nel '98 e ho effettivamente smesso nel 2016 nella categoria Elite/Under 23. Ho corso su strada soprattutto, anche se il ciclocross mi ha sempre fatto impazzire e mi ci sono dedicato tutti gli inverni durante la preparazione. Da piccolo ho fatto anche un po' di attività in pista, ma all'epoca la multidisciplinarietà era ancora sconosciuta e chi gestiva le squadre (e la FCI...) non erano tra le persone più lungimiranti. Ho ancora gareggiato brevemente nel 2018 tra gli Elite, su strada, ma giusto per piacere e sfizio personale, senza nessuna velleità.
Ricordi ne ho tantissimi, sia da ragazzino che più grandicello. Ricordo con affetto i miei compagni di squadra, anche se ne ho cambiate diverse ho sempre trovato degli ottimi amici, con molti di loro è nato un legame vero e siamo ancora molto uniti. Pensare al correre in bici come un sacrificio sarebbe un ossimoro, io facevo quello che più desideravo, nonostante non fossi un campione e nonostante non riuscissi ad avere la benchè minima stabilità economica. Ho sempre trovato giuste e in qualche modo formative tutte le piccole rinunce che uno sportivo di alto livello deve fare per poter stare al passo di un gruppo che va veloce; mangiare sano, andare a letto presto, riposare, non uscire il sabato sera, dedicarsi all'allenamento, impegni con la squadra, erano tutte cose che facevo con piacere, cercando di incastrare tutto tra studi e lavoro.


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Abbigliamento invernale in Mountain Bike - i consigli degli esperti di Bikecafe!

Con i mesi invernali alle porte, è facile scivolare in un profondo letargo e appendere la bici al chiodo fino alla primavera. Ma con così tanti ottimi prodotti a disposizione per tenerci caldi e asciutti, non c'è motivo per abbandonare la nostra disciplina preferita: la mountain bike! L’evoluzione dei materiali tecnici ci permette al giorno d’oggi di continuare a coltivare la nostra passione per le biciclette per tutto l'anno. Bikecafe vi presenta i migliori consigli per l'abbigliamento invernale per mountain bike, così da essere sempre leggeri e asciutti sotto le intemperie ed anche nelle giornate ed ore più fredde.

Pantaloncini invernali da mountain bike con bretelle del marchio ASSOS
Guanti imbottiti invernali Assos Bonka
Lo strato di intimo a contatto con la pelle è fondamentale per un buon isolamento termico

I primi strati di abbigliamento per la protezione dal freddo invernale

La base essenziale per un buon abbigliamento invernale è il vestirsi a strati. L'intimo termico è essenziale per stare al caldo d'inverno. Essendo il primo strato a contatto diretto con la pelle, l’intimo termico è essenziale per regolare il calore ed è fondamentale per restare caldi e asciutti anche dopo diverse ore di esposizione al freddo e alle intemperie. Alcuni tessuti più avanzati sono anche in grado di assorbire il sudore dalla pelle permettendoci di restare sempre asciutti.

Per coloro che vivono in posti davvero freddi, investire di più nell'acquisto di uno strato di base in lana merino a maniche lunghe gioverà sicuramente e contribuirà ad aumentare la voglia di continuare a pedalare anche in inverno. Non altrettanto caldi, i tessuti sintetici offrono tuttavia una migliore traspirazione oltre che essere antibatterici e meglio resistenti agli odori.

Sopra lo strato di base a contatto con la pelle bisogna apporre uno strato intermedio specifico. Un'ottima opzione è quella di indossare una maglia a manica lunga con zip felpata. Questi indumenti hanno spesso un buon numero di tasche sul retro che le rendono estremamente pratiche.
Un piccolo accorgimento, noi vi consigliamo di utilizzare calze spesse e resistenti per il freddo, se possibile in lana merino o con inserti impermeabili così da mantenere i piedi asciutti e caldi.

Il guscio esterno o come essere pronti a qualunque condizione!

Le giacche sono l'unico strato visibile dall'esterno ed è quindi comprensibile che lo stile e la cura del dettaglio debba essere massimo. Anche in inverno, l’occhio vuole la sua parte. Aspetto, design, tasche e colori sono importanti, ma la vestibilità è fondamentale quando si tratta di mantenere una temperatura corporea e un livello di umidità accettabile.

Polsini e colletti regolabili e apribili sono utili per mantenere e regolare il calore e l'umidità. L'impermeabilità è essenziale ed in inverno molto più che l'imbottitura. Da valutare di situazione in situazione è l’utilizzo di un guscio impermeabile che non funge da mantenimento o aumento della temperatura, ma da protezione da vento e acqua. A tutto ciò, vi consigliamo di aggiungere uno scalda-collo che manterrà il collo e la gola al caldo e al riparo dal vento.

Attenzione a non esagerare con gli strati e con la copertura contro il freddo, ricordiamoci che dopo soli 10 minuti di attività la nostra temperatura corporea salirà di molto e percepiremo in modo diverso la temperatura esterna. Troppa copertura comporta una grande sudorazione e di conseguenza disidratazione oltre che una fastidiosissima sensazione di bagnato addosso.

Inoltre, nei tratti in salita – in cui solitamente si esprime un grande sforzo fisico pur viaggiando a velocità ridotta – ricordatevi di aprire le giacche e i gusci e far entrare aria per abbassare la temperatura corporea e asciugarvi.

Accessori per gite invernali in mountine bike

Le mani e i piedi essendo molto lontano dal cuore, fanno maggiore fatica ad essere irrorate di sangue per questo è importante proteggerli per non abbassare troppo rapidamente la loro temperatura e di conseguenza anche la percezione generale della temperatura stessa. Dei guanti normali sono un buon punto di partenza, ma se non sono abbastanza caldi, meglio affidarsi a guanti tecnici specifici per il freddo della stagione invernale. Ricordatevi inoltre che il palmo della mano rimane piuttosto caldo quando ti aggrappi al manubrio, ed è pertanto importante fare molta attenzione ai guanti con una spessa imbottitura sui palmi. Molto spesso questa imbottitura non è necessaria e creerà solo un inutile spessore tra mano e manubrio che diminuirà la maneggevolezza della bicicletta.

I pantaloncini con bretelle sono un buon modo per mantenere caldo anche il tuo busto. Le scarpe invernali possono essere utili, soprattutto se sono in materiale gore-tex studiato per la guida su terreni bagnati.

Infine ricordatevi che se avete intenzione di fare una lunga pausa durante l'escursione, se possibile, sarebbe consigliabile tenere il casco in un posto caldo per evitare che le imbottiture impregnate di sudore diventino cubetti di ghiaccio.

Bikecafe propone anche la propria linea di prodotti d'abbigliamento invernale per mountain bike personalizzata
E naturalmente anche in versione estiva
I gambali con bretella di Bikecafe

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Remy Absalon: i pro si allenano con le E-bike!!!!

Da un pò di tempo ormai Remy Absalon utilizza le e-bike come strumento di allenamento
Questo dovrebbe bastare per smorzare tutti i classici e stucchevoli luoghi comuni contro chi utilizza le bicicletta a pedalata assistita.

Ecco un pò di consigli sugli allenamenti con le E-bike con la collaborazione di Scott (vedi l'articolo sul sito Scott con molti altri prticolari e dettagli )

Le E-bike , possono essere un ottimo mezzo di allenamento anche per chi della bicicletta fà un uso professionale

Come atleta professionista Rémy Absalon conosce l'importanza del fisico quando si tratta di competere nelle competizioni enduro di alto livello. Per essere in grado di contrastare gli avversari con continue accelerazioni intense bisogna attuare un piano preciso e una formazione dedicata.Grazie alla sua E-Bike, Rémy riesce a incorporare esercizi nel suo allenamento quotidiano mirando a capacità di base come Max Aerobic Power, Max Aerobic Power Long e Sprinting..

MASSIMA POTENZA AEROBICA (MAX AEROBIC POWER – MAP)
SPRINT/ESPLOSIVITÀ
COS’È L’ALLENAMENTO MAP?
DI COSA SI TRATTA?
È l’ammontare più elevato di ossigeno che una persona può consumare durante l’esercizio di massima intensità della durata di svariati minuti. Dizionario medico per i professionisti della salute e gli infermieri, Farflex 2012 Potenza e resistenza alla fatica durante gli sprint


PERCHÉ L’ALLENAMENTO MAP PER I CICLISTI DI ENDURO?


Avere una MAP elevata permetterà al ciclista di rimanere più concentrato alla fine delle tappe lunghe, evitando l’affaticamento e abbassando il rischio di cadute.


PERCHÉ L’ALLENAMENTO DI SPRINT/ESPLOSIVITÀ PER I CICLISTI DI ENDURO?


Per poter scaricare maggiore potenza in ogni pedalata all’uscita di una curva o per poter fare uno sprint più lungo se si ha a disposizione un rettilineo nella tappa (non seduti in sella)


PERCHÉ UTILIZZARE UNA E‑BIKE?


Evitare i viali tagliafuoco! Una e‑bike permetterà al ciclista di percorrere trail più ripidi e tecnici, raggiungendo la cima più velocemente e massimizzando le discese. Nel primo episodio abbiamo visto che la frequenza cardiaca era maggiore in sella a una e‑bike piuttosto che a una bici convenzionale, il che è meglio per la MAP. Con il peso di una e‑bike, se puoi fare uno sprint senza assistenza, potrai fare uno sprint con ancora più energia in sella a una bicicletta da enduro leggera. L’assistenza aiuta a recuperare tra due ripetizioni.

vedi la nostra gamma e-bike

Come scegliere la sella ideale

Qual'è la mia sella ideale?

Trovare la sella ideale sembra sia proprio un questione di "culo"! 😀

Perdonate la facile battuta ma in fondo c'è tanta verità in questa ironica osservazione. Infatti la sella ideale non dovrebbe essere scelta in base al colore o al peso come invece, purtroppo, avviene ancora troppo spesso ma piuttosto facendo un attento esame delle ossa ischiatiche e della flessibilità del ciclista.

Dimensioni delle ossa ischiatiche e flessibilità sono i fattori principali che determinano la dimensione e la forma della sella ideale.

ricerca sella ideale

Esame della larghezza ossa ischiatiche su gel.

Molti problemi di assetto in sella e molti fastidiosi formicolii e insensibilità dipendono proprio da una sella sbagliata. Ma anche quando si trova la sella giusta un cattivo posizionamento di quest'ultima può portare lo stesso ad avere problemi.

Quindi è importante un attenta analisi del ciclista per la ricerca della sella ideale ma è altresì importante il corretto posizionamento della stessa sulla bici.

Tutto fa parte di un complesso di singole operazioni che portano al corretto posizionamento del ciclista in sella alla sua bici e tutto ha inizio dalla ricerca della sella ideale.

Sella San Marco Shortfit Wide

Sella San Marco Shortfit Wide

Ora sono appena arrivate le nuovissime Selle San Marco Shortfit Wide. La particolare forma ergonomica di questa nuova sella caratterizzata da una lunghezza ridotta, garantisce un corretto appoggio nella generosa parte posteriore e un’ottima distribuzione delle pressioni nella sua parte anteriore.

L’ampio foro centrale (Open-Fit) garantisce il massimo comfort e sostegno nelle diverse situazioni di pedalata e su tutta la lunghezza della sella, coadiuvando la circolazione sanguigna e alleggerendo la pressione nella zona prostatica. 

Venite a provarla nella versione Test così da verificare di persona la particolarità di questa sella.

Nel nostro Centro di Bike Fitting si effettua l'esame per la ricerca della sella ideale al costo di 20€ e se si acquista la sella presso di noi il costo è compreso nel prezzo della sella stessa.

Inoltre l'esame per la ricerca della sella ideale è compreso nel pacchetto "appoggi + videoanalisi" che è in offerta a 99€ per tutto l'autunno.